Le Storie Tese: i tuoi Ricordi

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Mi ricordo che in futuro
Sarò pieno di ricordi...

In che modo si sono intrecciate la tua vita e la storia di Elio e le Storie Tese?

Quali sono i tuoi migliori ricordi legati al Complessino

Ce li vuoi raccontare? Vuoi farceli vedere? Vuoi farceli sentire?

Compila il form e racconta: se non hai voglia di scrivere puoi mandare una foto, oppure linkare un video (anche un video in cui ricordi i tuoi ricordi) o mandarci una nota audio come si fa tra amici.

Siamo qui: cosa ti ricordi di noi?

Il primo disco dei reginetti del bel canto da me ascoltato è Cicciput, è uscito nel 2003 - lo dice Wikipedia quindi è così e basta - all'epoca ero in terza elementare (sono del '94). Ricordo perfettamente la fissazione per quell'album, del quale, vista l'età non coglievo tutte le sfumature di marrone sbiadito, ma diciamolo, ero circondato da coetanei in fissa per gli 883 e io avevo trovato una valida alternativa, ero diventato una voce fuori dal coro, una di quelle cose che fanno impazzire le ragazze. Inspiegabilmente il 2004 (non ricordo il mese preciso nel quale è cominciato tutto) è stato l'anno in cui le voci fuori dal coro sono passate fuori moda, di colpo - in quell'anno è sorto Facebook dall'altra parte del mondo rotondo, sarà un caso - quindi le ragazze si tennero alla larga per un po', non apprezzavano le mie doti mnemoniche - canticchiando Shpalman inorridivano, intonando Cani e padroni di cani, se ne andavano. Non è importante, dopo tutto io sono diventato quello che volevo (va be' tutto sommato, è per creare una sorta di tensione narrativa) e loro sono quasi tutte diventate madri giovanissime, tranne tre o quattro che al contrario sono diventate delle COSE mostruose e ribadisco COSE; la pubertà dà, la pubertà toglie. Io non ho mai avuto un brufolo, il merito è sicuramente delle merda che mi spalmo sul viso ogni sera prima di andare a letto, avrebbero fatto meglio ad ascoltarmi in quel lontano 2005. Disdegnavano Cicciput, qualcuno anche la grafica della cover, non posso far altro che augurarmi il fatto che dio, alla fine, abbia pietà della loro anima. Ad ogni modo, ho continuato ad ascoltare il repertorio, via via più vasto, e pensate un po'... nell'estate dei 17 anni ho persino fatto forte all'amore con una ragazza, una bella ragazza per giunta, Lombarda, di Lodi. Per me era la prima volta (non avere brufoli ha aiutato), eravamo in uno stabilimento balneare in Versilia (precisamente al Cinquale) di sera, ho messo Tapparella, ho messo Germano, i sellini e sua madre (vabbè è di Bisio, ma amo fare di tutta l'erba un fascio) e poi lei ha messo la lingua dentro di me, quindi direi che è andata bene - il resto è storia - probabilmente l'amplesso più impacciato bensì eroico del mondo (lei era più grande e più bella e di Milano - io sono di Roma, mi sono scordato di dirlo all'inizio). È stato davvero forte, come dicevano i giovani nel 2012; è durata qualche mese poi è finita e ho pianto tanto, ho avuto l'occhio spento e il viso di cemento per un po', poi è passata e ho conquistato il cuore di un'altra bella ragazza con la quale ho condiviso gli ultimi 4 anni di liceo (oltre alla sua vagina, dal momento che stavamo insieme), lei però non ha mai tollerato la musica degli Elio, e quando sinceramente e pubblicamente in sua presenza e di altri affermavo che fosse il repertorio migliore al mondo, perché al mondo altre band cosi non esistono, e che fosse ancor meglio di quello dei Pink Floyd, lei si vergognava e mi "cazziava" per minuti che parevano secoli. Non aveva il senso dell'umorismo, non rideva mai, pensavo non avesse i denti il primo periodo - poi un'altra volta parliamo di come ho scoperto che invece li aveva e come. Ad ogni modo, e chiudo, quando mi ha lasciato per uno della LUISS (che certamente non ama gli Elii per tutta una serie di ragioni) è stato un sollievo poterle dire: "vai coi pescatori greci, puttana", lei non ha capito e mi ha dato una sberla. Siamo ancora amici. Ho pianto per un po', ma la musica mi ha risollevato il morale, davvero, ho sempre desiderato fare il regista, sfortunatamente non so cantare o suonare uno strumento, ma la vostra musica cari amici mi cambia le giornate (in meglio, è sottinteso). Probabilmente questo lungo post non lo leggerà nessuno, però va be' vi saluto comunque e vi mando un abbraccio (casto, senza doppi sensi omosessuali). Ciao.

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Il mio ricordo di un pensiero del vostro pezzo “La terra dei kaki” è affiorato nel momento in cui dedicavo una poesia dialettale a un mio caro amico. Mi sono permesso di farVi un tributo nell’ultima strofa. È possibile rintracciarla nel numero 7 della rivista “La Piazza” della provincia di Rimini. Ve ne allego una foto. Un saluto. Emilio Cavalli.

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Chianciano Terme non se lo ricorda nessuno, Chianciano Terme dell’agosto di quasi 30 anni fa non lo cita nessuno, Chianciano Terme non è scritto da nessuna parte....è come se il Parco Fucoli fosse appartenuto ad una dimensione ai confini della realtà. Io probabilmente da allora sono rimasto intrappolato lì...non so come si fa ad uscire e non voglio uscire. Per quanto mi riguarda non vi siete neanche sciolti, nella mia realtà parallela siete perfettamente Unanimi e avete i jack ben collegati perciò basta co’ sti ricordi, non rompete le palle e continuate a suonarmi dentro come avete sempre fatto!

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Ero a un campeggio insieme a dei miei amici e a un certo punto abbiamo cominciato a cantare canzoni degli Elii. Io allora conoscevo solamente John Holmes e appena ho accennato l'inizio cominciò una fragorosa risata corale. Abbiamo cantanto per 10 giorni Il vitello dai piedi di balsa, John Holmes e altre per 10 giorni ed è stato fantastico

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con Andrea, il mio compagno di 5 elementare, sdraiati sul tappeto di camera sua ad ascoltare una cassettina, ovviamente replicata, mista di Federico Salvatore, Leone di Lernia e un complessino sconosciuto. Era il 1990, solo qualche anno dopo, uscendo dall'infanzia avrei scoperto che si trattavano di registrazioni di Live in Borgomanero. L'Amore scoppiò letteralmente nel 1996 quando i manifesti con lo squalo con l'apparecchio tappezzarono la mia città, Domodossola. Allora i nostri animatori dell'oratorio organizzarono l'uscita e io fui tra i prescelti dal felice destino a poter partecipare con loro, ricordo il palco tappezzato di biancheria intima delle fan con le quali, Rocco Tanica, in un giorno speriamo lontanissimo si farà comporre il proprio sudario, serata travolgente, subito dopo mi dedicai allo studio per imparare tutti i pezzi a memoria. Unica nota negativa, lamentata da Elio è che c'erano troppi insetti mentre la sera prima che c'era stato Baccini c'era solo un moscerino, da 20 kg, ma uno solo. Oltre al complessino fu anche, da subito, feroce passione per Super Giovane, per un adolescente è bello sapere di avere un protettore nel mondo. Da allora i concerti sono poi stati tantissimi, fino a diventare una malattia, dovevo avere tutti i dischi, i singoli e dalla rete scaricare tutto l'inedito possibile, partecipai anche alla presentazione di Cicciput. Prima ancora, la prima volta che volli iscrivermi al Fave Club, andai in sede e la bella Silvia Bolbo (credo che fosse lei) mi spiegò del bollettino ecc, e in quel momento apparve Stefano, il Beli in persone che prima d'ora non avevo mai visto da vicino e mi bloccai e non riuscii a sire niente che non mi sembrava vero; che poi quando uscii mi dissi, "che pirla, che pirla". Tanti anni dopo tornaste anche a Domodossola, ci portai una ragazzina che mi piaceva tanto e riuscimmo anche avere gli autografi, feci anche due passi per la città con Mangoni che trovava molto interessante l'architettura di Corso Paolo Ferraris. Anche quando entrai in seminario per quanto possibile continuai a seguire i concerti e il più indimenticabile fu quello ad Arona con Claudio Bisio, quella volta conobbi personalmente anche Marok, ma lui non si ricorda sicuro perchè troppo impegnato a martellare due belle ragazze. Una volta ci fu un'episodio molto divertente, nei corridoi del seminario, qualcuno mi rimproverò di azione politica perchè indossavo la maglietta rossa e l'accusatore non si accorse che quello non era Ernesto Guevara, ma Luca, che non aveva la stellina sul cappello, ma la "M". Una sera andai ad un incontro/concerto con Nando Bonini, grandissimo chitarrista italiano, chitarrista di Vasco e poi convertito, uno mi vide con la maglietta di Elio e le Storie Tese e ne fu contento perchè lo ritenne come un segno di apertura, e la stessa sera uno fece una domanda sulla "musica cristiana" e Nando scoppiò a ridere rispondendo: "ma cosa significa questa espressione? La musica è musica e basta! com'è un giro di Do cristiano?". Anche da prete ho potuto ancora concedermi qualche bel concerto, una volta è venuta anche la Drummeria a Quarna, a fianco della mia parrocchia e sono venuto con il percussionista della nostra corale e abbiamo molto goduto, poi siamo stati anche a Sesto, al Carroponte con una mia parrocchiana che è una batterista prodigiosa, Evita, anche allieva di Christian. Poi sono partito missionario in Africa, con gioia, ma anche con dolore perchè non ho potuto partecipare al concerto d'addio, ma anche in Africa siete sempre nel mio cuore e nelle mie cuffiette. Forse il desiderio di abbracciare il mondo è anche colpa vostra e della vostra amicizia con molti ospiti internazionali: il Giappone di Haruka Ari che canta nel blu dipinto di blu, Il Natale dei fratelli dello Sri Lanka, le sorelle Bulgare, sì, anche voi mi avete spinto in Africa che avrà pure tanti problemi, ma di sicuro non quello del ritmo! don Nur

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Noci di cocco banane e tabacco

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Ero matricola al liceo. Per qualche motivo divenni simpatico ad uno di quinta. Si parlò di musica e mi disse di andare a trovarlo a casa sua (PAN! GUARDA CHE PINOLO! - no, ragazzi, non scherziamo) ov'egli presentommi in ordine: l'esistenza della Gialappa's che commentava le partite proprio come sovrapponendo Dark Side of the Moon al Mago di Oz, che proprio in quel momento stava avendo grande compassione di un giocatore avversario dicendogli "no, no, amico non prendertela così... no dai... non prendertela in quel modo... prenditela nel culoooooo!!!!" rappresentando così l'amore per il giuoco del calcio e l'unione dei popoli. Quindi premise "questa è una cosa rara, è un segreto, questa cassetta l'hanno sentita in pochi e si fa sentire solo a chi merita davvero!" ed era una cassetta pirata di "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu" che io ho imparato a memoria, da quella volta ad oggi, innamorandomi degli Elii e di tutta la saggezza dell'oriente di cui essi sono portatori assieme al dirigibile marrone. Appena il CD è uscito in offerta sul catalogo per corrispondenza "TOP TWENTY" ho provveduto a saldare il conto morale con gli Elii, che finalmente hanno potuto mangiare.

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Chiedete una foto o un video... Certo! Quando riusciranno a estrarre dalla memoria umana queste informazioni. Nel lontano 1998 (la cui data completa la devo alla "concertografia"), infatti, o avevi vari chilogrammi di attrezzatura audiovisiva addosso, o ti accontentavi di guardarti il concerto con i tuoi occhi per una sola ed unica esperienza da portare dentro (fortuna che adesso paghiamo i biglietti per gustarci i concerti dal tablet dello stronzo che si è piazzato d'avanti a noi)! In quel concerto avevo da poco compiuto 16 anni, e gli Elii permettevano ai minorenni di assistere impudentemente ai loro spettacoli. Tutti i miei amici erano stati a Galatina per le moto del Motorshow, ma io convinsi Valerio, il mio amico 17enne, a venire con me al concerto del Motorshow (anni dopo, per ringraziarmi, mi costrinse a seguirlo al concerto di Carmen Consoli... ma questa è un'altra storia). Inizia il ricordo... Suo fratello ci accompagna e noi lì, aspettandoci più gente che a Woodstock per un evento del genere, ci troviamo in mezzo a sì e no altre 300 persone. Ricordo che qualche giornalista parlò degli Elii, non estremamente felici di aver spaccato l'Italia per trovarsi davanti a 300 persone (e probabilmente con la paura di non essere pagati... ma questo lo suppongo solo ora da adulto). Ma poco importa: escono dal camper, salgono sul palco, e con un Elio pieno di capelli ricci inizia la magia. Dopo 3 canzoni Elio si toglie via la parrucca. La magia di quel concerto è che un pubblico così esiguo ha permesso un'interazione con la band che non avrei mai potuto immaginare per un concerto di un gruppo così famoso... insomma, si parlava, ci si rispondeva tra un pezzo e l'altro. Poi qualcuno punta un laserino (ve le ricordate quelle cose anni '90?) negli occhi di Faso che dice: "No ragazzi, dai... il laserino rompe il cazzo". Rocco interviene in suo aiuto: "Adesso scendiamo, prendiamo chi è stato, e gli tiriamo i peli del culo ad uno ad uno con la pinzetta". Si ride e del laserino sparisce ogni traccia. Anni dopo ancora ci si raccontava questa battuta. Il concerto è una meraviglia per la qualità dell'esecuzione e l'unicità dei pezzi. Elio presenta Mangoni, "Voluto dagli Elio e Le Storie Tese sul palco, e volutamente lasciato a casa nel Sanremo del 1996"... non ricordo le parole precise, ma era qualcosa del genere! Poi... ecco Supergiovane! Ancora una valanga di pezzi, e il tempo che vola. Il concerto non è ancora finito ma, essendo iniziato in ritardo, il fratello del nostro amico è probabilmente ritornato a prenderci e ci aspetta nel posto pattuito. Non avendo cellulare non ne siamo sicuri, né possiamo dirgli di tardare un po'... ma il mio amico ha paura di farlo attendere (in effetti questo famigerato fratello ora lavora nella Polizia Penitenziaria... e col senno di poi riesco a capire la paura del mio amico). Io non voglio andare via, ma dobbiamo! Mangoni danza abbracciato a una scopa sulle note di "Tapparella", mentre noi andiamo via felici come mai lo eravamo stati... sicuramente molto meglio della nostra prima esperienza con una ragazza. Non la stessa ragazza ovviamente. E' stato bellissimo ricordare tutto ciò... grazie Elii!

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Nasce tutto dal titolo...

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Era una sera di fine febbraio 1996, avevo 10 anni ed ero in piscina con mio fratello Nicola, di 6 anni, e mia madre che ci accompagnava. Ero intento ad asciugarmi i capelli (all'epoca li avevo ancora tutti!) sotto uno di quei phon a muro, costo 200 lire, e ripensavo a quei tipi inquietanti che - avevo sentito dire - avevano rischiato di morire a causa del pesante trucco di scena al festival di Sanremo. La terra dei cachi. Troppo piccolo per apprezzare a pieno un capolavoro di quella portata. 2001, primo liceo: un mio compagno di classe, divenuto nel corso degli anni uno dei miei migliori amici (ci vediamo oggi pomeriggio per festeggiare i 33 anni di una nostra altra compagna di classe al liceo!), mi fa ascoltare sul walkman Burattino senza fichi, il pezzo che fa: "la mia pasta del capitanooo" mi e rimasto impresso fino ad oggi. Primo concerto degli Elii: estate 2007, laghetto dell'EUR, io, mio fratello e il mio amico Cristian, detto Tapparella. Altri tempi, più felici di questo. I miei genitori ci vennero a prendere dopo il concerto a bordo della nostra nuova macchina, una Fiat Doblò blu, che mi sembrò molto scomoda all'inizio, ma che poi ho amato come un quinto membro della famiglia. 2019. Ascolto gli Elii in macchina tornando a casa dal lavoro, quando ho voglia di ridere. Grazie davvero ragazzi, vi voglio bene, la mia vita è migliore grazie a voi.

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Maggio 1996, primo live per me degli EELST a Modena. Con un’amica e amici più grandi andiamo davanti al palazzetto già nel primo pomeriggio per essere a transenna a cancelli aperti. Nell’attesa fuori dal palazzetto io e la mia amica ci annoiamo e decidiamo di fare un giro. Troviamo una porta aperta sul retro del palazzetto e mettiamo dentro la testa “oh, al massimo ci sbatteranno fuori se non ci vogliono in mezzo alle scatole”. Ci troviamo sul retro del palco e notiamo qualcuno che sta in relax seduto sulla scaletta per andare sul palco “ciao ragazze! Che fate qui? Piacere, io sono Davide!” “ e grazie al c***o, sei Cesareo!”. Per la cronaca, primo di millemila concerti degli EELST, uno meglio dell’altro ❤️

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Io e il mio migliore amico Gianni ascoltavamo gli Squallor con le doppie cuffiette, come Vic e Mathieu nel Tempo delle Mele. Ma siamo sempre stati eterosessuali (non abbiamo nulla contro i gay, infatti abbiamo anche diversi amici che lo sono). Mio papà mi aveva proibito di ascoltare gli Squallor perché erano volgari, però io li ascoltavo in segreto con Gianni. Se proprio devo definirli, gli Squallor erano hardcore e invece gli Elio e le Storie Tese erano softcore, però si vedeva tutto lo stesso. La mia prima volta è stata il 6 marzo del 1993 al Teatro Ctm di Rezzato in provincia di Brescia, un posto in cui hanno suonato anche Gil Evans e Pat Metheny nonostante i camerini sembrino il covo di Saddam Hussein prima di venire impiccato. Era appena uscito “Esco dal mio corpo e ho molta paura” (da adesso userò il passato remoto) e il concerto fu molto emozionante: gli Elio e le Storie Tese aprirono con ‘Noi siamo i giovani (con i blue jeans)’ che a me ricordava ‘Il ragazzo col ciuffo’ di Little Tony, e infatti Gianni mi disse “Eh, per forza”. Quella sera, finito il concerto, gli Elio e le Storie Tese mi fecero l’autografo sul biglietto, ma io non riuscii a essere felice: avevo appena capito che l’amicizia non esisteva, nemmeno tra ragazzi eterosessuali. Perché a un certo punto, per la precisione su ‘Cassonetto’, il mio amico Gianni si alzò dicendo “Scusami, vado un attimo in bagno” e non tornò più. Lo ritrovai solo all’uscita (“Scusami, vado un attimo in bagno” è una di quelle frasi che una donna dice alla fine di una serata quando decide di accoppiarsi, ma nel caso di Gianni ebbe lo stesso significato di “Scendo a prendere le sigarette”). Gianni, il mio migliore amico, quello che mi aveva fatto conoscere gli Elio e le Storie Tese; Gianni, con il quale ruotavamo le dita e univamo le falangi; Gianni che quella sera al Ctm, fingendo di avere la vescica piena, s’imboscò dietro le quinte perché aveva un gancio con Il Grillo, un tizio di Milano che diceva di essere parente di Rocco Tanica e che sulla chitarra conosceva soltanto l’accordo del funky, e con lui si poteva suonare solo il funky (e solo in Mi). Arrivo al punto. Oggi sono felice, perché sul biglietto c’è anche la firma di Feiez. Però ho scritto qui principalmente per rivolgermi a Gianni, quello che fu il mio migliore amico: Gianni, siccome non hai facebook, cercavo un posto dove scriverti che al Ctm di Rezzato sei stato un vero stronzo. Anzi, fosti. Giuseppe

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Una sera mi trovai al Magia trascinato da un amica che voleva che vi vedessi dal vivo. Non vi avevo mai sentito nominare prima. Rimasi folgorato dalla vostra verve surrealista fin dalle prime note di 'Arriva Elio'. Non dimenticherò mai la scena di Elio che canta saltellando indossando i mutandoni tipici del corredo militare (mi ero congedato da poco e li ho riconosciuti subito). Da quella sera diventai un vostro fan!

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Tema Elio e le Storie tese per me. Svolgimento Alle soglie del 2000, sorpassate da un po' di anni ormai, mi ritrovo a pensare agli EeLST, forse perché gli voglio sempre del grandissimo bene, forse perché penso spesso a loro, forse perché si sono sciolti, forse perché lo hanno chiesto loro. Come tutti i fans, mi trovo in seria difficoltà a scegliere un solo "nanetto", perché i ricordi legati a questi begli uomini, sono innumerevoli, infiniti, imperituri. Sembra scontato dirlo, ma gli Elio e Le Storie Tese hanno cambiato la mia vita, in meglio. Grazie a loro ho conosciuto alcuni tra i miei più cari amici (e anche qualche amore). Tre su tutti: lo scorso anno ho festeggiato il 20ennale di amicizia con la mia sorellona Barbarella, 22ennale con Alinone, e 21 con la carissima Ele da Trieste. Grazie agli Elii ho cominciato a gironzolare su e giù per l'Italia inseguendo la musica. Potrei raccontare di quando è nato il "Gruppo di ascolto singolo" per contrastare le ragazze del collegio a Cordialmente. Potrei raccontare di quando ho sentito il titolo dell'album "Cicciput" e ho letto i ringraziamenti sul libretto. Potrei raccontare del mio primo concerto a Salerno e della prima volta che ho ballato con Elione un lento sul palco (stesso concerto), della prima volta che li ho ascoltati (Servi della Gleba, censurata, su radio kiss kiss), della prima volta che sono stata ospite a Cordialmente, della prima volta che ho parlato al telefono con un Elio, della prima volta che gli Elii hanno letto una lettera (cartacea) che io e mia cugina spedivamo ogni settimana a Cordialmente (firmandoci "Fausto e Crescenzo"). Ma no, nessuna prima volta è stata presa in considerazione. Il ricordo prescelto è il seguente: Fine Luglio 1998, Napule. Io e la mia cara FavaBarbarella, non so come, non so quando, non so perché, veniamo a sapere che i nostri cari uomini milanesi preferiti, nel giorno x (non ricordo la data precisa) registreranno una puntata di Scirocco (dimenticatissima trasmissione di raidue, presentata da EnricoLucci) negli studi rai di Napule. "Corbezzoli, gli Elii a Napule e noi non possiamo incontrarli? GIAMMAI!" Esclamano le due giovini e speranzose donne. Come fare? Ideona: Andiamo davanti alla rai verso le 14, prima o poi passeranno! Ottimo programma. Tanto non è piena estate e non fa per niente caldo. Ma l'amore sconfigge qualsiasi clima. All'orario stabilito siamo con l'auto davanti all'ingresso principale, cariche di amore e pazienza, pronte all'attesa. Trascorse un paio di ore la luce: arrivano due taxi che scaricano kg e kg di bellezza e simpatia, era arrivato Renzo Arbore :v No scherzo, erano LORO, gli Elii, finalmente possiamo raggiungere il nostro obiettivo: salutarli, baciarli ed abbracciarli. Al momento del commiato Elii: "Beh dai magari ci salutiamo dopo, anche se non sappiamo a che ora finirà la registrazione" Giovini donne innamorate: "Ma non c'è problema aspettiamo qui!" Vi abbiamo fregati, begli uomini, credevate di liberarvi di noi e invece no muahahah muhahaha muhahahah. Passa un tot di tempo, il mio telefono squilla: "Ciao Manovella! Sono la Chiara, senti i ragazzi vi hanno lasciato due pass, avete i documenti? Andate all'ingresso" Come non si può amare questi esseri umani? Una volta varcate le porte blindate della rai di Napule, raggiungiamo i 6 ometti del nostro cuore. L'ansia mi assale: devo avvisare i miei, chissà a che ora tornerò a casa, a quelli gli viene un infarto se non mi faccio sentire. Mi avvicino ad un telefono pubblico a monete (esistevano ancora) e chiamo...nel frattempo gli Elii assistono, curiosi, alla chiamata, io imbarazzata cerco di taglaire corto, ma mamma dall'altro lato incalza: "Ma a che ora torni? Ma torni sola in autostrada tardi? Non mi far stare in pensiero" E io "No mamma, non preoccuparti starò attenta, tranquilli" Feiezzone si avvicina, prende il telefono: "Signora, buon pomeriggio, sono Paolo, non si preoccupi Manuela è in buone mani...è con noi" e tutti giù a ridere. Solo io ero bordeaux dalla vergogna :) Un pomeriggio ed una serata indimenticabili. (Allego il favoloso medley creato apposta per la trasmissione)

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Per anni ebbi un fidanzato che di Elio e le storie tese non poteva fregargliene di meno, ma che, nonostante ciò, con rassegnazione mi accompagnava ai concerti. Questo anche perché, all’ epoca, se c’era un concerto del complessino nel giro di 150 kilometri, la sottoscritta non se lo perdeva manco a morire, quindi o il ragazzo se ne faceva una ragione, o si passava numerose serate da solo. Del tour di Cicciput ho visto talmente tante date che, quando arrivavo, mi salutava persino il service. Ma vabbè, non divaghiamo e torniamo al ricordo in questione. Io e il fidanzato ci lasciamo! Dovendo pensare ad una nuova lovstori, decido di stilare una lista con tutte le qualità che avrebbe dovuto avere la mia nuova metà, e ci inserisco “ fan di EELST “. Dopo un po', conosco due ragazzi che mi piacciono. Uno è un cantante, biondo con gli occhi azzurri, l’ altro un manager giramondo, moro e ricciolino. Chi scelgo? Prendo la mia lista, e alla voce “ fan di EELST “ raggiungo il verdetto. Fuori il cantante, frequentiamo il manager! Guarda un po', c’è giusto giusto un concerto del complessino a San Donà di Piave ( Rock & Dock Festival – 26/06/07 ), il tour si chiama “ Emozioni Fortissime”, proprio come l’ ammòre che stava nascendo. Ci porto il tipo! E gli piace, evviva! Replichiamo un mese dopo alla festa di Radio Sherwood a Padova. E’ fatta. Posso dirlo alla mamma! Vado a pranzo dalla genitrice e le racconto della mia nuova frequentazione. Leggo il terrore sulla sua faccia, poi mi dice “ ti prego, non portarlo ai concerti di Elio e le storie tese o penserà che sei troppo strana! “ la tranquillizzo: “ mamma, non aver paura, piacciono pure a lui!” Ora sono passati 12 anni, il manager è diventato mio marito da 10, e devo dire che la discriminante Elio e le storie tese è stata proprio una figata.

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Avevo 13 anni. Mio zio Enrico, grande fan della band e mio "eroe" d'infanzia tesseva sempre lodi immense per voi, per la vostra musica eccezionale e i vostri testi spaziali, divertenti, arguti e sboccati. Mia madre, all'epoca ignara dell'avvenire, si opponeva strenuamente al mio "primo contatto" sonoro con voi, temendo che, data la giovine età, da giovane pargolo diligente quale ero, ascoltando testi "politically incorrect" avrei deviato verso il "lato oscuro" . L'eroe di zio se ne è sbattuto altamente i maroni e il 2 ottobre mi ha portato a Padova al palazzetto dello Sport (oggi Kioene arena) per una tappa del tour di "Ho fatto due etti e mezzo.. Lascio?" primo vero, serio concerto visto in vita. Va detto che studiavo pianoforte da diversi annetti ma non sapevo una fava di musica, quindi arrivai al concerto con un misto di curiosità ed euforia, non sapendo cosa mi attendesse... più che altro ero curioso di vedere cosa si celasse dietro le eterne lodi di mio zio. Quella sera provai un turbine di emozioni infinito. Emozioni nuove, epidermiche e forti, niente che la mente di un tredicenne imbranato ed ignaro fosse pronta a ricevere. Quella sera per la prima volta sentii il potere della Musica nella sua alta forma espressiva venirmi a trovare. Mi fece piangere di inaspettata gioia sentire quel connubio armonico/ritmico poliedrico e ricco di vita, di contaminazione. L'ho capito bene anni dopo. Quella sera risi come un idiota per la marea di cazzate, parolacce, gag, testi fuori di cervello, storie strampalate. Mi sembrò incredibile e fighissimo per una sera vedere le regole del mio mondo di ragazzetto ingenuo venire stravolte. Io per le parolacce mi beccavo i rimproveri, voi gli applausi. Che figata atomica galattica. Quella sera scoprii i vostri nomi, le vostre voci e le vostre facce. Fu il mio primo contatto. Quella sera il mio eroe divenne Rocco Tanica e io quella sera decisi che quello era il mestiere che volevo fare. Da allora è passato un po' di tempo, oggi ho 27 anni e faccio il musicista. Sono felice perché nel mio piccolo vivo una vita interessante e creativa. Vi ho nel cuore come degli Amici/Guida/Modelli che, attraverso l'arte mi hanno aiutato a perseguire i miei sogni, mantenendomi ispirato, educandomi e sfidandomi l'orecchio, contribuendo a coltivare il senso dell'umorismo, il tutto con la massima eleganza. Vi voglio un bene enlarged. Ma tanto Ps:sogno un domani di incrociare Sergio e abbracciarlo, anche senza dire nulla. Grazie

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Conosco gli Elii ai tempi delle medie con "Cara ti Amo" e subito diventano parte della mia colonna sonora. Natale 2015, mia moglie mi regala 2 biglietti x il vostro concerto del 29 aprile (non e` la prima volta che grazie a voi risolve il problema Natale). Pochi giorni prima del concerto, l'amico con cui sarei dovuto andare mi pacca perche` sua moglie non sta bene, allora decide di accompagnarmi la mia dolce meta`. MA 2 giorni prima ci chiama il Tribunale dei minori e il 29 aprile diventiamo genitori adottivi di una bellissima bimba. Il concerto purtroppo non l'ho visto ma ho conservato i biglietti come ricordo. Un motivo in piu` per considerarvi parte della nostra storia.

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Ero poco più di un bimbetto (l'altezza è rimasta la stessa di allora), credo fosse il '92, ad una festicciola un tipo un po' più grande di me mise al jukebox il Pipppero e, anche se non ci capii gran che, mi sembrò subito una figata. Pochi giorni dopo comprai la cassetta di Rum Casusu, a cui negli anni sono seguiti dischi e diversi concerti. Fra questi anche quello dell'ultimo dell'anno a Firenze nel 2010, di cui però non ho ricordi perchè ero troppo ubriaco. Grazie di tutto, davvero.

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FB mi ricorda oggi che avevo postato questo scritto 2 anni fa Lettera aperta ad Elio e le Storie Tese Allora, io sono un veneto classe 76. Quindi per me conoscervi quando ancora non vi conosceva nessuno mi veniva parecchio difficile. Ma già nell’87 avevo visto per la prima volta Elio, in una puntata di Lupo Solitario registrata dai miei, coi capelli lunghi biondi se non ricordo male. Così ho imparato Silos. Avevo 11 anni. Per la felicità dei miei. Comunque sono stato uno dei primi tra i miei amici con una cassetta pirata di Elio, senza avere idea da dove fosse arrivata ne dove fosse andata. In prima liceo mi son comprato il CD di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu e in seconda Italyan, Rum Casusu Çikti. Due album che ho frugato. A memoria ogni canzone e ricordo di un giorno in pizzeria dove ho scritto l’intero testo di cassonetto sulla tovaglietta. Ero un ribelle all’epoca. Nello stesso periodo mi son comprato Tutto con la cassetta del 2 picche con Alfieri (quindi la versione che conosco io) e altre 2 canzoni, Volare e gli Occhiali dell’amore. Poi versione pirata del VHS di Chi ha incastrato Elio e le Storie Tese? miglior docu-film del 92. E pure il concerto di Villa Emo su VideoMusic, visto e rivisto. Un mio amico c’era pure andato, visto che era a 10km da casa, ma a quell’epoca a 16 anni non sapevi un cazzo di quel che succedeva dato che non c’era internet. Quel pirla del mio amico me l’ha detto dopo che c’era andato che c’era il concerto… Nel 93/94 me ne vado in America e quindi Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986) lo salto a piè pari. Torno dall’America, ho dei cazzi vari e Elio partecipa a San Remo. Io so che ha vinto, ma ci vogliono i carabinieri per farlo capire a tutti. È il 96 ed è l’anno di Eat the Phikis ed è anche l’anno del mio primo live degli Elio e le Storie Tese: 25 Luglio 1996 al Palaghiaccio di Belluno! Avevo 20 anni e finalmente il sogno di una vita si realizza. Sono andato con 5 amici storici e abbiamo passato le due ore pre-concerto a cantare tutti e 3 gli album di EelST, al punto che quelli intorno a noi avevano cominciato a dire che eravamo gli EelST camuffati per fare uno scherzo al pubblico. Era il tour in cui vi facevate lanciare reggiseni e mutandine come i Take That. In tutto questo periodo ovviamente non perdevo neanche una puntata di Mai Dire Gol (a parte la parentesi americana). Quando esce Craccracriccrecr non lo compro (Eat the Phikis sarà l’ultimo CD comprato), ma ascolto via TV La Visione e Discomusic. Stessa sorte per Cicciput con Fossi Figo e Shpalman®. Il 3 Settembre 1999, a 23 anni, vedo il secondo concerto al campo di calcio di Giavera del Montello. Un applauso alla parola Gratis. Il 29 Luglio 2001 mi vedo pure Elio con i Tenores di Neoneli al Rifugio Graffer sulle Dolomiti del Brenta (con allegata foto di prova qui sotto). Poi il 4 Maggio 2002, al Paladozza a Bologna terzo concerto e il 18 Marzo 2004 a Belluno al Teatro Comunale, nel tour dove registravate la prima metà del concerto e ce lo rivendevate al costo d’ingresso… A fine 2004 lascio l’Italia (definitivamente) e così si conclude la relazione dal vivo con gli EelST, che si limita al virtuale seguendo i nuovi singoli di successo (ma non più gli album) con Parco Sempione, La Canzone Monotona e il Complesso del Primo Maggio (stupenda!). Solo quest’estate ho avuto la fortuna di essere in Italia durante un concerto in zona. Il 20 Agosto 2016 al Designer Outlet di Noventa di Piave. Concerto gratis con grandi emozioni e gli EelST si spaventano per 4 gocce d’acqua e scappano… Però stupendo cantare i grandi classici 10 anni dopo. Venivano fuori come se fossero passati 10 minuti. Bello Elio, bello il Pippero, belli tutti! Tutto questo per dire che adesso che mi venite qua ad Amsterdam mi auguro che non farete i coglioni. Mi aspetto almeno 35 brani e 4 ore di buona musica. Quindi l’80% di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, il 95% di Italyan, Rum Casusu Çikti, il 75% di Eat the Phikis, più Born to Be Abramo, Amico Uligano, Nessuno allo Stadio, Discomusic, La Gente Vuole Gol, Shpalman®, Fossi Figo, Parco Sempione, La Canzone Monotona, Il Complesso del Primo Maggio e Alfieri. Quindi mi raccomando, non fate i cazzoni e sprecate l’occasione di fare bella figura all’estero. Che io ho lasciato il mio bel paese 13 anni fa con la valigia di cartone e son venuto al freddo, dove il mangiare ti può uccidere e nessuno ne capisce niente. Dove la gente non capisce la mia italianità e si chiede perché andarsene dal più bel posto del mondo… E allora fatelo per me e tutti gli altri esuli sfigati. Cervelli in fuga senza cervello. Fateci rinsavire per una sera e date il meglio del meglio del vostro meglio! Yes, you cunt! Aggiornamento: stupendo il concerto ad Amsterdam! Tutto rigorosamente sotto il palco! Mia figlia in camera adesso ha uno dei fulmini scagliato dal Dio della Barzelletta, interpretato dal grande Mangoni. Inoltre Agosto 2017 gran concerto ad Asolo con 2 ore di ritardo... Poi a Dicembre 2017 son pure salito su un aereo AMS-MIL per venire a vedere l’ultim concerto di EelST, solo per scoprire che non era l’ultimo... però stupendo! Oltre 3 ore di gran musica! Bravissimi!

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Mah, in realtà c'è ben poco da aggiungere al titolo del ricordo. Una sera di inverno di almeno 7 anni fa, essendo molto freddo, coi miei amici andammo in un locale dove organizzavano il Karaoke. Dopo innumerevoli canzoni interpretate con la massima serietà e compostezza degna del Karaoke, imbraccio il listino delle canzoni e butto un occhio alle canzoni del complessino disponibili. Tra i titoli, spunta "La Ditta". Quando giunge il mio turno, canto con tutta la passione di cui dispongo questa bellissima canzone. I miei amici erano in lacrime dalle risate, questo penso possa bastare, no? Purtroppo da allora non ho più trovato canzoni del complessino nei Karaoke di tutto il Lazio, deve essersi sparsa la voce!

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Gita di terza media, non mi ricordo dove. Ascoltavo con il mio walkman İtalyan, Rum Casusu Çıktı in pullman, una cassetta copiata, naturalmente. Una mia compagna di classe mi ha chiesto cosa stessi ascoltando, "Elio e le storie tese", risposi. E lei: "Perchè non ascolti Vasco?"

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Carissimi Elii, voglio condividere con voi il ricordo del nostro primo incontro... Luogo: Cortili dei navigli (luogo all'epoca utilizzato per spettacolini ed ora credo tornato ad essere cortile condominiale) Data: giugno 1986, ma potrebbe essere anche luglio e non 1986... Voi sul piccolo palco, io su una panchina. (non ricordo sedie) Pubblico: credo una trentina di spettatori (zanzare in compenso tantissime...) Commento: un gran concerto coi vostri pezzi dell'epoca, da Alfieri a Bidet a Cara ti amo a "when I was young..." o meglio "Uen ai uos iang..." e soprattutto la canzone suonata e cantata all'incontrario (all'epoca vi piaceva moltissimo e non capisco perche'...) Da lì il giro di cassettine di registrazioni della fidanzata dell'amico dello zio dell'amica dell'amica di Elio e via fino ai concerti in locali sempre piu' prestigiosi e capienti di Milano, provincia e non, ed i primi cd... il resto lo conoscete Grazie di avermi accompagnato con la vostra folle simpatia o meglio con la vostra simpatica follia in tutti questi anni... un abbraccio Carlo

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figa una volta ho visto Mangoni entrare in un cantiere della M4

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Ricordo con piacere le incursioni di Rocco Tanica ( allora ancora Sergio) nella nostra aula 1 C, (dotata di pianoforte migliore) lui era nella 1A, al liceo del Conservatorio il mercoledi pomeriggio. Le sue interpretazioni delle hit rock del momento erano un godimento. ciao

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Questo è il secondo ricordo che pubblico. Poiché nel 1987 venni invano a vedervi al Prego (non ricordo se era chiuso o non suonavate, sta di fatto che optai per un giro al parco Sempione o forse ci andai prima e causa sulfumigi mi scordai del concerto) Ci ho riprovato con successo nell'estate del 2013, ormai canuto e imbolsito raggiunsi Cantù con al seguito 1- colei che mi rese servo della gleba, 2- Il conseguente frutto del peccato e 3- un amichetto francese del frutto del peccato. Costui, al secolo Maxime, non capiva una cippa di italiano ma si divertì un sacco, forse più che altro a guardare me ondeggiare pateticamente e cantare i simpatici motivetti tuttavia alla fine, l'adolescente transalpino, si è unito al coro cantando a squarciagola "FORSA PANINOU" non chiese mai cosa volesse dire e tornò in Francia con un significativo bagaglio di esperienze: conobbe gli elii e scoprì l'esistenza del bidet.

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La prima volta che ho ascoltato il gruppo è stato su una cassettina portata a Bari da un amico di un amico, studente della Bocconi, e che aveva la registrazione di un concerto, credo allo Zelig. Immagino che fosse una demo che girava a Milano per prepararci al grande futuro del gruppo. Meno di una anno dopo, in casa, tutti e in tutta Italia avevamo il vostro disco di esordio. Ora che, nel campo della ricerca, studio le proprietà del sudore, come non fare riferimento al vostro profetico pezzo: "Silos". Cito soltanto: "Sappiamo che il nostro organismo secerne svariate sostanze, ma il loro utilizzo ancora ci è ignoto per la nostra scarsa nozione del cosmo, per la nostra scarsa nozione del corpo, a causa del fatto che misconosciamo le varie funzioni cui esso è preposto e perché." Non si tratta, profeticamente, di tecnologie "wearable"? Un forte e affettuoso abbraccio a tutti voi, vicini e lontani, Francesco

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29 dicembre 1997 - Catania Vi conoscevo ma non avevo nulla di voi (cassette, cd), nulla di nulla. Vi vedevo in televisione e conoscevo quindi qualche canzoncina. Mi facevate sorridere, ma niente di più. Ore 19,30, telefonata del Mignosa (Antonio Mignosa, amico siracusano): “La Liguè (Lighea, che sarei io), domani sera concertone di Elio e le Storie Tese in Piazza Duomo. Lo organizzi un gruppone di catanesi in trasferta e venite tutti qui a Siracusa?” Erano le vacanze di Natale dei miei 29 anni. Ero single da qualche mese dopo anni di fidanzamento con lo stesso ragazzo. Avevo, dopo anni, ricostruito un gruppone di amici tutto mio. Tutti single. Uscivamo ogni sera. Birrozze, risate. Ero una persona nuova, facevo una vita nuova. Tutto era possibile e tutto sembrava estremamente facile. Faccio un giro di telefonate. Chama qua, sms di là, passaparola. 30 dicembre 1997 ore 19 Appuntamento in tangenziale. Eravamo in 20. Più altri 20 con i quali ci siamo ricongiunti a Siracusa. Tutti tra amici e colleghi. Tutti con la voglia di divertirci e di ridere. Iniziate voi….vi ascolto per più di due ore come non avevo mai fatto. A ridere di ogni vostra sillaba con tutti i miei amici. Quel giorno la mia vita è cambiata. Da quel giorno vi ho amato alla follia e non ho più perso nessuno dei vostri concerti a Catania. Ho capito cosa mi ero perso fino a quel momento. Mi sono ritrovata organizzatrice di serate di “ascolto” e studio deì vostri testi. A ridere di cuore fino a notte. Siete e sarete sempre tatuati nel mio cuore ma quella serata precapodannesca del 1997 a Siracusa non la scorderò mai. Vostra Supergiovane Lighea. GRAZIE!!!!! (nella foto siamo noi alla mia festa dei 50 anni....non siamo più tornati normali dopo quella sera).

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Durante una trasmissione a radio italia ho chiamato raccontando delle freddure....alla terza battuta sono stato nominato "il garante della simpatia" e gli elii mi hanno tenuto sempre in onda con la possibilità di intervenire in qualsiasi momento x raccontare una barzelletta o una freddura. Questa cosa si é ripetuta anche in occasione del sanremo 96 e di un altro appuntamento sempre a radio italia. Vi allego una sintesi audio!

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Io e la mia cerchia di amici amanti del simpatico complessino siamo entrati al concerto a Spezia, non mi ricordo però se quello allo stadio Picco o quello nel piazzale del palazzetto dello sport, con un cartonato preso da un’edicola e lo abbiamo donato al cantante del simpatico complessino il quale ci fece quasi tutto il concerto abbracciato. Fernando

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Avevo 18 anni appena compiuti. Come tutti ero venuto a conoscenza degli Elii tramite la cassettina pirata copiata dal cuggino del cuggino del cuggino. Si sentiva male, ma si capiva benissimo la potenza sonora, la tecnica sopraffina e l'estro del magico complessino. Ero orgoglioso, perché la cassettina l'avevo portata a sentire a mio fratello maggiore e ai miei cugini (altri, questi erano in carne ed ossa) che ne avevano confermato il valore artistico. Senti che ti risenti la cassettina, la voglia di sentire il magico complessino dal vivo era tanta. Arriva l'occasione con il concerto a Finale Ligure (io sono del basso piemonte), così compero il biglietto e con un gruppo di amici ci si avvia. Per chi non conosce lo Sporting Club di Finale, si tratta di una struttura oramai abbandonata ma ai tempi era un luogo di culto dove si erano esibiti, negli anni, artisti di calibro in una location a dir poco spettacolare: un antiteatro ricavato nella roccia! Partiamo alla volta di Finale con il sottoscritto tutto il tempo intento a girare e rigirare nelle mani il biglietto del concerto. Il mio primo concerto degli Elii (ne sono poi susseguiti una cinquantina circa...) e il primo concerto in assoluto! Il biglietto riportava la foto della copertina del disco capolavoro "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu" con quel primo esempio di photshop decisamente ben riuscito che miscelava i visi dei mie beniamini. Arrivati sul luogo del concerto con largo anticipo, tipo alle 15 del pomeriggio, ci sistemiamo in piscina. Dopo un pò di tempo trascorso a fare i cretini in acqua, si decide di andare al bar della piscina a prendere una spuma (vabbè, una coca cola ma lasciatemi pensare che fosse una spuma, da 100 ovviamente). Ci sediamo ad un tavolo rettangolare dalle generose dimensioni e mi trovo vicino ad un ragazzo un pò più vecchio di me ed altri 2/3 seduti davanti. Li guardo, guardo attentamente quello alla mia sinistra, lui mi guarda, io lo guardo, poi passo a guardare il biglietto e mi sembra di scorgere qualche somiglianza. Andiamo avanti così per qualche minuto quando, all'ultima mia occhiata, il mio vicino sconosciuto esordisce dicendo "ebbene si, siamo noi". Ero seduto con gli Elii, emozione unica! Ora però non ricordo chi di loro mi abbia fatto la rivelazione, penso potesse essere Rocco Tanica o Faso ma non ne sono sicuro; sarebbe bello che "la storia tesa" se lo ricordasse!! Da allora la mia presenza ai concerti è stata pressoché costante, non sono mai diventato una Fava ma in qualche modo me ne sento parte. Sono cresciuto con Elio e le storie Tese, ho imparato da loro, mi sono ritrovato nei loro testi, ho ascoltato la loro musica, mi sono emozionato e li considero un pezzo della mia vita. Vi devo molto. Un abbraccio, Luca

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Ricordo ancora con grande emozione quel venerdì sera di un lontano Ottobre 2002 quando, a mia insaputa, mi sono ritrovata nientepopodimenoche (!) allo studio Psycho di Milano con Faso, Elio e Rocco Tanica. Motivo: il mio addio al nubilato e la mia passione per la simpatia di Faso! Che dire? Vi ringrazio davvero tanto per la gentilezza, la disponibilità e l'allegria che mi avete regalato! Ancora oggi, se penso a quel memorabile taglio del salame, non posso fare a meno di sorridere! Grazieeeeee! Un abbraccio, Ilse

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Che eravate, sotto sotto, un po’ cattivi lo sapevo già ma pretendere di sintetizzare in un solo ricordo ciò che voi rappresentate per me (e non solo) credo sia davvero impossibile. Il modo con cui avete caratterizzato la mia adolescenza prima ma anche la (presunta) maturità poi mi impedisce qualsiasi tipo di sintesi. I ricordi sono tanti, troppi: si parte dal lontano 1988 quando un cugino di Busto ebbe la felice idea di trascorrere qualche giorno di vacanza in Sicilia portandosi con sé per poi lasciarmela) la cassettina che tanto ho ascoltato fino a riconoscerne il minimo brusio. “Elio e le storie tese live a Borgomanero”. A parte il primo “e chi cazzo sono” di cui chiedo umilmente venia per il solo fatto di averlo pensato, è stato amore al primo ascolto. Credo, senza falsa modestia, di essere stato fra i primi a scoprivi qui nella lontana Trinacria. Tentai, con non tanto successo, di coinvolgere il mio gruppo ma comunque, essendo io proprietario della macchina con cui si andava in giro a fare scorribande, la colonna sonora (volente o nolente) era praticamente scontata. Ricordo l’emozione con cui vidi in un negozio di musica il vinile con il faccione nero con parrucca bionda… conoscevo tutte le canzone ma non potevo non acquistarlo subito. Poi la prima volta in tv (finalmente avevate un volto…) e poi, ormai completamente avvinto al vostro credo, la decisione che io dovevo essere dei vostri. L’arrivo della busta con la maglietta e, soprattutto, la tessera del Fave Club mi sconvolse: tessera n.ro 00001. Non potevo proprio crederci: io così lontano eppure era vero. Altra grande tappa, primo concerto a Catania. Vedervi e sentirvi dal vivo poi backstage sul retro del teatro, le prime foto. Tutto fantastico!!! Poi il clou della I convention allo Zelig dove mi faceste persino salire sul palco: che giornata indimenticabile!!! Ma poi fu tutto un susseguirsi di emozioni, anche tristi purtroppo: ricordo il commovente ricordo di Paolone alla fine del concerto del Palavobis di Milano (vostro ospite con l’amico Massimo). Poi San Remo, la presenza sempre più costante in televisione , la mia autostima che mi portava a dire che io ci avevo visto lungo nel prostarmi al vostro verbo. Ed intanto che la mia vita andava avanti (lavoro, cambio città, matrimonio, famiglia, figlio) voi ci siete sempre stati perché, indipendentemente dal numero, l’importante è sentirsi fava dentro (e non UNA fava dentro, attenzione…). Siete stati, siete e sarete sempre colonna sonora della mia vita ed io, per questo, non posso che dirvi…grazie

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Tanti ricordi del complessino, dall’adolescenza passata con walkman e audiocassette lise dall’ascolto, risparmiate solo dalle dirette di cordialmente che, per il ridere che facevo al lunedì sera, si incazzava mia sorella e tutto il condominio che voleva dormire... concerti a Sesto in transenna, anche un carnevale in cui eravamo gli unici tre pirla non in costume. Attese alla fine per strappare una foto ricordo, un autografo sul biglietto , magari un plettro a cesareo o una bacchetta a millefinestre. Concerti ravvicinati, più date per non perderseli un secondo, anche prima fila che al forum vale due chiacchiere con Rocco per l’ultima esibizione live e l’inquadratura immortale nel filmino ritmo sbilenco. E l’ultimo poi, il concerto d’addio, sia quello del forum che quello di Barolo, ultima tappa del tour d'addio, un evento che rimarrà nella storia (e qui copio il post che scrissi subito dopo l’evento). Si parte per Barolo con Alberto e Paolo. Parcheggi abusivi senza prenotazione, un parcheggiatore che non ha paura dell'armonica, via sulla navetta attraversando colline, vigne, una vecchia azienda agricola, icola, icola, agri. Strappa il tagliandino ed è subito transenna, noi siamo i giovani si sì sì sì, gomito a gomito con l'energumeno di turno che ci ammonisce: Ocio Ocio, qui è già occupato. Nervosetto quest'uomo moderno, gentilmente invitato ad andare sul faro. Sound check, ritmo da sala prove. Ascolto entusiasta, non parlo perché son rapito, fino alla fine, poi il complessino si ritira. All'ombra del penultimo sole si aspetta solo l'inizio del concertino, birra fresca nel gargaroz e forza panino. Sono felice. Inizia l'evento, portento! Arriva Elio, sembra mio cuggino, anzi, a mio cuggino. Servi della gleba a tutta birra, rochenrol pam pam gapstei abudá. Discomusic, le persone ballano ballano ballano, sulla pasta del capitano. Qualcuno fa un vento e cambia il clima, sapori di curry e topinamburbera. Scismi bellissimi dentro di me, la musica nell'aria si fa leggera, che felicità. Ospiti e amici, Mangoni annuncia Campovolo 2021 ed è subito delirio. C'è anche la diretta TV, però in faccia non son mai inquadrato. Torna sul palco Rocco Tanica, aka Carlo Ponte, momento nostalgia, risvolti psicologici del rapporto tra giovani uomini e giovani donne. Non cambierei per nulla al mondo questo circo, discutibile o meno, indubbiamente del miracolo di unire tra la folla sotto il palco generazioni, capaci di emozionarsi come al primo giorno di scuola, allietati da gran musica al grido di sticazzi, gli stessi del circo. Tempo per qualche altro ospite, supergiovane derapa sul palco, ha rotto la vespa, si sciolgono gli elii, siamo al 99.99999%. Giù le luci, forza panino, giriamo la scena dell'ultimo bis.... Si piange. La folla che osannava se ne è andata, poi silenzio e niente più. Giovani volontari raccolgono rifiuti da terra e li gettano nel cassonetto differenziato. Volano dal palco i fogli della scaletta, ne prendo uno, "circo discutibile", il fato mi premia con l'ultimo capolavoro. Un feticcio unico, da arricchire con gli autografi degli Alfieri. Dietro la transenna c'è la zona vip, ma l'amico poliziotto ci aspetta. Ci sentiamo giocatori mondiali, andiamo, ci smarchiamo e aspettiamo. Parteciperò, mi autoinviterò...proviamo a finire col botto! L'attesa paga, il braccialetto azzurro anche, Mandingo ci lascia passare. È un attimo, tempo di una discesa sciabattando poi vaghi e di colpo siamo lì, in zona vippissima, in mezzo ai nostri beneamati, sembra una sera con gli Amici. Mangoni sorseggia un bicchiere, Jantoman chiacchiera spensierato. Vittorio Cosma mangia e beve, nel cristo. La dolce Paola Folli sorride, Cesareo saluta. Faso canta, Christian suona una finestra di vetro con due banane... un saluto, due chiacchiere, scatto mille scatti digitali senza abbacinare con il lampo. Una firma sul feticcio, che minuto dopo minuto diventa sempre più unico e prezioso. Elio è l'ultimo che incontriamo, e firma li, nell'angolo del foglio in alto a destra, dove solo due ore prima aveva lasciato le impronte con macchie di Barolo. Ci sarebbe anche spazio per partecipare al buffet, ma noi siamo sazi, increduli, inebriati dalla magica atmosfera di questa giornata unica e indimenticabile. E l'ampiezza della nostra bocca lo fa capire abbastanza... Arrivedorci cari Elii, ci mancherete ragazzi demenziali che avete cambiato il nostro universo. Dal Palco all'Urna, immortali nel microsolco.

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In una serata come tante da neopatentato, un mio amico mi propose di andare a sentire gli Elii che suonavano ad Abbiategrasso. Caspita, perchè no, li conoscevo già, anche se solo per le apparizioni/sigle di "mai dire gol" e per quella canzoncina carina che il buon vecchio autista altoatesino Luigi Sturz (credo si scriva così) ci metteva sul suo pullman che ci portava in vacanza a Terento (il Pippero). Così, io, il mio amico Giro e La Vivi partimmo con la vecchia Visa color nocciola di mio papà alla ricerca del luogo del concerto... non ben definito. Arrivati sul posto era impossibile riuscire ad entrare... ma non volevamo rinunciare al concertone. Ci spostammo quindi lungo il muro e passammo la serata lì a sentire tutto il live. Comunque non preoccupatevi cari EelST... ho avuto modo col tempo di venire a moltissimi vostri altri concerti... pagando regolarmente

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Lascio che sia Wikipedia a parlare al posto mio :-) "Il 12 ottobre 1999 il gruppo partecipò alla trasmissione Night Express, di Italia 1; l'esibizione fu caratterizzata, al termine di ogni brano, da continue contestazioni nei confronti del gruppo. Durante il momento in cui il pubblico viene lasciato libero di porre domande al gruppo, un "provocatore" domandò al gruppo come mai dei sedicenti anticonformisti come loro andassero in giro in Mercedes ed Elio, spazientito, si scagliò contro di lui, scatenando una sorta di rissa che costrinse la conduttrice Tamara Donà a dare la linea alla pubblicità. Nonostante l'assurdità di queste scene e l'evidente combine alla base della stessa (i contestatori erano, in realtà, componenti del fans club), nei giorni successivi i giornali e alcune trasmissioni tv parlarono di quella rissa, credendola vera."

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Ancora non ero FAVA, ma lo divenni subito dopo (fava 608), da questo memorabile concerto di Catania al Metropolitan, dove v'incontrai per la prima volta, ci fu occasione per rivedervi in altre date come quella di Capo Peloro a Messina, poi ancora a Catania per arrivare al culmine con 2 convention allo Zelig di Viale Monza a Milano e un concertone al Palavobis il 12 luglio 1999 dove io e il mio amico Gabriele Aversa, allora FAVA NUMERO 1, arrivammo dalla Sicilia e fummo anche ospiti vostri al check sound e al concerto di quella data.... MI MANCATE. Allego un mix di foto fatte nelle svariate date nel tempo, ANCORA GRAZIE DI TUTTO

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Concerto del mitico complessino a Cagliari. Bellissima playlist con la novità del CD brulè, ai tempi un innovazione futuristica, portarsi a casa la registrazione su CD del concerto vissuto dal Vivo. Era il Tour di "Ho fatto 2 etti e mezzo! lascio?" Durante il finale della canzone "Cateto", Elio fierissimo fece notare a noi pubblico, quanto avessero investito sulla scenografia, riportando la nostra attenzione in alto nel cielo notturno cagliaritano, dove due Aeroplani si incrociavano mentre atterravano e decollavano dal vicino aeroporto di Elmas :-) :-) Mi mancate

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Concerto meta' anni 80, primavera tarda, ore 19h30 in Corso Garibaldi, palco davanti al sagrato della chiesa di S. Simpliciano, la gente ignara esce dalla messa domenicale entrando sul sagrato come se entrasse "in quella" al concerto . Elio sul palco, aspettando la fine della funzione religiosa per cominciare, annuncia "i soliti ritardatari......" da allora ho sviluppato una dipendenza dal Simpatico Complessino.

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Stavo finendo di studiare e lavoravo in una Birreria e mi ricordo i cori "....chissà perchè se la mucca fa mù il merlo non fa mè..." assieme agli altri. Poi Concerti ai Casoni, a Ravarino, a Suzzara, a Carpi, un 31 dicembre in piazza a Milano....ragazzi, we miss you...

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Ho mentito sulla data come si fa sui siti porno quando sei minorenne, non ricordo minimamente quando sia successo ma un giorno X tra il 2000 e il 2002. Elio e Rocco stavano dalle parti dell'esilarante Pordenone per un evento, forse la presentazione di un libro? Alla fine sono andato a salutarli e Rocco ha notato la mia giacca con la toppa degli Who cucita sul cuore e mi chiese quale fosse il mio brano preferito... E niente, tutto qui, io fan sfegatato degli Who e di EelST, scopro che anche a EelST piacciono gli Who. (CSI non esisteva ancora) Grazie alla mamma che mi ha cucito la toppa quando avevo 16-18 anni. Ne ho 34, tuttora non so cucire.

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Vi allego la foro della mia storica tessera (datata Febbraio 1998) nonchè la maglietta delle FAVE CLUB. In realtà il vs. primo concerto l'ho visto suppergiù 10 anni prima, non era ancora uscito il vostro primo album ma la tessera custodita intonsa nel cassetto è comunque un bel ricordo. Superfluo dire che ho tutti i vs. LP, e ho perso il conto di quante volte vi ho visto in concerto (compreso agli Arcimboldi nel 2009 con la Filarmonica Arturo Toscanini e, ovviamente, a Barolo l'anno scorso....). Mi mancherete, ma è stato comunque molto bello conoscervi e ascoltarvi. Cosa che ovviamente continuerò a fare. Stefania

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Primo concerto vostro a s.michele delle badesse,(PD) In 5 su una y distrutta Concerto in campo sportivo circa 300 persone Biglietto stile pesca della sagra Unica volta sentito dal vivo yes i love YouTube Avevo circa 16 anni Vi ho Iniziato ad adorare li

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Estate 1996, conosco gli Elio e le storie tese. Viaggio studio in Inghilterra. In quel viaggio do il primo bacio e mi innamorai perdutamente (di un'altra ragazza, ma questa è un'altra storia). E in sottofondo quasi perenne "Eat the Phikis". Nel 1998 vado al primo concerto degli Elii al Teatro Al Massimo di Palermo. Vedo Sergione uscire da Ricordi, verosimilmente con della strumentazione in mano. Facciamo un pezzo di strada assieme (io, lui e qualche altro fan osannante... secondo me sarà stato un momento molto roccherrollstar per lui). Mentre faccio la fila per entrare c'era Feiez fuori che ci guardava bonario con il cappellino in testa. Nel 1998 agguanto grazie al mio amico Fabio una terza fila al concerto al Teatro di Verdura. Quello che poi riempì per quasi metà il live "Made in Japan". Nel dopoconcerto ci imbucammo e adorammo le chiacchiere con Faso e gli altri (Elio no, faceva il burbero e secondo me ci aveva i fatti suoi). Nel 1998 ancora uscii da scuola e corsi per recuperare la prima fila in piazza Politeama, per un megaconcertoevento in occasione dei 50 anni della Lapa. Per l'occasione Mangoni entrò in scena non in Vespa ma sul tre ruote. E con gli Elii c'erano sul palco Renato Pozzetto e Irene Grandi. Rocco poi ne parlò anche nella sua nuova avventura bloggheristica su Medium svelando retroscena gustosissimi. Per il 31 Dicembre del 1998, non contenti di aver suonato 3 volte a Palermo nel giro di 8 mesi, gli elii videoregistrarono un messaggio di auguri. Che non sentii perché ero sul tetto di un palazzo come Batman, ma sarebbe bello recuperarlo. Nel 2000 andai a vedere gli Elii ai Cantieri Culturali alla Zisa assieme al buon Franco, e lì conoscemmo un buon gruppo di Fave di cui oggi la memoria si è persa ma di cui conservo ancora reperti fotografici. Sempre nel 2000 suonarono al Giardino Inglese in occasione del Solmusic. Io e Marco andammo e ci riempimmo gli occhi di ammmmmore. Inoltre ci bruciarono un'arancina (l'ultima) dimenticandola nel fornetto e andammo e tornammo a piedi facendo svariati chilometri a piedi ma cantando a squarciagola. Dal 2000 al 2008 attendevo disperatamente un nuovo concerto quantomeno in Sicilia occidentale, ma i nostri si diedero alla macchia. Molto giudiziosamente però iniziarono a fare i CD Brulee. Maledizione! Nel 2008 finalmente un nuovo concerto a Palermo, con giacca e cravatta visto che il dresscode prevedeva "Eleganza". E infinito amore per "Il congresso delle parti molli" e il suo finale. E Faso che gli si illuminano gli occhi quando glielo dico, ma mi rimpalla a Jantoman per ulteriori delucidazioni. Ma anche uno stanco Rocco rintanato in macchina a cui vedo in mano una digitale uguale a quella che avevo io. E poi ancora il live a San Vito lo Capo per il cous cous fest, con gli Elii in grande spolvero. Ancora il bellissimo live a Segesta, con aperol che scorreva a fiumi e il viaggio in Uno (esatto, FIAT UNO) con la segreta speranza di non rimanere in panne (e invece la Uno fece il suo dovere con una nonchalance chemminghia...). Restano il live ad Assago a decretare l'addio alle scene. I chilometri, il freddo cane uscendo dal palazzetto e una sensazione di stordimento esistenziale. Poi nel mezzo dei live metto "Il circo discutibile" che mi ha fatto piangere a dirotto come non mi succedeva da anni e per la prima volta solo per l'ascolto di una canzone. E infine il live a Catania. con le 5 ore di macchina tra andare e tornare (il ritorno alle 4 di notte), il trenino sotto al palco, lo stemma di Crema davanti al microfono di Elio e Mangoni che nel preconcerto si dirigeva in direzione dello streetfoodfest. E questo solo per limitarmi ai live. Chiudo che sono stato molto prolisso, ma chiudo con una bellissima citazione che spero vi piacerà. "Finì con i campi alle ortiche finì con un flauto spezzato e un ridere rauco ricordi tanti e nemmeno un rimpianto."

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Ai tempi facevo il dottorato al poli e la Molle, storica fidanzata del Faso, era una mia collega. La suddetta stava aiutando Elio a ottenere la sudata laura in ingegneria elettronica che per qualche strano motivo il suddetto cantante si ostinava a voler ottenere, forse per accontentare amici e parenti. La Molle era stata soprannominata da Elio "CEPUMOLLE" in quanto doveva fare un training asfissiante per stimolare lo studio delle discipline ingegneristiche. A quel tempo si iniziava a diffondere l'uso di internet tramite strumenti quali Mosaic/Netscape/Altavista che offrivano la possibilità di accedere al uorlduideueb. Un giorno Elio venne in ufficio dietro invito della Molle per scoprire queste nuove tecnologie e magari un giorno creare un sito per il complessino, un qualcosa tipo elioelestoietese.it. Io fui incaricato di mostrare queste maraviglie al famoso artista. Beh, gli feci vedere un paio di foto di un troione di Los Angeles e allora capimmo subito il grande potenziale dello strumento. Peccato non avere pensato subito a fondare un partito politico.

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Il mio ricordo è questo: http://kenshir.nkt.it/elio.htm Nel mio primo sito - databile all'incirca al 1996 - parlavo delle cose che mi piacevano, per condividerle con occasionali visitatori. Al tempo si faceva così, non come in questa simpatica epoca smart in cui si fa a gara a chi è più smart. Agli Elii spettava il posto d'onore, subito dopo Ken il guerriero e prima dei Simpson. E coincidenza vuole che nella paginetta collegata http://kenshir.nkt.it/fiaba.htm che contiene la sbobinatura della mia fiaba preferita, al tempo abbia usato proprio le stesse foto che ci sono qui sopra, internet archive mi è testimone. Il che avvalora il mio sospetto che mi stiate spiando da anni, vedi Gimmy I.

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Wow. Tutto quello che mi ricordo è che ero un piccolo supergiovane. Conoscevo due o tre pezzi, quelli più volgari perchè mi facevano ridere e mi sentivo un ribelle perchè ascoltavo John Holmes o Servi della gleba ("ahahahah mamma mamma ascolta, ha detto sburra, minchia frate zio che figata"). Rimasi folgorato da tutti gli altri pezzi che vennero dopo. Servi non l'avevano l'avevano fatta, e ci rimasi male. Ci rimasi male perchè non conoscevo nessun brano. Mi ricordo di aver scoperto Baba O'Riley grazie all'intro che avevano fatto. Mi ricordo che avevo detto a Tanica "adottami!!!!", mi aveva cercato tra la prima fila, guardato, riso e fatto un "ok". Una cazzata, fa piacere ricordarla. Mi ricordo di aver pensato, cazzo, ora entrano veramente. Cazzo, il mio primo concerto e stanno entrando. Settimo cielo. Mi ricordo della maglietta presa con i risparmi con il simbolo dei Ramones e la scritta "Forza Panino". Mi ricordo che mia madre poi me l'aveva buttata. Per sbaglio. Mi ricordo che ho passato l'intero pomeriggio alle Gru con il mio amico Francesco. E che era rimasto sorpreso quanto me. Mi ricordo quanto ci fossimo diveriti. E quanto stavamo bene. Mi ricordo poi Faso. Mi ricordo che non aveva detto niente. Ma diceva comunque tutto. Mi ricordo di Cesareo. E di come pensavo a quanto fossi una pippa a suonare la chitarra. E Meyer. E Uomo. E io non sapevo chi cazzo fossero perchè avevo ascoltato tre pezzi in croce. Mi ricordo che non volevo tornare più a casa. Mi ricordo del mio amico Ivan, che un giorno al parchetto mi aveva detto "ehi simo, ascolta questo pezzo, si chiama il vitello dai piedi di balsa". Mi ricordo che avevo 15 anni. Mi ricordo che avevo appiccicato il biglietto in camera. Mi ricordo di essere andato a dormire con un sorriso mai visto. Mi ricordo di essere venuto una volta a sentirvi in Piazza Castello il primo maggio. Da solo. Mi ricordo di essere stato incazzato con la mia ex ragazza perchè a Sanremo aveva vinto Mengoni e non voi. Mi ricordo di aver pianto vicino alla mia nuova stupenda ragazza il 4 maggio 2018 al Pala Alpitour. Quanto mi avete dato, ragazzi. Quanto continuate a darmi. Vi voglio bene.

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C'è stata la prima volta che ho visto gli Elii in tv: era il 1997 e giocavano a fare i nanetti durante un collegamento col Tg3 (è la scena che si vede anche all'inizio del video della Canzone Mononota, e ho collegato i due elementi solo in quel momento, dopo 14 anni) C'è stata la prima volta che ho sentito una canzone degli Elii: era il 2003, tutti quanti cantavano Shpalman, io rimanevo abbastanza indifferente. C'è stata la prima volta che ho letto qualcosa di Elio: era l'estate del 2004 e sul Corriere ogni giorno veniva pubblicata una fiaba centimetropolitana di Elio. Le risate che mi sono fatto, io piccolo tredicenne, leggendo le avventure dell'astice Claudio Forghetti, erano un buon presagio per qualcosa di più grande. C'è stata la prima volta che ho visto le facce di tutti i membri del gruppo: era il 2006 e su SKY passava la pubblicità dello spettacolo Coèsi se vi pare. Ho pensato: "Dev'essere carino, ma figurati se perdo tempo per guardarlo". C'è stata la prima volta che ho LETTO il testo di una canzone degli Elii: era a cavallo tra il 2006 e il 2007, e lessi per caso su un canzoniere scout (abbandonato su una panca della rinomata base scout di Colico) il testo del Vitello dai Piedi di Balsa. Fu una folgorazione, da quel momento capii che quel gruppo di cui avevo sentito vaghi riferimenti avrebbe potuto essere il MIO gruppo. C'è stato il primo ascolto continuato di canzoni eliatiche: era sempre la primavera del 2007, eravamo in gita di classe in Grecia e un mio compagno mi instradò all'ascolto facendomi sentire tutte le canzoni del simpatico complessino che aveva nel suo lettore mp3. Grazie Gabriele, hai creato un mostro. C'è stata la volta che ho visto per la prima volta Mangoni: era il 20 maggio 2007, e lui presentava a Milano un evento in occasione del centenario dello scoutismo. In quell'occasione non ho pensato granché, ma ci tenevo a dirlo così si vede che mi ricordo tante cose. C'è stata la prima canzone SCARICATA ILLEGALMENTE degli Elii: siamo sempre nel 2007, la canzone era il Vitello (ovviamente, è una sorta di entrée obbligata per chi si introduce al mondo di EelST). Nel corso dell'anno il numero di canzoni conosciute sarebbe cresciuto esponenzialmente. C'è stato il primo disco fisico degli Elii: era la primavera del 2008, e quindi si trattava di Studentessi. A quello sarebbero poi seguiti tutti gli altri, in una "caccia al tesoro" che è durata fino all'acquisto di Arrivedorci un anno fa. C'è stato il primo ascolto di Cordialmente, nell'autunno del 2008. Il fatto che a un certo punto si siano stufati e l'abbiano lasciato andare in malora, è una cosa che mi rattrista un poco, ma ancora adesso mi gingillo con il podcast e so alcuni momenti a memoria. C'è stato il primo incontro diretto con gli Elii: era il giugno del 2009, e c'erano Elio e Rocco Tanica che facevano delle letture sull'evoluzionismo (anche se alla fine Tanica ci tenne a precisare che lui era creazionista). Riuscì a farfugliare qualcosa tipo dgfhghxffautografo, e loro capirono. Tra il pubblico c'era anche Jantoman, che non voleva farmi l'autografo perché "era di passaggio", io gli risposi che infatti io stavo prendendo gli autografi della gente in giro, e lui si vide preso in castagna e mi scrisse sul foglio "Jantoman [di passaggio]". E poi c'è stata la prima volta che li ho visti dal vivo. Era il 26 ottobre del 2009, il concerto era quello agli Arcimboldi con l'orchestra. Ricordo ancora la pelle d'oca e il magone che mi vennero quando li vidi arrivare sul palco e iniziare a cantare "John Holmes". Alcuni, nei momenti di emozione, hanno come un black out: io di quella serata mi ricordo tutti i momenti, tutte le risate, tutte le battute, persino la giacchetta rosa di Mangoni, lo zainetto di Cesareo che faceva finta di non voler suonare Tapparella, il tizio che esce dal teatro con il ramo pieno di foglie lanciato da Mangoni alla fine del Vitello. Non per fare il melodrammatico, ma è stato uno dei momenti più belli della mia vita. A queste prime volte, poi, si aggiungono tante altre, con tanti momenti memorabili: - le infinite domande in una video chat, con Faso che sbotta "basta domande di Pietro Cociancich!" - il comizio politico di Mangoni per le elezioni comunali del 2011 (vedasi foto allegata) - gli appostamenti per intercettare Faso e dargli le mie povere piccole poesie ermetiche - la veglia a Sanremo per farli vincere nel 2013 - le presentazioni degli album - il concerto di Capodanno a Milano, con Elio che cantava Abababubu sulle note di Soleado e la gente sbronza in piazza del Duomo che urlava "basta con questo Ababù!!" - X-Factor, grazie al quale anche mia madre è diventata fan di Elio - l'autografo che ho chiesto a Elio per mia madre - i tanti concerti dal 2010 al 2017 - la stesura della pagina sugli Elii nella Wikipedia in lingua lombarda (lmo.wikipedia.org), che in alcuni momenti è stata più completa ed esauriente di quella in italiano - la volta che sono tornato a casa a piedi dal Carroponte dopo un concerto perché il metrò era chiuso e non c'erano taxi e chissà quante ancora! perché il rapporto con gli Elii, per noi spiantati e fanatici, è sempre pieno di sorprese e di aspetti nuovi da scoprire. Il mio "incontro" con il complessino mi ha sicuramente cambiato l'esistenza (probabilmente in peggio) e questo decennio da fan non lo scorderò facilmente. Grazie ragazzi di tutto! Certo, avrei voluto dirvelo tante altre volte di persona, ma tenendo conto che Milano non è poi così grande, al massimo si può anche combinare. Forza Panino!

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Non ricordo esattamente la data ma penso fosse nel 1982, quando io ero in prima liceo, al Leonardo appunto, e gli Elii fecero un memorabile concerto nell'aula magna. Io stavo imparando a suonare la chitarra elettrica e per me fu un momento storico. Ricordo vagamente i pezzi ma uno tra tutti fu "Cara ti amo"e il pezzo fatto da 2 accordi. Il mio primo maestro di chitarra elettrica fu nientepopodimeno che il mitico Cesareo, che allora chiamavo semplicemente Davide, che mi insegnò la pentatonica a casa di sua Nonna in viale Mugello al 7. Poi mi vendette la mia prima chitarra elettrica: per 150.000 lire una imitazione di Stratocaster credo fatta col legno di scarto di Aiazzone. Però sappiate che pur facendo tutt'altro nella vita ho continuato ad ascoltare musica e a suonare fino ad oggi che ho 50 anni. Di roba ne ho sentita tanta ma voi restate dei miti, inimitabili!!! un abbraccio a tutti voi!!!

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....difficile, non pensare ogni tanto a que memorabile giorno d'estate, quando il "complessino" arrivò in quel di Teulada ed il nostro amico Paolo ci disse "a Teulada stasera c'è un complessino: andiamo??" Mi dico "ma sì, non abbiamo niente da fare, eppoi mi sposo tra due settimane, ci rilassiamo un po'". Partiamo da Iglesias con la certezza di una serata normale, della solita festa di paese: ci aspettiamo le bancarelle, l'odore dei panini wurstel e cipolla, il palco di tubi Innocenti ed i saluti del Comitato Promotore ed i soliti quattro disgraziati che strimpellano qualcosa di orecchiabile, ma arrivati allo stadio comunale, troviamo due grossi Tir all'ingresso, personale vario, addetti al "merchandising", qualcosa che ti fa pensare che il "complessino", tanto complessino non poteva essere, ma entriamo a vedere e, tra il non foltissimo pubblico di turisti e di famigliole locali allibite davanti all'enorme fallo gonfiabile in piedi a lato del palco, arrivate voi: Elio introduce la serata, che avrebbe avuto come filo conduttore il "glamour", e subito sul palco inizia una finta rissa con spintoni e sputi: sedata la rissa, parte la musica, potente, perfetta: capiamo immediatamente di trovarci davanti a gente dai coglioni a spigoli , dei mostri di bravura che inspiegabilmente si trovano la' in quell'angolo di Sardegna in una notte d'estate davanti a qualche centinaio di spettatori alllibiti/stupiti/divertiti, musicisti-attori che ci fanno divertire come mai avremmo pensato, che suonano e cantano da Dio, davvero un regalo inaspettato: un concerto lunghissimo che finisce con un "Sirtaki" collettivo e con l'intima convinzione d'aver incontrato dei geni. Al termine della serata, azzardo una profezìa: "sono sicuro che questi, arrivano a Sanremo"...... Grazie, ancora grazie per l'indimenticabile serata, che terrò per sempre tra i miei ricordi più cari: questo Paese, non vi ha meritati......

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Suonavo la chitarra con i Sunset Boulevard e frequentavo il Magia. Elio cantava Urna e John Holmes! Serate passate a parlare con Davide e scambio di pedali!! Bei tempi

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La prima volta che ho sentito Tapparella. Io sono un '63, è stata la mia vita di bullizzato delle Medie. Si gioca a bottiglia, tu non giochi, e al massimo giochi con la prof di lettere. In seconda media ho lungamente meditato di buttarmi dalla finestra della palestra, per fargliela vedere. La prima volta che l'ho sentita ho, letteralmente, pianto; e ancora oggi quando sento l'attacco di chitarra mi commuovo. Lo riconosco dalla prima pennata, come Smoke on the Water o Satisfaction. Grazie.

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Cari Elii Sono sposato con una ragazza polacca che vi adora e che ho portato ad un vostro concerto a Montecatini. Ho 2 figli di 16 e 12 anni ed avevo iniziato da poco a spacciar loro la vostra musica (mia moglie vi ritiene un po' sconci, quindi ho dovuto aspettare che crescessero un po'...) e ci lasciate così, maremma maiala? Saranno una 25ina d'anni che vi seguo, ho visto 3 vs concerti, ho visto Elio in Gianburrasca e in Spammalot (sempre a Montecatini), conosco tante vostre canzoni a memoria. C'è un compagno di scuola di mio figlio (16 anni) per cui sono diventato un mito visto che gli ho fatto scoprire Servi della Gleba, John Holmes e soprattutto Supergiovane il giorno in cui faceva il suo primo sciopero (con mio figlio) causa mancanza di riscaldamento a scuola. Gli ho semplicemente detto che stavano lottando contro i Matusa e il Governo e che ero d'accordo con loro.... Ripensateci per favore!!! Mia figlia si è innamorata di voi quest'ultimo Natale. Le ho fatto sentire Baffo Natale e con suo fratello lo hanno ascoltato almeno 100 volte... Hanno detto che descrive benissimo la vera, triste, essenza del Natale di oggi: il comprare anche una cagata (qualcosa....) solo perchè è così che si fa e più non dimandare. Avete quindi anche una funzione sociale altissima. Non prendetevi questa responsabilità di lasciarci soli. Grandissimi!!!! Ciao Alberto

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Ragazzi la data del ricordo é approssimativa....credo fosse il 2009, di punto in bianco decisi di venire a vedervi a Piombino (da Modena) e ricordo che dopo il concerto io e mia sorella ci imbattemmo in Faso.... per me, anche io bassista, un'emozione incredibile...Faso gentilissimo anche se stava morendo di fame (!!!) non dimenticheró mai quella serata!! Grazie!! :D PS. Mi affiora in mente un altro ricordo: un'altra sera parlando con Mangoni emerse il fatto che io e mia sorella siamo ungheresi, Magoni disse "molto interessante" ..poi spari' :'''D

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Quattordici anni non ancora compiuti, vacanza al mare con i genitori, nella casa di fronte approda un gruppo di studenti del politecnico di Milano che passano le giornate ad ascoltare la cassettina della registrazione del concerto di un gruppo che non ha ancora pubblicato il suo primo album. L'entusiasmo del preadolescente per brani come Cara ti amo, Silos, Cassonetto e Vivi Rocco è tale da costringere all'ascolto il genitore, che da ragazzo aveva vagheggiato l'idea di fare il discografico. Idea fortunatamente scartata già negli anni Sessanta dopo avere ascoltato dal vivo un giovane autore che non aveva ancora iniziato a incidere i propri brani, certo Lucio Battisti, e avere sentenziato "con quella vocina non farà mai il cantante, meglio che continui a scrivere per gli altri". E su Elio: "Bravino, simpatico, ma meglio che si laurei e faccia musica per hobby".

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La lettura di queste testimonianze lenisce le mie pene e cura le ferite ancora aperte per lo scioglimento del sublime Complessino. Sì, ho trovato in voi il Giappone!

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Potrei ricordare la lacrimuccia che mi è scesa a 58 anni lo scorso per il vostro ultimo concerto a Roma all'Auditorium. Ma non sarebbe giusto. Tutte le vostre "calate" a Roma mi hanno visto presente e sono state tutte indimenticabili. Oltre a scandire tutta la mia vita, siete stati sempre condivisione: con amici, affetti. Ho cresciuto i miei figli ormai grandi con i vostri pezzi (ho tutta la discografia, libri, dvd e vhs da me registrate per qualsiasi apparizione in tv) ed alla fine loro mi hanno superato come vostri fan. La lacrima citata all'inizio potrebbe far pensare a qualcosa di triste ma non è così: in quel momento volevo solo dirvi: Rispetto la vostra decisione, GRAZIE di tutto! Quando ho voglia non mi manca la possibilità di stare in vostra compagnia con la vostra musica. Un aneddoto: il primo figlio all'asilo. Un giorno vengo fermato dalla maestra, persona dolcissima come una mamma per i bambini, che con un certo imbarazzo mi chiede "Mi scusi la domanda, ma lei che musica sente in casa?". Perplesso rispondo: "Musica Prog, rock ecc.". E lei "Musica italiana?". Io "Si solo un gruppo. Mi scusi signora maestra ma perchè questa curiosità?". "Solo per capire cosa sta accadendo a suo figlio, così educato, rispettoso ma che ultimamente si avvicina alle bambine dicendo: Ma vorrei farti una domanda: ti sei accorta che io sono un ometto?" L'ho bloccata per non farle finire il ritornello, rosso in viso immagino ho assicurato che avrei parlato con il piccolo assicurando che avrei fatto attenzione agli ascolti ad alto volume in casa. Vi confesso che intimamente ero orgogliosissimo. Vi sembrerà un ricordo magari banale, ma vi può far capire quanto abbiate inciso nella mia vita. Grandi musicisti, grandi persone...ancora grazie Fava "vecchia" Antonio

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All'indomani dell'uscita di "Del Meglio Del Nostro Meglio, vol.1" ero un simpatico pre-adolescente di 11 anni che grazie al Festivàl di Sanremo divenne un fanatico degli Elio e le Storie Tese. L'ascolto del messaggio preoccupato della mamma preoccupata perché le figlie che verrano al concerto "sono tutte minorenni, perciò regòl...regolati" e della signora che cita la "gran bella frase di Rigoletto" mi fece venire una idea: e se anche io chiamassi il buon Rocco Tanica (che poi i finti-fan che vogliono sembrare molto amici chiamano confidenzialmente "Sergio")? Così fu: lasciai un messaggio in segreteria dicendogli di quanto fossi appassionato della loro musica. Non ricordo esattamente cosa dissi, ma un po' emozionato e un po' incosciente lasciai questo messaggio. Lo stesso giorno, durante l'ora di cena, il telefono di casa squilla. Mia madre va a rispondere e poi torna in sala da pranzo: "Massimiliano, Rocco Tanica vuole parlarti...!" E fu così che parlai con Rocco Tanica: una emozione immensa poter parlare con (lo so che non si dovrebbe dire, perché non si risponde alla domanda "vuoi più bene alla mamma o al papà?", però io lo dico uguale) la "storia tesa" più simpatica, che più ammiro. Così emozionato che mi vennero pochissime cose intelligenti da dire o domande interessante da fargli (dannato Rocco Tanica, potresti avvisare prima di telefonare?!) ma mi ricordo che finimmo a parlare del loro divertentissimo programma "Eurostallions" andato recentemente in onda sulla Rai. Mi raccontò qualche retroscena della gag in cui Rocco suona il pianoforte "dall'altra parte" per far suonare le cose tristi come allegre e le cose allegre come tristi. Mi diede appuntamento al concerto che in Marzo 1998 si sarebbe tenuto a Roma dicendomi che gli avrebbe fatto piacere se fossi venuto a trovare il complessino dopo il concerto: invito che accettai di buon grado (e ci mancherebbe altro, ero già iscritto al Fave Club). Il resto è storia. Dal 1996 non ho perso nemmeno un concerto degli Elio e Le Storie Tese a Roma e dintorni, sono andato a vedere la loro esibizione con l'orchestra a Milano e il loro epico concerto di Addio sempre a Milano. Gli Elio e le Storie Tese sono stati l'unico punto fermo di una intera esistenza. Non c'è stata nemmeno una volta in cui un membro degli Elii si sia comportato in maniera meno che disponibilissima. Io non sono un fan di quelli che fanno gli amiconi, non chiamo STEFANO il buon Elio e non dico agli Elii "hey Elii, vi devo una pinza che ho qui nella panza" (i temibili CITATOR), e ho sempre sentito nel cuore che loro apprezzassero questa discrezione e accogliessero con maggior simpatia i fan che per timidezza e rispetto preferiscono non disturbarli e non essere troppo invadenti. Com'è come non è, non mi è stata mai negata una foto, una battuta, un saluto ma anche una conversazione un po' più approfondita da NESSUNO degli Elii. Ho provato qualche volta a dire al buon Rocco "ti ricordi di me...?" ma ovviamente per lui impossibile farlo con la quantità mastodontica di fan che ha. A me basta ricordare questa telefonata per poter dimostrare quanto, oltre ad essere degli artisti di notevole bravura, siano persone gentili e disponibili. Io voglio bene a Rocco Tanica e agli Elio e le Storie Tese. PS: vi allego una bellissima foto scattata con l'architetto Mangoni (indossava una strepitosa maglietta dei Take That) al Teatro Sistina di Roma il 09/11/96.

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Ho messo la data dell'ultimo concerto che ho visto ma qui vorrei elencare tutti quelli che sono riuscito a ricordare. Roma – Galoppatoio di Villa Borghese - 14/09/92: primo concerto. Non mi ero mai divertito così tanto ad un concerto. lo zirtaki ballato da tutti è stato fortissimo. Roma - Centrale del tennis - 1996: I Toto mi hanno distrutto i timpani (la musica era ad un volume eccessivo) ma il finale con Rocco Siffredi e le sue ragazze è stato un momento indimenticabile Roma - Air Terminal - 19/03/98: Posto claustrofobico ma Giorgio Bracardi che canta Che Felicità ha ripagato la sofferenza Roma - Palladium - 18/05/99: Concerto senza Feiez..... Roma - Ippodromo Capannelle, Fiesta - 21/06/04: Tanta polvere Roma - Centrale del Tennis - 18/07/06: Bella versione di Rapput con Bisio Roma – Auditorium, Sala Sinopoli - 12/02/10: L'elicottero che va a tempo pilotato da Cesareo non era male... Roma - Villa Ada - 23/07/2013: Ultimo concerto.... Grazie, veramente grazie di tutte le risate che mi avete regalato anche perché ora non ho un cazzo da ridere dato che mio figlio di 10 anni è morto il 28 luglio del 2017. Ero felice e non lo sapevo.....

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Seguivo ELST da qualche anno... credo nel 1996 sono andato a un concerto a Milano con un'amica. Ci siamo detti: "Non andiamo a mani vuote...!". Così abbiamo procurato una torta del Mulino Bianco, le candeline, i bicchieri... il kit della festa delle medie! C'era anche un pacchetto di Golia per Elio. Siamo arrivati in anticipo e abbiamo consegnato tutto a Christian, che si aggirava sotto il palco. Quando alla fine concerto Cesareo ha arpeggiato l'intro di "Tapparella" e Mangoni è uscito con la nostra torta e le candeline accese, siamo letteralmente impazziti...!

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Ero una fava ed orgoglione di esserlo. Tanti anni addietro quando c'era il gruppo delle faveromanae... ricordi confusi, c'era una chat, una delle prime, quando ancora non si sapeva in giro cosa fossero le chat, era roba da nerds e questo ci univa. Ci univano le date, ricordo ancora l'emozione di quando uscivano le date dei concerti e correvo a cercare il biglietto prima ancora di sapere chi veniva con me. Intanto io ce l'avevo e alle brutte ci sarei andato da solo a vedere quei matti, sconquassati, psicolabili, orchestrali di "Elio e le storie tese". Quando eravate solo un gruppo trash (pero' bravi, incredibilmente bravi e vedrai che faranno successo un domani). Conobbi ai concerti delle altre fave anche se poi, con mio rammarico, non riuscii a completare quelle amicizie, la notte sognavo di avere amici fave e che andavamo insieme ai concerti di EELST. Poi crescendo mi feci la ragazza e va be avevamo altri interessi.. (hemmm...) ma qualche volta riuscivo col mio entusiasmo a convincerla e ad andare insieme al concerto di EELST. Poi venne il matrimonio, e compra casa e il mutuo e poi il figlio e insomma riuscivo sempre piu' di rado a partecipare agli eventi anche se rimaneva un mio desiderio costante. Poi la separazione e i figli sono infeliciiiiiiii!? Pam! Flavio e' cresciuto e ho cominciato a portare anche lui e un paio di volte siamo venuti tutti insieme con la mia nuova compagna e i 2 ragazzi. Poi sono diventato povero, depresso e sfigato e ai concerti di EELST non ci andavo piu' o almeno molto di rado ma ora penso che sono uscito dal tunnel e se ci sarà l'occasione potro' riprendere con supergiovane entusiasmo. La foto che allego e' del concerto di Roma (io sono di Roma) del 20 luglio 2001, allorquando mi accingetti a sbirciare negli improvvisati camerini e scorgetti lo Strefanone in un attimo di relax e mi feci scattare questa suggestiva ed espressiva immagine e senza metterci d'accordo abbiamo fatto la stessa espressione sexy.

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Io, vecchio fan degli Elii (1961, Ing. Poli Milano per chi se ne ricorda...) porto mia figlia (9 anni) al suo primo concerto live a Lecco. Il giorno dopo la trovo in camera che insegna a suo fratello (3 anni) "Adesso arriva Shpalman, che spalma la cacca in faccia" ... perchè "... papà, ma le parolacce a lui non le insegno!". P.S. Entrambi i figli presenti al Forum per il concerto d'addio, com i MIEI biglietti. (Sic transit...)

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Diversi anni fa sentivo sempre parlare di questo complessino e dopo aver sentito, maldestramente, LA VISIONE ero arrivato alla conclusione che mi stavate sul cazzo e ...non poco ! Successivamente col passare del tempo e non ricordo il contesto, insieme ad un gruppo di amici (che gia vi ascoltavano da parecchio), sentii Catalogna; Omosessualita' e El Pube....cazzo fu subito ripensamento, interesse e conseguente amore! Iniziai allora ad approfondire il tema Elii... ed eccomi qui a seguire i vostri concerti, a comprare la vostra musica, a vantarvi e farvi pubblicita' cercando di "nascondere" il peccato di avervi disprezzati e criticati prima. Canzoni preferite oggi ce ne sono tante, difficile individuarne una in particolare, comunque proprio vero... sono stato colto dall' effetto DISCO MUSIC "piu vi odio e piu vi apprezzo..."

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Ho visto Elio e le Strie Tese in concerto 18 volte, ma alla fine la prima è quella che non si scorda mai. Novembre '98: dopo 8 anni dalla prima volta che avevo sentito il complessino (nell'estate del '90 un mio amico canticchiava incessantemente "Nella vecchia azienda agricola" e mi feci dare una cassetta dell'album) era il momento del primo concerto. Conoscevo la fama "Discoteca Nuova Luna" di Sala Bolognese come balera e mai mi sarei aspettato di entrarci a 18 anni, ma l'occasione era per me imperdibile. Arrivai con un'oretta di anticipo rispetto l'ora indicata e, non essendoci nessuno e guadagnai subito la prima fila. Non era in assoluto il mio primo concerto ma fu davvero una bomba: tutti pezzi tiratissimi e il grande Feiez che suonava qualunque cosa con qualunque parte del corpo disponibile. I pezzi per me indimenticabili: sicuramente "La donna nuda", che ho poi trovato dentro Peerla, l'ospitata di Irene Grandi che ha cantato la seconda voce di "Uomini col borsello" e un suo pezzo (suonata dagli Elii .... credo fosse "In vacanza da una vita"), Mangoni/Supergiovane che ha distrutto a sprangate la carcassa di una Vespa davanti a me e la corda saltata a Cesareo alla seconda nota del solo di Tapparella (ma se suoni con Santana dal casino te ne esci alla grandissima). Grazie EELST

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circolo fratellanza e pace legnano CATALOGNA E ALTRE

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Potrei scrivere per ore del mio "rapporto" con gli EELST che seguo fin dall'inizio della loro carriera. Ho iniziato ad ascoltare Elio & C. con un amico a fine anni '80 quando acquistammo i vostri primi CD Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu e The LosSri Lanka Parakramabahu Brothers... Praticillo Pirana col Wizzent ed il PiotrIlich, John Holmes (a quel tempo star dei pornazzi ), Cateto, Supergiovane, Servi della gleba e tante altre !! Quante risate. E da allora vi ho sempre seguito, alcune vostre "frasi" sono entrate nel mio slang quotidiano. Sono stato ad un vostro concerto a Lallio in provincia di Bergamo in una piccola discoteca (ora ahimé diventata una sala bingo) quando ancora eravate sconosciuti ai più! Poi dopo Sanremo con la Terra dei Cachi molti vi hanno "scoperto" ma per me eravate già avanti da anni!! Complimenti e grazie per tutte le risate e le emozioni che mi avete regalato!!! Ricordo la prima volta che ascoltammo in macchina "Il vitello dai piedi di Balsa"... abbiamo riso per almeno venti minuti a crepapelle sulla strofa finale dell'orsetto ricchione!! Continuavamo ad ascoltare in loop quel pezzetto di canzone!! E ci sarebbero decine e decine di altri aneddoti da raccontarvi su come mi avete fatto divertire! Complimenti ancora cari EELST e... mi raccomando!!

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la prima volta che vi ascoltai, a casa di un amico nell'intervallo della finale di Coppa Uefa tra Juve e Fiorentina, un terzo amico mise nel mangianastri la registrazione delle vostre (e non solo) performance a Banane, aprendoci un mondo.

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Ricordo che quando ero piccolo avevo 7 anni, viaggiando in auto, chiedevo sempre ai miei genitori di mettere la cassetta Eat the Phikis e mi divertivo ad ascoltare El Pube a manetta, poi da grande compresi il significato della canzone e la amai ancora di più.

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…senza di voi… e non è una frase fatta, non è una leccata di posterior…è la pura verità. Ho 42 anni, il mio rapporto con voi inizia quando ne avevo 15. È il 1992, se la memoria non m’inganna Gennaio o Febbraio… faceva freddo insomma… e nel settimanale “Tutto”, in un numero compare una strana musicassetta con un due di picche sulla copertina e il simpatico nome Elio e le Storie Tese, ancora nessuno vi conosceva con l’acronimo. Contenuto della cassettina di cui sopra, credo fossero un paio di brani, forse tre. Uno di loro era sicuramente “Alfieri”, che nel giro di un giorno e mezzo consumo e imparo a memoria. Successivamente a Giugno esce Rum Casusu e quello è il primo album che acquisto, rigorosamente in cassetta, il walkman era ancora un amico inseparabile per me. In quell’estate assisto al mio primo concerto in assoluto, indovinate, era un vostro concerto, live in Giussago -PV-, non credo lo ricorderete ovviamente, ma due episodi mi rimangono indelebili: Elio che cicca dal palco su parte del pubblico dicendogli “provateci voi ora”, e una pantomima tra Elio e Feiez in cui il secondo se ne va incazzato, rientra poco dopo con un bigolo gigante chiedendo “pace e pene Elio… pace e pene”. Negli anni successivi non mi perdo una sola delle vostre uscite discografiche, ma le possibilità di vedervi live, ahimè, non sono molte e fino al tardo 1995 non dispongo di patente e automobile. Nel 1996 la vostra esplosione da un lato mi attira, dall’altro mi spaventa un po’, eravate un gruppo per gli eletti, quelli che riuscivano a capire la vostra genialità e di conseguenza si documentavano sulle vostre influenze, Frank Zappa in primis, e con quel Sanremo siete diventati un po’ di tutti, quando la maggior parte di questi “tutti” che frequentavo io conoscevano a malapena “italia si, italia no”, ignorando allegramente che il titolo non era nemmeno quello. Live a iosa, ricordo in particolar modo quello di Pavia, Palaravizza Giugno 96, ci saranno stati 60° in quel palazzetto, la puzza di sudore era insopportabile, e io il giorno dopo avevo la maturità. Poi l’attesa per il nuovo album, nel frattempo vado militare, attesa spasmodica che ha una brusca battuta d’arresto nel dicembre del 1998, quando il factotum ci lascia. Ricordo ancora la puntata di “Cordialmente” che ne seguì, in cui avete raccontato aneddoti di Feiez, la vacanza all’Elba in vespa, i momenti al mixer, il tizio della crew che lo ribattezza Feiez. Ricordo un capodanno a Novara, un freddo della madonna, e un sirtaki collettivo, ricordo di come lottavo con gli amici che non capivano quanto avanti fosse Cicciput… ricordo tante cose, sicuramente ne dimentico altrettante, ricordo l’orgoglio di aver scoperto che Elio ha abitato a Binasco, il mio paese… ricordo che se non avessi acquistato “Tutto” parecchi anni fa, i miei gusti musicali non si sarebbero espansi, non avrei scoperto (almeno non allora) Frank Zappa, i Dream Theater, i Genesis, Emerson Lake & Palmer… solo per citarne alcuni, ricordo che ero un ragazzino timido e che ho sviluppato il mio senso dell’umorismo grazie a voi… per questo non è una frase fatta, il mio carattere non sarebbe ciò che è oggi senza di voi, non saprei ridere di tante cose se non avessi incontrato voi.

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Ero un 17enne pieno di brufoli e di insicurezze. Non come adesso: adesso sono un 44enne. Già da un annetto avevo sentito la cassettina del primo lp del Complessino, noi giovani ragazzuoli di provincia l'avevamo divorata ritrovando nelle loro canzoni i nostri stati d'animo, il nostro sentire più profondo, ma soprattutto le parolacce. Crescendo avrei capito che c'era già molto di più delle parolacce, ma che belle le parolacce. Il live di quel tour trasmesso da Videomusic (grazie ora e sempre per questa e tante altre cose, Videomusic) mise Fanzolo di Vedelago sulla mappa, per la mia generazione. Fanzolo di Vedelago come Bethel, come Woodstock, come Canterbury. Oggi so che c'è anche un rapporto profondo con la raccolta differenziata, a Fanzolo, ma allora sapevo solo di quel live. Un live con tutti i crismi della leggenda, con gli special guest (Ruggeri, un link con i gusti musicali dei nostri genitori, uno che poi ho imparato ad apprezzare superando la diffidenza giovanile; Skardy, cosa dire di Skardy? Love Skardy), con un pene gonfiabile sul palco, con una finta rissa in apertura ("dal grande odio nasce il grande amore" è una frase che ripeto tutt'oggi). Poi quel signore (che aveva tipo 30 anni, ma a quell'epoca i trentenni mi sembravano dei signori) che suonava un sacco di strumenti, sudando tanto. Che bravo! Si poteva essere bravi e, contemporaneamente, divertenti, coinvolgenti, esaltanti. E dire le parolacce. Fanzolo di Vedelago sarà un ricordo di qualcosa che non ho vissuto direttamente, ma che porto nel cuore. Bury My Heart at Fanzolo di Vedelago.

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Da Basilea a Milano per incontrare gli EeLST (nella foto, sono quello tutto a destra accanto a Christian) 2 giorni prima di ricevere l'ultima dose di chemioterapia per il mio cancro. Le vostre canzoni mi hanno sempre fatto sorridere e anche aiutato nei momenti difficili della terapia. Ringrazio il mio coinquilino Luca che mi ha fatto scoprire la vostra musica negli anni dell'università (quasi 20 anni fa...). Grazie di tutto, siete dei grandi! P.S.: ora sto bene, mi alleno per una gara di triathlon e le vostre canzoni sono spesso colonna sonora dei miei allenamenti ;)

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Ho preso la moto e caricato la moglie. Direzione una palestra di Sesto San Giovanni, in programma concerto EELST. Arrivati penso cazzo è una palestra di Sesto cosa ci fanno qui gli EELST artisti da Palaforum. Ingresso costava poco. Non mi ricordo bene il concerto. Ricordo invece fantastico la quarta fila agli Arcimboldi di Milano il concerto più bello del cosmo quello scoperto finora. L'ultima volta al Pala Assago per l'addio finto di due anni fa. Si sentiva malissimo. Ho avuto rimpianto della precisa acustica degli Arcimboldi. E della palestra multisport di Sesto. I love you complessino della mia futile esistenza.

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Era il 6 ottobre del 1990. Stavo per assistere a un concerto degli Elio e le Storie Tese; avevo vent’anni e solo un anno prima avevo conosciuto il “simpatico complessino” milanese rubacchiando una cassetta (sì, all’epoca esistevano le cassette!) dal comodino di mia sorella, allora sedicenne: si trattava di "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu", il cui ascolto fece sbellicare dalle risate me e i miei amici! Entusiasta, andai ad assistere, nei mesi successivi, ad almeno due o tre concerti degli EELST; mi restò nella memoria una performance padovana della quale conservo ancora gelosamente la registrazione, arricchita di straordinari capolavori quali "Vattene Amore", "Verso l’Ignoto" e "Arriva Clistere". Ma ancor più straordinario era l’evento in programma quel 6 ottobre: gli Elio e le Storie Tese, di scena al Teatro dell’Elfo di Milano, stavano per accingersi a battere il record della canzone più lunga mai suonata e avevano perciò in programma un’esibizione della durata di 12 ore! Io ero arrivato all’alba da Padova con un mio amico che si era fatto contagiare dal mio entusiasmo per il gruppo. Le aspettative non andarono deluse: l’ascolto per ore e ore del brano "Ti Amo", valorizzato dalla presenza di ospiti di caratura internazionale, si rivelò un’esperienza di altissimo livello sia dal punto di vista musicale che della comicità. Quanto avrei voluto anch’io – seduto in seconda fila – salire sul palco a cantare! Elio, però, si limitava ogni tanto a invitare qualche “giovane donna”, invariabilmente troppo timida per rispondere all’appello. Fino a quando, in uno di tali ripetuti inviti, il talentuoso Belisari, mal gliene incolse, omise di posticipare il sostantivo “donna” all’aggettivo “giovane”, limitandosi a chiedere se ci fosse “qualche giovane” che volesse salire! Non me lo feci ripetere un secondo! Mentre il mio amico sprofondava dalla vergogna (credo l’abbiano ritrovato in Cina!), io zompavo sul palco con una per me sconosciuta destrezza da canguro e, quasi strappando il microfono di mano al povero Elio, cantai per qualche istante delle irripetibili sciocchezze. Ero al settimo cielo: facevo anch’io parte di quella performance che sarebbe finita nel Guinness dei Primati! I musicisti mi permisero con magnanimità di terminare la mia penosa esibizione, così, dopo forse una trentina di secondi, ripresi il mio posto a sedere, verso il quale fui quasi fisicamente spinto dal severo sguardo di riprovazione di Feiez. Spero che, dal paradiso dei musicisti dove certamente si trova ora, possa perdonare quella mia inopportuna intrusione. Vorrei in ogni caso ringraziare lui e tutti gli Elio e le Storie Tese per avermi concesso quei fuggevoli istanti di gloria, ma soprattutto per aver riempito tanto dei successivi 28 anni con ventate di buonumore e sana allegria. Grazie di tutto! Andrea

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Giugno '96 primo concerto degli EELST a Montichiari (BS) con la prima fidanzata degna di tale titolo, tanti concerti e qualche fidanzata dopo, stesso posto Maggio 2016 riesco ad entrare nel backstage grazie a Paola F. che ci scambia per non so chi, no Paola non ci conosciamo ma grazie, riesco a farvi firmare il biglietto di venti anni prima, stesso posto 2018 ultimo concerto che vedo degli EELST, tutto finisce dove è cominciato. E poi ricordi sparsi, Feiez che cammina tra il pubblico prima di un concerto, Mangoni che si lancia sulla platea nel tentativo di uno stage diving ma il pubblico si scansa. Un panino day sotto la pioggia, salta la corrente mentre comincia ElPube, noi del pubblico continuiamo a cantare a cappella. Grazie EELST

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Ero un ragazzino di 18 anni, sono finito al pronto soccorso per un pneumotorace per via del quale mi hanno bucherellato costato e pleura (un incontro a freccette tra chirurghi finito male). Avendomi visto molto molto triste durante la convalescenza in ospedale, il mio fratellone Roberto Moroni ha pensato bene di telefonare a Faso e di chiedergli se poteva andare a casa sua per farsi dare una piccola reliquia da portarmi, che so...un plettro... Faso, dopo essersi ripreso dall'attacco di sciacquarola causato da questa bestemmia, ha accolto mio fratello a casa sua insieme a Rocco Tanica e ha scritto sul retro di una loro foto la seguente dedica che ancora ricordo a memoria: "Caro Luca, i medici sono stati molto franchi con noi e ci hanno detto che sei affetto da una gravissima forma di FLATULENZA POLMONARE, per via della quale sei destinato a vita ad emettere peti dai capezzoli...PRETZ...BROPR....". Non sono mai stato così felice di finire in ospedale! Grazie di cuore a Faso, Rocco Tanica e ovviamente al mio fratellone, mi avete scaldato il cuore!

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Al supermercato gs di Caravaggio, vicino allo studiozeta, trovai una cassetta con un biondo pigmentato. Spesi tutta la mia mancetta e l'ascoltai con gli amici. Avevamo 13 anni. Vomitammo dal ridere.

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Subissato da anni d'ascolto di canzoni propinate da Mamma Rai (ancora non avevo il mio steretto) giungono alle mie orecchie, nell'ormai lontano 1990, le brillanti sonorità di Carro, John Holmes (da Oscar in Supermaschio per mogli viziose) e Silos. L'amore, quello vero, giunge nell'estate 1992 con l'uscita del mitico "Italian, Rum Casusu Cikti" (il "Dark Side Of The Moon degli EELST). Spero che anche i "ragazzi di oggi" possano, come me, crescere a pane ed Elio e le Storie Tese...e le ragazze godere della gamma di bigodini dei parrucchieri berlinesi. Perchè Berlino è sempre 10 anni avanti!

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Con alcuni compagni dell'Università di Bologna, il ritornello delle nostre serate era Il vitello dai piedi di balsa cantato a squarciagola tutti in coro. Ma anche Cateto Supergiovane, Servi della gleba, quanto ci divertivamo a raccontarci i versi di queste incredibili canzoni.

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A raccontare tutto ci metterei dei mesi... qui voglio ricordare l'autunno del 1992, ero matricola alla facoltà di lettere moderne di Torino. Mi alzavo tutti i giorni alle 4,30 per prendere il treno... periodo tristissimo... ma durante il viaggio ascoltavo gli Elii nelle cuffiette, a nastro (è proprio il caso di dirlo). Grazie ragazzi per essermi stati vicini, nella buona e nella cattiva sorte. GRAZIE DI TUTTO!!! Iva

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...Questo era l'insulto con cui, in seconda superiore, un mio compagno amava apostrofarci in classe. Gli estorsi l'informazione con una Girella e mi fece ascoltare un bootleg del complessino. Mi faceva cagare ma al contempo lo ascoltavo in loop tanto da rovinare la cassetta. Poi ho scoperto che quei tizi con l'accento milanese fastidiosissimo sapevano suonare di brutto e da lì è nato un amore. Quando il povero Feiez ci lasciò, suonavo in un resort di lusso in Africa. Quella sera suonai con il mio arranger, peraltro malissimo perchè fare le cover vostre è un delirio, TVUMDB facendo il solo di sax con un suono terrificante (però il solo me l'ero tirato giù nota per nota) e la gente non capì.

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Ho moltissimi e bellissimi ricordissimi su di voi... anche di quella volta che mi faceste entrare dietro al palco del vostro concerto alla Spezia, vicino all'autosilo (o era la cattedrale?! mah!) per fare una foto che poi è diventata quattro. Ma il ricordo più bello è al Liceo, in quarta, forse, quando, durante una lezione di Italiano, mentre ascoltavo una musicassetta (quella roba di plastica con i fili dentro e nei fili c'era la musica!) di nascosto, con le cuffie, venni beccato dalla prof. Il motivo? Ascoltavo "Cassonetto differenziato per il frutto del peccato..." e, preso dal ritmo, avevo preso a dimenarmi come una biscia e a cantare a voce alta. Sulle note di "per il frutto del peccaaaaatooooo" ... venni beccato!

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C'era ancora il Feiez. Mi ricordo di voi- credo ci foste quasi tutti tranne Rocco quella sera. Mi ricordo la piu' bella "rendition" dei Weather Report mai ascoltata in Italia, al Tangram. Mi ricordo di tutti voi come degli eroi " a portata di mano". Mi ricordo l'energia che pulsava, il divertimento, il groove. Grazie, Cazzari Semidei : ) Grazie per la vostra musica- sono poche le cose che accompagnano per tutta la vita, e quella sera e'una di quelle.

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il giorno più bello della mia vita gli Elii suonavano nella mia città a Trento il giorno del mio compleanno che è il giorno del compleanno di Faso che compiva 33 anni nella città dei 33 trentini ed io ero nel backstage insieme a loro

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Un amico mi regalò la cassettina di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu...e fu subito amore a primo ascolto! Avevo 12 anni, andavo alle medie, un amico mi fà: " ascoltati sto gruppo...sono na Bomba". Lo ringrazierò per tutta la vita!!! Lo ascoltavo e riascoltavo tutti i giorni a casa da scuola...fino a che un giorno, all'ennesimo ascolto, entra in camera mio papà mentre suonava " John Holmes" e al grido di " ma che musica ascolti" mi spegne il mangia cassette e mi sequestra la cassettina!! Il giorno dopo me la fece ritrovare dentro lo stereo...aveva capito anche lui che siete GRANDIIIIII Da allora siete diventati e lo sarete per sempre i miei preferiti!! Un abbraccio ragazzi!!!

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Il ricordo è talmente sfuocato che si perde nelle nebbie della mia mente ... Bologna Caserme Rosse il primo concerto in cui sentivo parlare del Complessino... C'erano Gli Elio e altri gruppi di ggiovani tipo i Misto Terital.. fine anni ottanta direi.. Quanta nostalgia.. Bei tempi come si dice quando non si avevano pensieri

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Sono stato la controfigura di Rocco Siffredi! Che fortuna e che goduria! Grazie Elest

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A quattro anni scopro Elio e le Storie Tese. Mio padre mi fece ascoltare 'La Terra Dei Cachi' in macchina, mettendo nello stereo una cassetta che un suo amico gli aveva dato... subito amore. A quell'età non riuscivo a cogliere di cosa parlasse il resto, la complessità compositiva e tutto il resto ma mi piacque talmente tanto che non ascoltai altro per settimane, letteralmente. Mio padre preso dalla disperazione (e principalmente per non dover riavvolgere la cassetta tutte le volte) prese una cassetta 'vergine' e registrò quella canzone a ripetizione. Per tutta la cassetta. Fronte e retro. È uno dei più bei ricordi che conservi tuttora, sia degli Elii, che di mio padre.

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Un ricordo che porterò sempre con me riguarda Faso. Non so come ringraziarti di aver autografato un articolo 75 ad un mio amico. E' stata la "mission impossible" per aiutarlo a passare da agitato e triste alla persona più felice del mondo!! Finché 5 minuti dopo, facendolo vedere a tutti, i fumi alcolici di un altro nostro amico lo ha strappato. Un capodanno INDIMENTICABILE!!! La prossima volta che ti vengo a sentire ti regalo un pedalino artigianale :) Psichedelia e saluti da Videotrippa!!

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Milanese emigrato a Londra nel tardo 2015, l'inizio della nuova vita è difficile, tant'è che l'annuncio del tour "Yes We Can't" è la nota più positiva del 2016. Il giorno prima del concerto conosco una ragazza in un pub, londinese autoctona che studia l'italiano da qualche mese. È meravigliosa, mi vuole rivedere, la invito al concerto, accetta. Non sa chi siete, non conosce la vostra musica, mi impegno a spiegarle tutto il più possibile. Prima canzone in scaletta è "Lo stato A, lo stato B", le comunico che tratta lo svegliarsi in letti stranieri grazie alla lingua italiana, "proprio come noi!" commenta, prodigandosi in effusioni. Annuisco senza approfondire quanto anche il titolo fosse appropriatissimo alla situazione. Apprezza estasiata il resto dello spettacolo, di tutto il concerto capisce solo la parola "bonghi" ma ciò non la turba, anzi, nel finale batte le mani gridando "fourza paneenow" con una gioia incredibile in volto. Finisce lo spettacolo, si spengono i riflettori, si gira e commenta dal profondo del cuore: "I love the architect!". Non me la dà, non la rivedrò mai più. È giusto così, aveva Mangoni negli occhi, non potevo competere.

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vi siete esibiti al baccara di lugo ed eravamo seduti a terra davanti a voi eravamo un centinaio di persone e basta. eravamo giovanissimi. con noi c era una ragazza che non la facevano mai uscire la sera ma quella volta siamo riusciti nell impresa perche era una vostra fan. . state attenti fate i bravi! bhe al ritorno un auto ci prende lo specchietto e il vetro va in mille pezzi e ferisce leggermente la ragazza ma niente di che. cmq la madre quando la abbiamo portata a casa era incazzata nera e gli ha detto...esci la prossima volta quando quei deficenti vinceranno san remo! !!non l ho piu vista peró moralmente nel 1996 è uscita di casa ( tutto vero) ciao elii mi mancate. ogni tanto fatevi vedere mica siete cosi vecchi da ritirarvi per sempre. e tu elio che anche quandi ridi hai gli occhi tristi ti abbraccio forte per i tuoi problemi perche anche se non mi conosci tu sei un mio amico

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Vi ascolto da quando ho coscienza di cosa sia la musica (ovvero da quando mi sono accorto di essere un ometto, dal momento in cui ho sentito fluire l´antigelo paraflu); la mia prima esperienza live con gli EELST è stata durante le vacanze estive del 1992 a Lignano Sabbiadoro. Di certo il ricordo forse più bello è stato avere Elio graditissimo ospite alla festa del volontariato che avevo organizzato nell´autunno 1995 in zona Bonola a Milano; qui ho scoperto la grande sensibilità ed il lato umano di un idolo musicale. “Musicisti dei miei stivali” con le vostre “sporche luride canzoni” avete portato in musica la nostra popolare realtà quotidiana, con dissacrante allegra ilarità, “per trasformar la vita in una festra”. Caro simpatico complessino vi voglio tanto bene che, per ricordarmi sempre di voi, vi ho tatuati sulla mia pelle :-)

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...che alla fine avete ceduto! Dopo 6 concerti in 2 anni vi abbiamo costretto ad autografi, foto, reliquie... Fantastica la volta a Cerveteri (RM), quando abbiamo accolto l'arch. Magoni a fine serata inginocchiati al grido di: "Maestro"! Grazie per tutto.

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Primavera '93 (anno più, anno meno), terza elementare (classe più, classe meno). Un mio compagno di classe mi parla di una cassettina che gli ha fatto sentire uno zio. "sulla copertina c'è una mucca con due gambe. e poi c'è una canzone che dice una cosa come "il pippero è l'atmosfera": fa troppo ridere. secondo me il cantante è matto". "ridequi" un pomeriggio, pensando alla mucca e a quella parola mai sentita prima. nei giorni successivi, durante l'intervallo, disegnammo tante mucche con due gambe (per lo sdegno delle nostre maestre) e provammo a "ricostruire" quella canzone, a inventarci le strofe, il ritornello, la musica, le altre parole. venne fuori una specie di samba. Il vero Pippero® l'ascoltai solo nel 96 (anno più, anno meno), ma era come se conoscessi già tutto di loro. 26 giugno 2018. L'ultimo (?) concerto, la bruschetta nell'occhio durante Il circo discutibile, ripensando anche alla coglionaggine di quell'8enne che durante l'intervallo improvvisava rime e disegnava mucche con due gambe.

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Ebbene sì, il mio primo concerto in assoluto fu proprio il vostro, quello di Carmagnola. Da adolescente mi dilettavo a fare la candela unendomi forzatamente alle uscite di mia sorella col suo futuro marito e in quell'occasione mi portarono a vedere il vostro concerto. Chiaramente vi conoscevo già da parecchio perchè avevo passato gli anni precedenti ad ascoltare in loop (in casa mia non c'era molta musica decente) una cassetta (rigorosamente rubata a mia sorella) con alcuni vostri successi tipo "la terra dei cachi", "servi della gleba", "pippero", "cara ti amo"... Inutile dirvi che alcune vostre canzoni le ho capite poi... Quindi volevo dirvelo che sono cresciuta a pane, vino ed Elii! Ps. chiaramente ero al vostro ultimo concerto in quel di Barolo. Magnifici! Con affetto, Mirella

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Quello è stato un momento fico. Avevo 16 anni e vi conoscevo da qualche annetto, grazie a mio cugino (in seconda per la verità) che mi introdusse a voi. Mio cugino che, oltre a farmi ascoltare Rum Casusu e le cassette di "Tutto", quando avevo 12 anni un giorno mi disse ( lo so che non mi crederete mai e che rischio il Simpatometro ma ve lo giuro sui Beatles è vero) " so un colpo segreto che se te lo do poi dopo 3 giorni muori". Mi ricordo dov'ero ( fuori casa sua, nella strada in cui giocavamo a pallone usando come porta una fiat 124 verde di un signore che si incazzava di brutto), cosa stavamo facendo (appunto si giocava a pallone Samp -io - Inter - lui) e cosa dissi. Ovviamente gli credetti e quindi risposi : "beh non darmelo." Comunque, io d'estate lavoravo come cameriere al mattino in un bar e non riuscivo a seguire tanto i concerti (né i vostri né quelli degli altri ad onor del vero) per cui accolsi con entusiasmo il vostro concerto in piazza a Pietra Ligure. Avervi vicino a casa (io sono di Finalborgo, in provincia di Savona) a condizioni gestibili (se non mi ricordo male avete attaccato presto e finito non tardissimo) e soprattutto gratis (son pur sempre ligure, belin) fu eccezionale. Ed il concerto stesso lo fu. Ricordo ancora molti dei pezzi suonati, il fatto che Elio rimarcasse con una certa frequenza che voi eravate lì gratis e che i Liftiba al massimo avrebbero fatto un pezzo, lo stesso Elio che alla seconda parolaccia si accorse della Chiesa che stava davanti al palco e ne rise; ricordo di aver cantato le canzoni (era il mio primo concerto ora che ci penso…), ricordo di aver sbirciato dalle transenne il retropalco e studiato i vostri movimenti per quel poco che si vedeva nel dopo concerto.. ricordo di aver visto un sacco di amici lì (e di averne sentito molti di più dichiarare di esserci stati tanto che se tutti fossero stati lì davvero probabilmente non bastava un aeroporto). Eravate (e beati voi ancora lo siete) dei grandi, io ero molto giovane e spensierato, era estate, era fico. Ho tanti ricordi che mi legano alla vostra musica e a quello che avete fatto. Ad esempio prima della vostra seconda esibizione a Sanremo con la Terra dei Cachi fui pestato da un simpatico gruppo di gentiluomini a spiaggia – noi di savona diciamo a spiaggia - , ma quello non è un granchè come ricordo. Mi viene in mente anche che Cordialmente (che io uso sempre come chiusura nelle mail di lavoro sperando di trovare dall’altra parte qualcuno che capisca) è sempre stato motivo di divertimento ma anche di amicizia, dato che l’ascoltarlo ti rendeva parte di un gruppo. Quindi, tolto il pestaggio a spiaggia di cui sopra (che però non è colpa vostra, almeno che io sappia) colgo questa occasione, in cui qualcuno di voi spero legga questo messaggio, per dirvi GRAZIE di quello che mi avete dato. Non sapete di averlo fatto ma lo avete fatto e tanto basta. Cordialmente Daniele

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Ciao ragazzi, la mia vita si intreccia con quella del simpatico complessino fin dagli anni '80 durante la mia adolescenza, quando tra gli amici degli scout di Villasanta, vicino a Monza, giravano queste mitologiche cassette "bootleg" dei vostri concerti. Che rivelazione! Da allora il primo album in vinile, Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu nell'89, forse '90 e poi tutti i CD, conservati come reliquie. Solo un paio di volte in concerto a dirla tutta: nell'estate 2003 con la (prima) moglie al 6° mese di gravidanza al Palavobis, un caldo assurdo e zanzare carnivore ovunque, e poi con la seconda e attuale moglie al Conservatorio, il 28 febbraio 2010, dove peraltro mi imbattei in Nikki tra il pubblico. Negli anni '90 un mio fratello vi trovò per caso all'allora Ricordi di Monza, e fece la coda per avere il vostro autografo per il sottoscritto, ben conoscendo la mia venerazione per gli Elii. È sempre qui, dopo più di 20 anni, nel cassetto della mia scrivania. Si legge: "A Jack, con calore". Elio, Faso e Rocco. Ve lo allego. Io non vi ho mai incontrati di persona, ma per me siete come amici, non saprei come altro dire. Grazie ragazzi, di cuore.

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Non ricordo la data precisa, settembre 1996... l'inizio di una lunga serie.... concerto sotto il pilone a Messina. Costo del biglietto 5.000 Lire. Conservo ancora da qualche parte il vecchio biglietto stile SIAE con l'autografo di Cesareo. Ammiravo il grande e indimenticabile Feiez! Mi portai un walkman per regitrare e immortalare qualche brano. Registrazioni assolutamente inascoltabili, ma che poi rimettevo nelle cuffie Sony praticamente ogni sera!... Fino a Barolo il 29 giugno 2018... a fine concerto entrammo nei camerini: Millefinestre suonava con due banane sul vetro di una finestra, Don Vittorino sorseggiava (forse) una cocacola e si metteva a chiacchierare con noi, Cesareo ci offrava un pasticcino.... ero in famiglia! ..... E a casa mi portai un bel cimElio... soprattutto nel ❤️

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Quando ero pischellina una mia compagna di classe mi ha duplicato una vostra cassetta. Questa cassetta è rimasta senza custodia e senza etichetta, perché "chissà cosa avrebbero detto i miei"!!! Dopotutto era la cassetta con le parolacce e avrei rischiato una sgridata! ????

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Eravamo a Sanremo nei giorni del festival. Mia figlia partecipava ad una di quelle selezioni-truffa che si svolgono (a centinaia) con la fuffa del festival paesano. Ho incontrato Elio dopo essermi sorbito tutto il suo intervento su uno dei tir-radio, credo radio Italia o 105. A dire il vero non l'ho incontrato ma l'ho inseguito quando è sceso. Però non mi spiegavo perché dietro a lui mancava il rituale codazzo di fans, c'ero solo io, forse perché i fans corrono dietro a uno perché già lo inseguono una cinquantina opportunamente incitati da chissàcchì. L'ho fermato e, dopo aver scattato il rituale selfie, siccome da me implorato, lui ha dato un'occhiata alle mie sopracciglia, certamente non folte e colte come le sue ma, comunque, da lui complimentate. Grazie, Maestro!

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Non mi ricordo il mese, ma forse, estate. Una Festa dell' Unità (di quelle di una volta), a Campi Bisenzio. Io e il mio amico Jozza incappiamo in un concerto di artisti mai sentiti nominare prima ma che, essendo gratuito, ci attira come orsi al miele. Per la prima volta ho ascoltato "Cara ti amo", "Cassonetto" , "John Holmes", ma soprattutto, "Silos", che ha aperto un varco nel mio corpicione, Ed è subito Amore. Da allora non ho mai perso un concerto nell' area fiorentina, Anche più di uno all' anno (non escludendo qualche trasferta), sono diventato Fava (Tessera # 1049), ho addormentato la mia bimba con "il Vitello dai Piedi di Balsa" e le Ho regalato, grazie a voi, il suo primo concerto. Ho gioito e sofferto con voi fino agli ultimi "Ultimi Concerti", e continuo a volervi un monte di bene. Grazie di tutto.

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Concerto al Galoppatoio di Villa Borghese, cover di "Vattene Amore" cantata da Elio e Feiez: " Vattene Amèdeo, perché mi ti avvinghi/Tanto anche biondo non sei uguale a Stinghi/Lui fa i concerti per l'Amazzonia/Tu la "Mazzonia" la vuoi dare a meee!" Ancora rido...

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La mia prima cassetta risale ad un concerto storico a borgomanero ereditata da mia zia forse 1984..e nella vita ho conosciuto il primo batterista del gruppo..caro amico pieretti zuffellato

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Era di sabato, non ricordo di che mese, ma ricordo che il giorno dopo avrebbe suonato la PFM. Allora suonavo con i Gruppo Elettrogeno, ancora Sincopatia con i miei compari Diego Maggi, Fabrizio Ferrara e Massimo Cherubin. E stata una serata fantastica.

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Il primo ricordo dal vivo è un non ricordo. Pavia di Udine, settembre 2005, sagra dai pirûs (sagra delle pere). Ad un minuto dall'inizio del concerto inizia a diluviare. E ha continuato. E noi, il pubblico, cantavamo 'forza panino'. Ma il concerto non ci fu. Tre anni dopo, sempre con pioggia incombente, ci ascolto ad Azzano X (PN). La cosa bella è che negli anni ho scoperto che quella sera sotto la pioggia c'erano anche degli sconosciuti che anni dopo, per vie diverse, sarebbero diventati miei amici. Grazie EELST! E sempre forza panino!

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Mi avete illuminato d'immenso!!!!!

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Siete forse uno dei primi ricordi che ho. Mio cuggino canticchiava La Terra dei cachi nell'estate del '97, avevo 5 anni. Mi siete stati accanto per tutto il periodo della triennale, tempestato purtroppo da periodi molto tristi. Voi c'eravate sempre a sostenermi, e per questo non smetterò mai di ringraziarvi e ascoltarvi. Non sono mai stato ad un vostro concerto purtroppo, ma ho fatto di tutto per rimediare a questa mia mancanza. Ho comprato tutti i dischi, ho visto le vostre interviste su YouTube, ho addirittura studiato i giri di basso di Faso per cogliere tutte le citazioni possibili (e io il basso nemmeno lo suono!). Vi ringrazio di nuovo per quello che inconsapevolmente avete fatto per me. Per favore, tornate insieme! La scena del musicale si è impoverita senza dubbio alcuno!

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14 anni. Elio e le Storie Tese ascoltati di nascosto. Vacanza pallosissima con i miei a Chianciano Terme. Vedo i manifesti in paese. Obbligo i miei a portarmi. Io 2 ore folli sotto il palco. Mia mamma in platea pallida e allibita. Mio papà ride. Tutti chiedono Silos. Elio si scusa "non posso". Amore eterno ❤️

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Mi ricordo la prima volta che mi avete offerto il panino con il poplettone del bar. Io ero l’assistente di studio arrivato da poco e quel panino offerto da voi (buonissimo!) è stato il primo di una marea di ricordi meravigliosi che ho con voi (ad esempio la registrazione del coro di prostitute, etc)

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Non ero mai riuscito a incontrarvi live ma la mia vita sociale ebbe la svolta con Tapparella. Arrivo in piazza a Capua con una carovana di amici in macerazione alcolica e mi si staglia di fronte un coltellino svizzero meccanizzato altezza umana piazzato davanti alla batteria! Poco dopo, Mangoni tappezzato da Cappuccetto rosso inizia a volteggiare sul palco ed è subito magia. Elio vestito da BoyScout incanta con la voce ed a "Servi della gleba" e un tripudio. Tutti assurdi, effetto concerto PFM però a schiattarsi la prostata dal ridere. Niente, non lo dimenticherò mai. Stop. Baci a tutti, vi voglio bene!

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Il miglior concerto del 1° Maggio della mia vita. A fine serata, parlando con un amico, ci accorgiamo che Cesareo sta passando vicino a noi. Vorrei un autografo ma non so dove farglielo fare. Ho con me solo un quadernino su cui avevo scritto le battute da imparare a memoria di una commedia che la mia compagnia teatrale (i Raccattati di Coreglia) doveva mettere in scena di lì a pochi giorni. Il mio amico mi porge un pennarello e una penna. Potevo scegliere, ma dovevo farlo velocemente: autografo a penna sul quadernino o -vuoi mettere- uno bello grande a pennarello indelebile sul mio petto...?

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Volevo raccontarvi la nostra storia, iniziata una calda mattina d’estate nel 2003, avevo 13 anni, come si faceva a quei tempi guardavo i videoclip su mtv. Ad un tratto vedo il video di sphalman,fui preso subito da quello strano video, in cui un signore ben vestito camminava per Milano e poi la canzone era così diversa dalle altre. Nel pomeriggio corsi a comprare cicciput, lo ascoltai tutto il pomeriggio e fu amore al primo ascolto. Da quel momento siete diventati la mia band preferita, i miei amici non vi capivano, ma nn mi importava, eravate e siete i miei idoli, come lo erano fabri fibra o mondo marcio che tanto andavano di moda in quegli anni. Siete sempre stati una sorpresa, anche adesso a distanza di 15 anni mi innamoro di vostre vecchie canzoni che non capivo qnd ero più piccolo. Siete stati per me quello che i Beatles, Elvis, i Led Zeppelin, i Pink Floyd o i queen, sono stati per i giovani degli anni 60 70 e 80. Per ultima cosa volevo dirvi che x me il vostro concerto definitivo è stato il forum ma del 2016, quello dell’addio ai live di Rocco tanica, è stato il concerto più bello a cui abbia assistito, un emozione unica, quando sei felice per aver visto qualcosa di magico e ti viene da piangere per l’emozione. Detto tutto questo volevo dirvi grazie, grazie perché senza di voi non avrei mai amato la Musica come la amo oggi, non avrei riconosciuto la musica di qualità, non avrei dato più importanza alla melodia piuttosto che alle parole, non avrei conosciuto artisti sconosciuti ai più k voi avete citato o ospitato nei vostri brani. Grazie di tutto, sono contento e fiero di avervi capito fino in fondo. Avete lasciato un grande vuoto nei vostri fan, ma soprattutto nella musica, ma le persone se ne accorgeranno troppo tardi come spesso capita con queste storie. Grazie di tutto. Fabio

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Ha voluto rincorrerlo nel parcheggio perché voleva cantare un pezzo di Pippero insieme a lui !!!lo sto crescendo bene!!

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Io in prima fila, Elio e company che chiedono chi voglia salire sul palco a cantare cara ti amo Io alzo la mano, vengo notato, vengo fatto salire, mi siedo alla tastiera di Rocco. Io e quell’altro che hanno fatto salire dopo che la canzone e’ Partita cominciamo a “cantare” Veniamo travolti da cori etc etc ... Io davanti a 2000 persone alzo il dito medio e mando a gran voce a fare in c.... 2000 persone Cheffiguraaaa .. questo e’ Uno dei tanti x Per giorni la gente fan di Elio che mi incrociava mi chiedeva se ero io ... Vabbè.. segni indelebili di una infanzia divertente con gli Elii . Ciao

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Anno 1990, primi mesi. Prologo: scopro gli Eelst da una cassetta registrata ad un concerto: una meraviglia. Ovviamente incompresa dai più. Qualche tempo dopo un amico mi avvisa di aver trovato il primo vinile nel solito negozio di dischi; sapendo che l'avrei comprato sicuramente, lo "nasconde" in mezzo ai dischi metal, indicandomi dove trovarlo. Il giorno seguente mi fiondo ed è mio. Una settimana a ridere ascoltandolo e leggendo i testi. Da allora sempre sintonizzato.

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Di ritorno dalla scuola, io e la mia amica Francesca decidemmo di ascoltare nel walkman una cassetta che mi avevano regalato. La voce cantava le avventure di un burattino che soffriva per la mancanza di pistulino. Quello è il giorno in cui mi innamorai di voi. Grazie.

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Correva l'anno 1996. Avevo 4 anni. In quegli anni, mentre mia madre faceva le pulizie, ascoltavamo Radio LatteMiele, solo musica italiana, ed in quel periodo passavano spesso una canzoncina che diceva "Italia sì Italia noo la terra dei cachi! Una pizza in compagniaa una pizza da soli..." figuriamoci, a 4 anni ricordo che questo motivetto mi rimase impresso nella mente, e continuai poi a riderci su per anni... fino al momento in cui, qualche anno dopo, ascoltando "La vendetta del formaggio formaggino" scoprii che sì, voi eravate quelli de "La terra dei cachi". Proprio voi. Quelli degli arzigogoli, del bue riscaldante, delle trovate musicali e linguistiche geniali, che quando le senti pensi "ma come hanno fatto a pensarle". Ora di anni ne ho 27, ed ancora mi stupisco ogni volta che vi ascolto. Ps: da fan anche di Carlos Santana... lascio a voi immaginare cos'ho provato nell'aver trovato, tempo fa, il video della vostra esibizione con lui sulle note di Tapparella. Chapeau. Grazie ragazzi

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Suppergiú 1988, l’amico e collega di mio padre, Paolo, disse che lavorava con Charlie agli Psycho di Milano, noi ragazzini che canticchiavamo “faccia da pirla” tutto il giorno lo pregammo di portarci degli autografi dei gruppi che incontrava... ovviamente speravamo tutti di ricevere quello di Charlie, che arrivó, ma solo uno e toccó ad un mio amico, io ne ricevetti un’altro che ci fece ridere un sacco, c’erano delle firme e il nome del gruppo: Elio e le storie tese!! Ééh?? Questi devono essere scemi a scegliersi un nome così, pensammo. Ancora non sapevo che tempo dopo avrei costretto tutto lo sci club ad ascoltare “Cara ti amo” e “Natale in casa Vizent” per tutta la notte di un capodanno! O che vi avrei visti in concerto una dozzina di volte e che in uno di questi avrei avuto la fortuna sfacciata di poter rivedere (é si, ho visto Frank Zappa) Ike Willis e pure aggratis!! O che quando é uscito il cofanetto Perle l’avrei comprato nonostante avevo già tutti i dischi! E poi zona gerra ai 10 anni di rete3 dove con il mio amico Giulio in prima fila abbiamo talmente rotto i coglioni durante la saga di addolorato che Elio ci sputó addosso! E poi le scommesse con i colleghi che avrei cantato qualsiasi vostra canzone a memoria ecc.... E poi il 2015 quando, facendo il mio lavoro che é tecnico delle luci, ho raggiunto l’apice della mia carriera: fare gli effetti al vostro concerto a Lugano, figata!! La migliore amica di mia madre dice scherzando che io sono cresciuto a latte e Frank Zappa che é stato il musicista che mi ha formato l’orecchio, poi siete arrivati voi ed é stato amore a primo ascolto!

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Difficile stabilire da quando perchè in un modo o nell altro siete “sempre suonati nella mia vita”...so, anzi sappiamo (insieme a mio fratello) tutte ma proprio tutte le vostre canzoni e dato che non esiste un argomento che non abbiate cantato...a me sembra di viverle le vostre canzoni! Ed ogni volta che capita qualcosa io canticchio una delle vostre canzoni a tema e vado avanti sereno...che dirvi...”GRAZIE”

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dalle cassette dei primi concerti copiate dagli amici all’ultimo concerto al forum con mio figlio che oramai ha 20 anni... non riesco ad aggiungere altro, solo grazie!

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Ho tanti bei ricordi dei concerti del simpatico complessino, ma ne ho uno in particolare che si è svolto in una fiera del fumetto. È il 2011 credo e tra la folla della cartoon comica di Milano riconosco Faso. Subito senza indugio mi sbraccio per fare una foto con lui. Lui, se non ricordo male, è in giro col figlio, e pur essendo evidente che non vuole essere disturbato, acconsente, da gran signore, a far la foto assieme. Durante lo scatto, tutto contento di quell'occasione, esclamo<>. Lui mi risponde con una frase che per me è entrata ormai nella leggenda <>.

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Ero arrivata da poco a Milano, l'inizio di una nuova vita per me che venivo dal profondo sud dove non si incontrava mai nessuno, e un giorno mentre esploravo piazza Duomo e galleria Vittorio Emanuele, arrivata davanti alla Feltrinelli sgrano gli occhi e li vedo in vetrina a fare versi! Ero così emozionata di vederli cosi da vicino, ma questo non mi ha fermata dall'entrare, avvicinarmi, prendere il telefono e chiamare mia sorella per farglieli salutare a voce! Io che già ero innamorata di Faso poi, non avrei più smesso di guardarlo! Son stati sempre fantastici in concerto ma quella volta non la dimenticherò mai!!!! Grazie ragazzi!!! Forza panino!!!!

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Correva il 1996 e ancora troppo giovane mi trovavo sul divano a sfrangermi i maroni guardando il festival che piaceva tanto a mamma. Proprio mentre stavano per esplodermi, salgono sul palco “dei tizi” in argento. Dissi: “e questi? Ma chi so????” Ancora adesso (2019) guardo San Remo solo se ci siete voi altrimenti guardo il dopo festival

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Non ricordo che anno era, ma ricordo l’occasione: il mio compleanno da giovinetto. Il mio amico squattrinato, mi aveva fatto il regalo più bello. Una copia “masterizzata” di “Esco dal mio corpo ed ho molta paura”. Ero piccino, e non sapevo ancora di Feyez, che esistesse. Quando anni dopo ho letto di lui ho pianto. Tornando al cd, credo di averlo “distrutto” a furia di ascoltarlo. Immenso

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Avevo solo 11 anni e non avevo mai sentito parlare di questo Elio e le sue "storie tese", ma ricordo i miei genitori li trovavano divertentissimi dai primi anni novanta. Senza sapere cosa potesse aspettarmi, mi portano al concerto del primo maggio a Capannori, una tradizione che avevamo negli ultimi anni a quell'epoca, e fu lì per la prima volta che ascoltai le note e i testi di Elio e le storie tese. Fù amore a primo ascolto e decisamente uno dei miei primi concerti dove non solo la musica era fantastica, ma anche esilarante. Ricordo sempre come alla fine del concerto mio padre fece una fila assurda solo per comprare il disco "Qualità Oro" solo per poi regalarmelo, immortalando questo ricordo per sempre. Oggi vivo in un paese non mio e ascolto perlopiù roba straniera, ma ogni tanto un "Servo della Gleba" o "Terra dei Cachi" ce lo metto nella mia playlist.

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Avevo gli occhi lucidi. Me l'ha detto la mia compagna. Sanremo 2018, ultima serata. Vi presentate sul palco ancora una volta. L'ultima volta, direte. Con voi i Neri per Caso. La vostra canzone più "brutta" di sempre, l'ultima apparizione in video o forse, semplicemente, Baglioni che canta ogni 2x3. Ma io piansi lacrime vere per il vostro Arrivedorci.

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il mio primo concerto...grandissima performance in terra elvetica con Mangoni mattatore con tanto di grupie.

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Vi amo da sempre. Principio da shpalman ma poi anche prima e poi dopo, Cateto, Carro, abitudinario, l'uomo del Giappone, Pasto, Panino, tutti. Vi amo. Il ricordo più bello fu di un post concerto del 25 aprile 2007 a Piombino, in un ristorante della zona dove voi baldi giovani vi fermate a cena. Il ristorante aveva una finestra che dava su di un cortile dove io e altri ragazzi iniziamo ad intonare le canzoni del complessino in maniera alquanto sguaiata, fino a che all'improvviso, Elio si affaccia alla finestra e con un sonoro rutto zittisce tutti e torna a cena. Il mio cuore quel giorno é esploso! Siete la colonna sonora della mia vita❤️

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1997 i nostri figli di 8 anni scoprono EELST tra la nostra discoteca e ci frantumano gli ZEBEDEI in loop con il "meglio del nostro meglio vol1°" Scoprono che venivate a suonare al SHERWOOD. Altra frantumazione di zebedei per portarli al concerto, a quel punto (per fare il papà FIGO) gli prometto di fagli avere un autografo di ELIO. Concerto splendido.. alla fine devo pagare l'obolo dell'autografo. Toviamo CESAREO al Mixer che gli fa l'autografo ma non basta. Bisogna arrivare più in alto. Ma c'è la security per il back stage da superare. In quel momento esce FEIEZ ed io spudoratamente FINGO di esserci conosciuti al Roxy Bar e spiego il problema. FATTA lui ci fa passare... per i bimbi siamo nell'olimpo e mediamo Zeus.. cioé ELIO il quale è pronto per l'autografo. ELIO: Come ti chiami? Figlio 1: INGO Autografo: a INGO che in piscina ti spingo! :D ELIO: e tu come ti chiami? Figlio 2: JUA Autografo: A Jua con tanta SimpaTua! :D Per tre anni ho avuto 100 punti PADRE a prescindere.

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A Lodi serata/nottata di Capodanno 2009 memorabile che inizia verso le 17 con una sorpresa: inizia a nevicare! Avete fatto il check in bianco, poi il concerto con la neve che continuava a cadere copiosamente (secondo me li è stato concepito l’ALBUM BIANGO). Poi tutto un cantare buon anno nuovo all’infinito. Siete il mio complessino preferito.

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Correva l’anno 1996, anno de La terra dei cachi... avevo 16 anni, e avevo appena perso il mio papà. Mia mamma e una sua amica decidono di portare me e la figlia della sua amica a farci un giro a Sanremo nelle ore notturne, ore migliori per beccare in giro i Vips, magari all’uscita dell’Ariston o nei ristoranti di Piazza Bresca... ed è proprio da uno di questi ristoranti che vediamo uscire gli Elii!! Mia mamma era - ed è - una fan sfegatata, quindi inutile dire che sia io che mio fratello siamo cresciuti a pane e EEST, quindi ci siamo avvicinate per chiedere gli autografi. Rocco, l’ultimo a doverci fare l’autografo, riceve una chiamata sul cellulare... ci fa segno di aspettare un attimo... e noi aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo... dopo un po’ però le nostre mamme insistono che è ora di rientrare, gli indico l’orologio, gli facciamo “ciao ciao” e ci allontaniamo. Mentre camminiamo in un vicolo che attraversa via Matteotti per raggiungere la macchina, arriva una vespa che frena accanto a noi. “Ma dove andate??? Vi devo fare l’autografo!!” Rocco ci aveva seguite! Il 1996 è stato un anno difficile, ma questo ricordo rimane uno dei più belli della mia adolescenza.

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... quando da piccolo, ricordo fin dai 5 anni, attendevo il lunedì sera per andare a dormire a casa dello zio, il quale mi ha cresciuto a suon di Mai Dire Gol e Elii: un'infanzia felicissima! Grazie Eelst

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Fan da una vita finalmente vi ho visto dal vivo a milano nel 2014 Ma le cassettine dei live in parco ravizza e parco Sempione sono reliquie adesso!!!????le tengo da conto ????

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Arco della pace, inizio 1998 un concerto improvvisato ed io che da poco ero venuto a studiare a Milano e combattevo la nostalgia ascoltando i vostri albi e cordialmente il lunedi. Alla fine del concerto vi ho salutati tutti. Mi mancate di brutto

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Anni 90, Ammirazione adolescenziale, concerti sempre troppo lontani da Bari o troppo lontani dalle possibilità economiche... Inizio a lavorare nel 98, acquisto l'auto con un unico scopo: concerti del simpatico complessivo! Una decina del tour ho fatto due etti e mezzo lascio? Con conseguenti cd sul quale ascoltare le mie urla .... che figata pazzesca! Da bari: Chiari, Padova, Policoro, Bardonecchia, Ascoli, Napoli e persino una località molisana ad un raduno motociclistico nel quale eravamo in 300 max a ascoltarvi. Noi sempre alla transenna a dx tra elio e cesareo e l'auto 1.2 a benzina acquistata ufficialmente per andare a lavoro che in tre anni supera i 45000 km. Alla fine di concerti ne ho visti 18 in totale. L'ultimo, tour di addio a Bari con le lacrime agli occhi ripensando a quel periodo folle in cui ci si metteva in auto con i tre amici di una vita a spararsi anche 2000km in tre giorni per urlare al cielo forza panino! Grazie di tutto.

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Estate caldissima in quel di Modena.. Ogni anno dopo il Pavarotti and friends il palco rimaneva montato 2/3 settimane per far suonare artisti di un certo calibro.. All'epoca avevo ancora 14/15 anni, i capelli e 2/3 live alle spalle (merito di mio padre ovviamente).. Ma quell'anno io e i miei amici eravamo li dal pomeriggio e perculavamo Faso che si esercitava alla battuta con un tira palle che lanciava "fiocchi di neve", finché non si è presentato un Stefano Belisari qualsiasi che alla domanda: "Facciamo una foto?" ha preso la macchina fotografica in mano e ha detto "dovete stringervi di più altrimenti non ci state!!".. Che simpatico umorista!!

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Ai piedi di Assisi, altro che dare la mano al Papa: MANGONI

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13 anni, il primo concerto della mia vita è stato proprio quello del Simpatico Complessino al Palasport di Perugia per il tour di Eat the Phikis. Eravamo in 3, tutti brufolosi, accompagnati dal padre di uno di noi che ci aspettò fuori. Avevo il biglietto in tasca, a fine concerto non c'era più, caduto chissà dove e chissà quando: ancora ci rosico. Grazie per tutti gli anni di bella musica che ci avete dato!

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Ho troppi ricordi legati a voi, quindi sceglierò la tenerezza. Avevo 10 anni. Ero una bambina demenziale oppressa dall'universo. Amavo fare il giullare e la musica e guardavo Sanremo perché quello passava il convento. Vi ho visto apparire sul palco dell'Ariston ed è stato come vedere la Madonna. Al visagista delle dive truccatissimo ho iniziato a ridere come in gita scolastica e praticamente non ho più smesso. Ho passato il mese successivo a dire a mia madre "ti devo una pinza, ce l'ho nella panza". Grazie a voi ho avuto la fortuna di andare alle feste delle medie psicologicamente preparata e consapevole che si, facevano schifo. Poi ho iniziato a suonare, e da lì ho iniziato ad apprezzare la vostra genialità nel trasformare la musica in metadiscorso musicale. Perché cazzo si voi non fate solo musica, ma Musicologia. E poi le risate, con gli amici, i concerti, i corti (ancora non riesco a dire "mazzo di chiavi" in modo normale). Troppa roba. Cari Elii, se foste stati una band anglofona stareste nei libri di storia di musica. Ma forse è meglio avervi avuti tutti per noi. Ah, poi nel 2000 è nata un'altra bambina demenziale, mia sorella. "MI CANTI SHPALMAN CHE SPALMA LA MERDA IN FACCIA?". So' soddisfazioni. Come la vostra inequivocabile vittoria sanremese. Vi amo e mi mancherete tanto. Ma almeno, al vostro ultimo concerto romano, sono riuscita a dire a Mangoni che lo amo. Con lui ci vediamo a Campovolo, con voialtri ci si vede nel Cristo.

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La data precisa non la ricordo comunque è stato il concerto alla festa dell’unità a campegine di reggio emilia con mangoni che faceva supergiovane ...mitici ...era il primo concerto in motorino

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Tour di Craccracriccrecr, Cagliari, galleria del Bastione, era il 2000 ed io avevo 14 anni. Il posto era strapieno ed io, ragazzino ancora poco sviluppato e bassottino, ero arrampicato su una colonna più grossa di me per riuscire a vedere qualcosa, affiancato da mio padre che mi aveva accompagnato. Ogni cinque minuti dovevo scendere, riposarmi, ed accontentarmi di ascoltare senza vedere nulla. Un addetto alla security, probabilmente scambiandomi per un bambino vista la mia stazza irrisoria, mosso a compassione mi chiama a sé e mi fa passare oltre il cordone che delimitava la zona vipsss a ridosso del palco. Così ho potuto godermi tutto il resto del concerto (la maggior parte) attaccato ai piedi di Elio, esattamente sotto il palco. Non sono mai più riuscito a vedere un concerto così da vicino, anche perché ormai uno spazio di sicurezza tra il palco e il pubblico viene sempre lasciato. Per il me quattordicenne fu una esperienza bellissima che ricordo ancora con emozione. Grazie sconosciuto addetto alla security.

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Siamo in quel di Rende (ridente cittadina della Calabria). Una banda di fave siciliane si imbarca verso la Calabria per andare a vedere il concertino in un piccolo stadio della città. Ricordo la bella musica ma anche la pioggia e il fango. Alla fine del concerto entriamo nel back stage (come le fave potevano fare allora senza prenotazioni, oboli o cazzi vari) parliamo un pò, poi il mitico Rocco ci invita a seguirli in albergo. Arrivati lì Elio sale in stanza quasi subito, mentre rimaniamo un pò a parlare con Faso e Rocco. Poi anche Faso va via e rimane soltanto Rocco con noi e il discorso vira su come lui abbia saputo della morte di Feiez mentre era in volo verso l'India. Il racconto è stato da parte sua raccontato col cuore in mano ed è stato davvero emozionante e toccante. Non scorderò mai quel momento e come Rocco abbia aperto la sua anima a degli emeriti sconosciuti. Però lui forse aveva intuito quanto noi avessimo amato Feiez e quanto quel racconto potesse essere da noi apprezzato. P.S. la data l'ho completamente inventata perchè tutto ciò è avvenuto davvero troppo tempo fà!

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Palastampa di Torino, finalmente era giunta l'ora di poter assistere per la prima volta ad un concerto dei miei idoli. Fremevo come non mai, riuscì pergiunta ad assistere alle prove. Fu un concerto memorabile con ospite Rocco Siffredi e donzelle... Fu il concerto dove girarono il video di El Pube! Io ero già una fava ormai da un anno circa, la fava numero 31. Al termine del Live riuscì finalmente a incontrare Elio, il cuore stava scoppiando dalla felicità e dalla emozione. Riuscì a strappargli una foto, un proto selfie, che ancora oggi ho i gradita e appesa alla parete della mia cameretta pitturata di grigio, il colore che preferisco... Oltre ad Elio conobbi il mitico Sergione, Faso, Cesareo, Christian e il grande Feiez. Fu una delle serate più belle di tutta la mia vita. Fu l'inizio di un'avventura che mi tenne legato al complessino fino a Barolo, passando attraverso a più di 50 concerti 22 anni di immutato ammore. Ho amato il Complessino come si può amare una compagna, un amico, un cucciolo. Vi ho vissuti intensamente tra Torino, Collegno, il Forum di Assago, passando dal Tangram, viaggiando a Crema, a Cortemaggiore, a Bergamo, a Roma, a Mantova, a Loano, a Bardonecchia, a Piombino, a Venaria, a Moncalieri, a Biella, a Salice D'Ulzio, al Propaganda per il NightExpress, a Milano, a Carmagnola...... Storie Tese da raccontare, amori vissuti da ricordare, emozioni da tenere nel cuore ed ore ed ore di musica per sognare grazie a Voi... E dopo anni ed anni di emozioni, anche se ora di anni ne ho 41, posso dire di essere ancora "Emozionatissimo io" dinnanzi a voi, così oggi come ieri Ivan Piombino, Pole Position, la Fava Nominata!!!!!!!!

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Mi ricordo il primo vostro concerto al quale ho assistito. Al SGT. Pepper di Sampierdarena (Genova). Ai tempi di Elio Samaga Hukapan Kariana Turu. Eravate stati bravissimi

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Ricordo una cassetta abusiva registrata e passata sottobanco in terza superiore. Ed eravate voi. Non so da dove siete sbucati fuori, forse da qualche fratello maggiore ma siete stati una folgorazione. Vi ascoltavo di nascosto e ridevo e ancora non capivo quanto musicalmente eravate geniali. e poi finalmente anni dopo a un post concerto al Carlo Felice di Genova vi ho conosciuto dal vivo e non mi avete deluso neanche come persone: semplici umili disponibili e simpatici!

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il ricordo più caro è legato alla mia nonna: stavo trascorrendo le mie vacanze natalizie giù a Caserta da mia nonna ed ero in sala ad ascoltare e a cantare a manetta born to be abramo. ad un certo punto mia nonna incomincia a cantare con me, ma ad un certo punto si interruppe e mi disse: "Luca, ma la musica è diversa, va troppo veloce"! quel giorno scoprii che il testo di born to be abramo non era nient'altro che una (anzi due) canzone di chiesa! resta cun meee signore la sera... ????

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Concerto dell'allegro Complessino alle Terme di Riccione, folto pubblico pagante ma spazio ampio per cui mi posiziono centralmente davanti al palco.. Fuoriescono dal palco alcuni alberi..in particolare un pino spelacchiato proprio al centro. Elio entra e polemizza immediatamente con alcuni fans dopodiché si nasconde dietro l'albero per i primi 5 minuti di concerto : fuoriclasse!

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Era circa il '92 quando la mia amica Nathalie iniziò a canticchiare il "vitello dai piedi di balsa"...mi passa la cassettina inizio a conoscervi...nel settembre '96 concerto al Forum con lancio di reggiseno...che figata salire sul palco con voi! A quel concerto sono venuta con le mie amiche e un amico...che poi è diventato fidanzato e marito...insieme siamo venuti a un po' di concerti...nel 2010 in piazza a Rho con la nostra bambina di 1 mese...ultimo concerto indimenticabile Forum dicembre 2017...e a Natale cantiamo fortissimo ZENZERO con le nostre bambine! Siete unici!

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Era la sera delle elezioni, 14 aprile 2008. Berlusconi contro Veltroni. C'erano la Case delle Libertà e Casini. C'era ancora Bertinotti con la Sinistra Arcobaleno. E niente, pomeriggio da ventenni studenti universitari in laboratorio di fisica con radio sintonizzata sullo spoglio elettorale. Come d'abitudine, ecco manifestarsi il solito disastro della sinistra, che già allora aveva una buona tradizione di batoste, da cui non è più uscita. La consapevolezza dell'andare incontro ad un nuovo Governo Berlusconi (3?) andava di pari passo con l'attesa di andare all'ennesimo concerto di Elio. Ci si reca al verso il luogo del concerto in modalità affranta, coi tipici discorsi da elezioni perse. Concerto al mitico Rolling Stone di Milano, forse l'ultimo anno di attività prima che chiudesse. Studentessi era appena uscito e lo potevi acquistare col giornale, forse. Ricordo costasse poco. Solito ammasso di persone, fuori, in attesa dell'apertura dei cancelli, pronta a prendere posto all'interno. Solite chiacchiere da pre-concerto di Elio. Chissà quale sarà la scaletta? Ma secondo te la faranno Cateto? Sicuramente non faranno Alfieri. No quella non la fanno mai. Ad un certo punto, mentre si è lì davanti si materializza lui. Mangoni. In ritardo. Chiuso fuori. Sempre bello come il sole, probabilmente appena uscito dall'ufficio, pronto per esibirsi. Ma gli altri, che siete voi, e che siete un po' stronzi, non lo fanno entrare. Quante risate. Mangoni assaltato da una folla in visibilio che chiede foto. Ne ho fatta una anche io. Qualità sgranata di un Nokia di 10 anni fa. Alla fine si entra, Mangoni compreso. Pubblico mogio per la sconfitta con Elio che chiede ogni chi dei presenti abbia votato per Berlusconi. Maccio Capatonda nascosto tra il pubblico, forse era il periodo del video di Parco Sempione? Ad un certo punto tutti capiscono che gli Elii avevano già visto tutto, già sapevano cosa sarebbe successo alle elezioni. Era già tutto lì. Tutto già scritto. Valutando i risultati della sfida endopolitica Si scopre la verità: vince il büs del member. Il buchino delle libertà Buco con il membro intorno

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Erano i primi anni 90 ed ero in ferie al mare. Un giorno un ragazzo della compagnia porta questa cassetta copia di una copia di una copia. Amore a primo ascolto. Di live ne ho visti tanti, per passione e per lavoro. Ma quelli a cui sono più legata sono i due dei quali conservo ancora il biglietto. Con gli autografi, e l’impronta dentale, chiesti con emozione a mille. Elii tornate insieme!!!

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Ricordo quando da piccola non capivo come mio fratello potesse essere pazzo di questo complessino che diceva le parolacce. Poi, intorno all'età delle medie, capii. Ed è qui che iniziano i ricordi. Ricordo quando, sempre mio fratello, mi portò al primo mio-vostro concerto, al tributo a Frank Zappa a Sarteano. E che, arrivati molto in anticipo, mentre gironzolavamo per il festival, vedemmo Rocco e Feiez in cazzeggio dietro le transenne. E che non credemmo ai nostri occhi quando vedemmo Rocco salutarci alzando la mano... Poi capimmo che aveva notato la maglietta gialla da Phava di mio fratello. E non credemmo ai nostri occhi quando Rocco si avvicinò e venne a parlare con noi, invitando anche Feiez. E Rocco ci regalò dei gadget. Io presi un astuccio con matite "Elioelestorietese". Bellissime. E vi prego di apprezzare il mio sforzo, da toscana, nel chiamarle matite e non lapis. Vabeh. Ricordo perfettamente ancora il momento in cui un mio compagno di classe mi ruppe una delle matite, giustificandosi con "stupida tu a portarli a scuola!". Stupida io? Stupido tu a non... non... stupido!!! ... Vabeh. Ricordo Sanremo e la folgorazione di quella canzone e mio fratello che era fuori con gli amici e tornò a casa e mi disse che aveva sentito solo il finale Charleston della terra dei cachi e che non gli sembrava un granché e io invece gli dissi "NO, NON PUOI Capire, LA CANZONE È BELLISSIMA ED È STATO UN MOMENTO STORICO!" e lui poi vi sentì per bene il giorno dopo e disse che avevo ragione. E ricordo quel momento. Sì. Al telegiornale dettero la notizia. Eravamo a pranzo a casa, quindi cos'era, sabato? Domenica? Un giorno brutto, in ogni caso. Ci guardammo, io e mio fratello, sconcertati, con la forchetta a mezz'aria, e mio mamma che chiedeva "lo conoscevate?". Potrei ripetere parola per parola il vostro comunicato stampa che venne letto dal giornalista. E sì che io non ho una buona memoria... Ricordo che in gita di classe la vostra cassetta veniva sparata a palla nell'autobus e cantata a squarciagola dalla classe, eccetto che dal professore, che ci chiese cosa ci trovassimo in questa musica. Ricordo la cassetta in cui registravo Cordialmente, perché io a una cert'ora mi addormentavo... E così nelle sere successive potevo riascolarmi la parte che mi ero persa durante la diretta. Poi la cassetta la sovrascrivevo con la registrazione della puntata successiva, perché, va bene essere fan, ma mica mi avete mai dato una lira, voi. Solo quell'astuccio e quelle matite, mi avete dato. E tutti i concerti in Toscana, che non ho mai saltato. Ricordo bene quando, a Cordialmente, Mangoni lesse un saluto del mio ragazzo e decise di dedicarmi una canzone durante il suo "Karaoke", trasformando Immensamente Giulia in Immensamente Sandra, in mio onore. E ora quel ragazzo è mio marito. La lunga mano di Mangoni ha potuto anche questo. Che poi quel ragazzo, all'inizio, si stupì quando si rese conto che sapevo a memoria le vostre canzoni molto più di quanto le conoscesse lui.E quando con lui venimmo al concerto a Firenze, e arrivammo presto. E mentre gironzolavamo, anche qui, ci fermammo curiosi a guardare il lavoro dei tecnici. E voi saliste a fare il sound check. E noi eravamo nel pubblico insieme ad altre, boh, 10 persone in tutto. E sì, gli Elio, prima del concerto, fanno il sound check, evidentemente. Che-sto-ria. E quando, dopo aver pensato per 20 minuti a qualcosa di brillante da dire a Faso, mi avvicinai per fare una foto con lui al grido di "Io ti adoro!". Chiedete a Faso, lui se lo ricorda senz'altro. Comunque io a Faso mando sempre baci alla fine dei concerti, perché alla fine riesco sempre ad arrivare alle transenne. Faso vi potrà senz'altro confermare anche questo. Insomma, se c'è una cosa che ho imparato, è che, se arrivi ai concerti di Elio arrivi presto, succedono cose belle. E poi niente, io al concerto a Firenze del tour d'addio non ci volevo venire, perché un po' ero arrabbiata e poi sapevo che avrei pianto. Poi ho cambiato idea e il giorno stesso sono venuta. E sì ho pianto. Vedrete che Faso vi potrà confermare tutto. Poi che altro. Ricordo che la cassetta della dedica con Mangoni non l'ho mai sovrascritta, ma se non mi ricorderò mai di riversarla in digitale, a un certo punto si rovinerà. I ricordi sono così, alcuni sono belli, alcuni bellissimi, alcuni memorabili, e questo può voler dire sia ricordi brutti, sia ricordi belli. Alcuni possono rovinarsi e allora eccomi qua li riverso che li riverso in digitale. Sapete cosa non ho mai dimenticato di ricordarmi? Di battere le mani fino all'ultima nota di tapparella. Quando agli altri iniziano a fare male le braccia, io mi sento una figa. Se chiedete a Faso, vedrete che ve lo confermerà. Forza panino.

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Di ricordi legati a voi ne ho un'infinità. Il ricordo della foto risale a (credo) giugno 2003 quando per la presentazione di Cicciput vi siete finti commessi di un negozio di dischi di Milano e avete autografato le copie di chi comprava il vostro disco! Ma il bello è che inizialmente la gente non vi riconosceva o magari vi riconosceva ma faceva finta di niente! Però in realtà ne ho mille di ricordi. La prima cassettina, quella del primo vostro album, me l'aveva registrata un mio compagno di classe (era di suo fratello). Da lì è nato il mio amore nei vostri confronti... Altri ricordi preziosi sono: "Nessuno allo stadio" vista per la prima volta in TV in un programma musicale... Io ricordo "Un disco per l'estate", può essere? Però su internet non ne trovo traccia... Eppure me lo ricordo, impossibile dimenticarsi, eravate così diversi da tutto il resto. Poi ricordo Elio a Mai Dire Gol con la maglietta del Bogumil. Ricordo "Il vitello dai piedi di balsa" mandato a rotazione nella radio del mio paese (quando ancora c'erano le radio locali...). Ricordo le voci di Elio e Faso nei doppiaggi di Beavis & Butthead e ricordo che sempre per le loro mitiche voci mi ero procurato il DVD di Terkel In Trouble. Ricordo un concerto bellissimo in una trasmissione di MTV, la trasmissione credo fosse "Sashimi" e all'epoca eravate in gran forma dal vivo. Dopodiché avevo l'età giusta per i vostri concerti e me ne son goduti tanti. Tra tutti, il capodanno 2000 a Novara. Ricordo la difficoltà a reperire il vostro cofanetto "Perle ai porci" in un'epoca in cui il commercio su internet non era una cosa facile. In tempi recenti ricordo il Carroponte quando Rocco Tanica è tornato sul palco per una canzone. Vabbè, ne avrei altri 100 miliardi di ricordi belli. Non vi dico "continuate così" perché a quanto pare avete progetti diversi per il futuro... Ma finché ci siete stati, siete stati grandi!!! E son diventato adulto grazie a voi. Grazie di tutto...

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Pavia di Udine, sagra delle pere. Credo 2005. Non la vostra prima partecipazione, quella fu la volta in cui Elio diede dei portoghesi a quelli arrampicati sui muretti, benché l’ingresso fosse gratuito. La volta a cui mi riferisco io era successiva. Seguii con pathos e ammirazione tutto il check: l’ascolto forzato del vitello era “Piattaforma” eseguita per intero. Poi cadde il cielo. Io e quei 20 superstiti rimasti sperammo fino all’ultimo nel miracolo, sotto l’implacabile diluvio friulano. Dopo più di un’ora, forse quasi due, il concertino saltò. Gli Elii amichevolmente si prestarono a scambi di battute, per di più cazzate, come era lecito aspettarsi, con i comuni mortali oltre le transenne. Con le scarpe piene di humus e il cuore pieno di gioia tornai a casa e per settimane non mi uscì dalla testa quel soundcheck. Non scrivo mai al passato remoto, ma fa Amarcord. Vi vi un m di bi

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In seconda media (1989) un mio compagno mi passò una cassettina registrata non so da dove, senza titolo. Ricordo i crampi allo stomaco dal ridere ascoltando il messaggio satanico OZREHCSEHC, il complessino che canta nel lontano Oriente, l'innovazione tecnica dal Canada e tutte le canzoni di quell'esordio memorabile. Da allora non vi ho mai lasciati, siete stati la colonna sonora della mia vita, tra dischi, concerti, radio, corti, libri, puttanate e chicche assortite. Al liceo si rideva con la faccia di legno, all'università con il sugo bolonnaise, al dottorato con gli asceti. Siete i destinatari di uno dei GRAZIE più grandi che mi sento di dare nella mia vita.

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Credo fosse l'inizio del 1988. Era sicuramente uno spettacolo organizzato da Radio Popolare in un teatro milanese (il Nazionale?). Allora ero uno studente di filosofia e, lo ammetto, non vi conoscevo. O meglio, vi conoscevo solo di nome. Comunque, ho questo ricordo che mi si è impresso nella memoria. Sono seduto tra il pubblico, viene annunciato il set degli Elii e comincia questa canzone che parla di un astronauta, o almeno così me la restituisce la memoria. Io ascolto con attenzione crescente il testo e a un certo punto comincio a ridere, ridere, ridere: una cascata interminabile di risate che ha reso il ricordo di quella serata delizioso. Insomma, avevo sperimentato una specie di estasi da buonumore che è una roba micidiale - meglio di qualsiasi estasi sintetica - e che ho riprovato dopo di allora ascoltando canzoni speciali come La terra dei cachi, Tapparella o Dannati forever. Quell'anno l'estate l'ho trascorsa in Irlanda. Una sera a Besfalt ho cenato con tre amici in un pensionato universitario. La situazione nella città era tesissima per via del conflitto tra cattolici e protestanti che era allora violentissimo. La tensione terribile della giornata favoriva il cameratismo e la seconda cosa che non ho dimenticato sono proprio le risate che ci siamo fatti attorno a quel tavolo parlando di voi e del vostro umorismo surreale. Un'altra estasi comica di cui vi sono debitore. Grazie!!!

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Il cd ‘del meglio del nostro meglio vol.1’ mi ha accompagnato per tutti i 10 mesi del militare!

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E niente.. vi seguo da quando ero alla festa delle medie..ma il ricordo che voglio lasciarvi è legato alle mie 2 bimbe: Lia 6 anni e Vittoria 3 anni.. ed entrambe sono state vostre spettatrici al settimo mese di gravidanza: prima al palatenda a Brescia (17/03/12) e poi in Piazza Loggia sempre a Brescia (07/09/15)..perché questi giovani bisogna formarli da subito!!! Insomma fate parte della famiglia. Grazie di tutto!!!!!

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Avevo 11 anni nell’estate del 1992 quando ero in villeggiatura con la mia famiglia in una amena località della riviera romagnola. Ricordo nitidamente la mia prima volta perché avvenne in modo casuale, inaspettato e un po’ assurdo. Senza alcuna ironia, ero in bagno e leggevo TV Sorrisi e Canzoni (perché c’erano i testi dei tormentoni estivi) e la radio accesa passò “Il Vitello dai Piedi di Balsa”: ne rimasi letteralmente folgorato. Nei giorni successivi feci di tutto per saperne di più quel pezzo (non trovai su TV Sorrisi e Canzoni) che per me poco più che bambino, ancora senza un’identità musicale precisa ed un gruppo preferito, era qualcosa di straordinario e magico, come uno “Stargate” per un mondo nuovo ed inesplorato; piano piano collegai tutti i tasselli del puzzle che mi portarono agli EelST, scoprendo ben presto che erano gli stessi del “Pippero” che a loro volta erano quelli di quei manifesti della mucca con i piedi, che proprio in quelle settimane vedevo affissi lungo qualche strada del mare. Nel giro di qualche settimana, anche grazie ad un cugino di qualche anno più grande, riuscii ad impossessarmi della cassetta di “Italyan, Rum Casusu Çikti” che ascoltai tantissimo, anche se non capivo molte cose.

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Oggi ho 40 anni e quando vi conobbi la Terra dei cachi fu un vero missile in mezzo alla mia testa di innocente ragazzino. In quelle serate sanremesi piano piano vi ho amato e non vi ho mai più lasciati. Ho letto circa 500 libri ma voi più di tutti mi avete insegnato che l’intelligenza più brillante può trovare posto nell’ironia. A marzo di quest’anno nascerà mio figlio e voi farete parte della sua vita. Sappiatelo.

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La 12 ore di Elio... E ho detto tutto

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Ero in prima superiore e stavo con la piu bella della scuole (lei in terza media stava con me perche ero piu grande) la sua amica mi corteggiava tantissimo anzi tantissimissimo e mi procuró attraverso lo zio tutti i dischi degli Elii cercava ogni scusa per stare con me ma ero fidanzato e passavo i pomeriggi a limonare tantissimo. Grandi ragazzi. Ps forza panino

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Correva l'anno dei miei 13 anni quando ancora andavo ai campiscuola dell'Azione Cattolica. La notte tutti in camerata parlavano, io cantavo tra me e me Tapparella, i miei compagni di camerata non capivano ma ridevano lo stesso! Erano gli anni che cantavo a pappagallo "Il Meglio del Nostro Meglio"! :-D

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Ancora giovine ragazzina adolescente vidi il video di “Abitudinario” su Videomusic (mica ‘ste robe moderne come MTV). Fu amore. Cominciai a cercare tutte le informazioni che potevo (non c’era l’Internet) e finalmente riuscii ad entrare in possesso dell’LP. In quel periodo una radio locale chiamava ascoltatori per fare un’ora di trasmissione potendo presentare una scaletta, io andai: non vi conoscevano. Non ho più ascoltato quella radio. Seguì il tour del Pipppero, fu il mio primissimo concerto in assoluto (ero sotto al palco, Piazza Grande a Modena) e comprai anche la mia primissima maglietta di un concerto: la conservo ancora gelosamente, ovvio. Poi tutto il resto, siete il gruppo che ho visto più volte dal vivo e i musicisti migliori che ho sentito suonare (venni anche a Torino in occasione di un vostro tributo a Frank Zappa)... insomma, degli amici virtuali prima di facebook. Grazie al simpatico gruppetto ho conosciuto artisti che diversamente forse non avrei mai ascoltato e anche per questo vi ringrazio. Potrei continuare all’infinito circa esperienze e aneddoti, ma poi avvalorerei la teoria che le donne son prolisse. Concludo quindi ringraziandovi per tutte le risate, le canzoni, le esperienze ecc che grazie a voi Elii ho potuto vivere. Grazie PS forza Panino PPS vaffanculo a te che, dopo avertelo prestato per diffondere il verbo, non mi hai restituito il mio primo LP degli Elii, non ti perdonerò mai.

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L’ovino di Feiez del raduno fave a Crema. ci gioca mio figlio di 4 anni .

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Discoteca Kiss Kiss di Napoli, tipo max 85 persone, complessino in palla, molto fumati, reattivissimi a qualsiasi malaparola in dialetto tipo bucchì - 'a mmèrd'- ecc. e soprattutto Elio e io ancora con i capelli.

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Ricordo come se fosse oggi ..... facevo il secondo superiore , anno 2003/2004 , chiesi ad un amico del terzo se aveva musica nuova ... ci scambiammo dei cd, robaccia ... poi un giorno mi disse eppure un gruppo che potrebbe piacerti c’è ... mi propose Elio e le storie tese ... non sapevo nulla di voi ... infatti risposi nel modo più banale in cui potevo rispondere ... ma chi Elio e le storie tese ? Quelli di Italia si italia no ? E lui si ... tranquillo ascoltali sono forti ... e io va beh proviamo ... Inserì il cd ovviamente masterizzato nell’apposito lettore ... e tutto d’un tratto ... toc toc chi è ? Il merlo che fa me , la come il merlo che fa me , e già ... troppo facile pensai io .. e chi te l’ha raccontata ed ecco che il coro delle voci bulgare grida Elio e le storie tese ..... da quel giorno ... tutto é cambiato ... in brevissimo tempo siete entrati nella mia testa e non ci siete più usciti ... mi avete dato tanto , E per sempre resterete il mio gruppo italiano preferito ... ps ovviamente la mia collezione attuale oggi è costituita solo da cd lp mc originali , ho tutti i vostri gadget , non solo le statuette vostre , ho contattato anche il tizio che ve le ha fatte, dalla sicilia sono andato a Milano e mi sono fatto immortalare e riprodurre in 3d, più vip package, ho cenato con voi, salito sul palco con voi, nel backastagr con voi, per le prove nei concerti sempre con voi ... più stampe piu tutto quello che mettete in vendita , se è in vendita io c’è l'ho ... vi adoro per sempre fedele Mike

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Quando è uscito "Eat the phikis" io ero in seconda media ed ero uno dei piu sfigati della classe. "Tapparella" mi ha salvato la vita... FORZA PANINO!!!!

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Il primo concerto della mia vita è stato Roger Taylor dei Queen ma il secondo è stato di Elio e le Storie Tese, quando avevo 15 anni. Ne ho visti tantissimi,almeno 30. Credo fosse il 1997 o giù di lì quando siete venuti a Vicenza per il primo maggio. Avete suonato in un enorme tendone dietro a quello che era il centro sociale in un'area che adesso non esiste più perché ci hanno fatto sopra un orribile teatro in stile moderno. Io avevo la maglietta gialla con scritto Mangoni che avevo comprato qualche anno prima e che ho ancora. Con i miei amici siamo arrivati prestissimo per stare proprio sotto il palco. Ci siamo visti tutto quanto il concerto a forse due metri da dove suonavano e a un certo punto ricordo ancora che inaspettatamente è arrivato Skardy dei Pitura Freska sul palco. Dopo il concerto sono rimasto ad aspettare. Avevo dei block notes per farmi fare degli autografi e li ho avuti tutti, compreso Mangoni. Ricordo ancora quando Feiez mi ha stretto la mano e con un sorriso mi ha fatto una firma. Ora quegli autografi non ci sono più, da un po' qualcuno me li ha portati via e chissà che fine hanno fatto ma il ricordo del concerto e dell'aver avuto uno scambio con gli Elii, fosse anche solo per un istante, no. Ormai ho 38 anni ma gli Elio e le Storie Tese sono uno fra i pochissimi gruppi che non smetterò mai di ascoltare. Non ci siamo mai conosciuti 'sul serio' ma è come se fossero dei cari amici con cui sono cresciuto e coi quali, anche se se non ti vedi più da tempo, ogni volta che ci si incontra è come se fosse passato un attimo.

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Luglio 2008, Misano Adriatico. Partiamo da Pesaro. Io vi avevo scoperto da circa 2 anni, ma stavo recuperando in fretta. Mi stavo divorando "Studentessi", ma anche tutto il resto... quanta roba avevate fatto, ma dov'ero io!?! Ma siamo ancora a luglio 2008: in macchina con due miei amici (una lei e un lui, che forse limonavano, forse no, ma di sicuro lei non mi si filava di pezza... ah, la servitù della gleba!). Come in un discutibile pezzo degli 883, ci perdiamo. Disperati, chiediamo indicazioni ma nessuno pare aver mai sentito parlare del posto in cui suonerete. In un ennesimo giro con poca benzina e ancor meno convinzione, ci passa davanti una Renault Espace... cazzo, ma quello mi è sembrato Sergio, lì dentro... vabbè, si sa che quando vai ai concerti ti pare di vedere i musicisti ovunque, è l'eccitazione del momento, ma va'... Passa un'altra Espace. Dentro ci sono Mangoni e il Civas. Stavolta li abbiamo visti tutti e tre. Ci fiondiamo all'inseguimento della macchina e, come per magia, arriviamo nel posto giusto. Incredibile, come solo la vostra musica è stata. Grazie. PS: la foto non è di allora, ma del nostro ultimo incontro a Roma. Poco meno di un anno fa, e già mancate così tanto.

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Una delle canzoni del video del mio matrimonio. Io e il mio consorte ci eravamo stufali di vedere video melensi e strappalacrime abbiamo messo voi! Ciao!

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E vedi che è impossibile concentrare in un ricordo quando la tua vita è stata scandita dalle note dei nostri amici: scuola, prime ragazze, ingresso nel mondo del lavoro, maturità, matrimonio/convivenza fino ai cori dei tuoi bambini che approcciano con la canzone mononota, vincere l'odio, arrivedorci e via dicendo. Quindi il ricordo è un ricordo fresco, freschissimo, ma l'unico veramente triste: la serata iniziale di Sanremo 2018 con EELST ingessatissimi, tesissimi fino alla parata finale di "Arrivedorci", il profilo furbo di Faso, la mascella serrata di Elio, gli occhi al cielo di Janto, la maschera di Christian, fino all'emozione di Cesareo che abbassa lo sguardo. Quello sera ho pianto. Vi vogliamo bene.

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Niente figli, niente moglie, niente debiti, niente colesterolo, niente disfunzione erettile ma voi già eravate con me. In effetti eravamo insieme già dagli anni 90, nel senso che voi eravate nella musicassetta dentro alla mia autoradio AIWA a cantare e suonare ed io guidavo. Oggi mi manca la vostra verve ingenua e spregiudicata, un po’ meno la vostra ormai saccenza da palcoscenico. Peró so anche che è grazie a me e alla mia storia che avete scritto la canzone “Tapparella”, sennó come facevate a descrivere così nei dettagli la mia festa delle medie? Mmmmmuaaa!!!

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Clinic breve demo session piatti Sabian presso Boschello music store Mirano(ve)

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Premetto che vi avrò visto credo almeno una trentina di volte a star stretti, dal tour nello stadio del baseball a rimini ( fu la mia notte prima degli esami, ho una foto con faso e me la sono fatta fare da jantoman) ai concerti con olmo, al tour con Bisio, alle altre decine di volte sparse in ogni dove, fino all’arrivedorci Tour . Ma il mio ricordo più bello e’ il primo vostro concerto che ho visto aprile 98 se non erro o forse era il 97 ma poco cambia, lo street club a rimini. Un concerto fenomenale, io e i miei amici alla tenera eta’ di 15 anni. Ricordo ancora le chiacchiere fatte con feiez alla fine del concerto, una persona meravigliosa. Ecco il mio ricordo più bello, anche se ogni concerto a suo modo troverà sempre un pezzo nel mio cuore.

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Non avevo ancora compiuto 15 anni che fui attratto dalla vostra copertina di Craccracriccrecr in un piccolo negozio di paese. Sapevo solo che eravate "forti" e "facevate ridere" perché mio fratello, classe 1970, aveva altri vostri dischi e ne parlava spesso. Io conoscevo solo la terra dei cachi. Comprai il cd. Era il secondo disco che compravo "da solo" nella mia vita. Il primo fu una compilation di Battisti. Arrivai a casa e lo misi nel mio stereo nuovo fiammante. Arrivato alla canzone "Beatles, Rolling Stone e Bob Dylan" però ci rimasi male: Sul libretto c'era scritto il testo " ... Il quale disse loro che ne dite di suonare in un complesso e di chiamaci Bob Dylan". Purtroppo dalle casse però non uscirono le parole che stavo leggendo... ma un suono strano :"wuawuawuauauwa". Lo riascoltai... Ancora... Ancora... Non capivo... Riportai il cd alla negoziante spiegando il problema.... Mi rise in faccia dicendomi "Loro sono così, sono matti... Li capirai col tempo, sei piccolo" Da allora sono cresciuto inseme a voi e grazie a voi... E se faccio il comico è anche colpa vostra.

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Primo bacio, prima ragazza, primo grande, grandissimo amore. Colonna sonora? Oscar Rafone, la raccolta video in VHS di Elio e le Storie Tese. Conoscevo già gli Elii, avevo da poco acquistato Made in Japan e da piccolo mio fratello mi aveva instradato con le mitiche cassette (oltre ad avermi, fortunatamente, costretto a guardare quegli strani signori vestiti e dipinti di grigio che cantavano quella simpatica canzone a Sanremo '96). Da quel giorno, nulla mi è sfuggito di presente, passato e futuro. Per un milanese come me è speciale poter dire di essere concittadino del mio gruppo preferito. E quel ricordo, con "Servi della gleba" in sottofondo, resterà per sempre con me! Anche se dopo circa un anno io e lei abbiamo dovuto dirci Arrivedorci....

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Alla presentazione dei libri Animali Spiaccicati e Fiabe Centimetropolitane alla Casa dello Studente ad Azzano Decimo (PN), io e gli Spermalosi abbiamo aspettato Elio all'uscita egli abbiamo suonato il nostro arrangiamento per fiati di "Born to be Abramo", diventato "Born to be Spermaloso". C'era molta emozione nell'aria...

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Il mio amico Cecchi che arriva a casa mia con una registrazione su cassetta di un “concerto” fatto a Corsico, in quella data Rocco era ammalato e veniva sostituito dalle basi registrate, che puntualmente venivano ringraziate come parte del gruppo da Elio

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Vi ho visti in concerto quattro volte, poche ma neanche troppo considerando che ho solo 21 anni. Tramite alcune apparizioni in tv e successivamente tramite lo spettacolo con Bisio in DVD vi conobbi molto presto, ma fu nel 2008 (anno in cui iniziai le scuole medie) che iniziai ad ascoltare diversi pezzi con più coscienza. Coscienza che era comunque poca, visto che l'età non mi permetteva di comprendere parecchie cose. Nel 2009 uscì Gattini, e un giorno feci sentire ad un mio amico "John Holmes": la reiterata pronuncia della parola con la p (per non dire pene) suscitò non poca ilarità. Pochi mesi più avanti, una supplente di musica che da lì a poco non avremmo più rivisto ci diede il compito di portare un disco contenente la nostra canzone preferita, che avremmo ascoltato nella canzone successiva. Il mio amico mi sfida a portare John Holmes. Accetto e masterizzo Gattini (spero che il reato sia in prescrizione) senza troppa attenzione, poi arrivò il giorno fatidico: tocca a me, inserisco il disco nello stereo e subito mi pento. Immagino le risate che da lì a poco avrebbero probabilmente pervaso l'aula ma immagino pure l'incazzatura della prof. Mi pento ma non mi tiro indietro per non rinunciare alla sfida con il mio amico. Però la traccia, in mezzo alle altre (non sono in ordine) non si trova. Dopo aver passato 5 minuti a cercarla realizzo che nella masterizzazione l'unica ad aver riscontrato un problema è stata proprio John Holmes. Penso per un secondo ad una canzone sostitutiva ma no, anche le altre sono abbastanza equivoche. Ancora oggi mi chiedo cosa sarebbe successo.

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1992 mia sorella torna a casa con una musicassetta con sopra l'immagine di quella che era una mucca con dei piedi... Incuriosita l'ascolto, ascolto, ascolto senza più smettere. Poi un giorno, nel 2017 mi imbatto in un ominide che vi ama quanto me e fare 6 concerti da dicembre a giugno è stato un attimo. Il 30 dicembre 17 abbiamo prenotato un volo per Alghero partenza 31 mattina, direzione Castelsardo, voi eravate sul nostro aereo, ci disdicono la stanza prenotata e il gentilissimo albergatore ci trova un nuovo hotel, il vostro, abbiamo pranzato in tavoli vicini. Cenato nello stesso ristorante e preso lo stesso volo al ritorno. Tutto involontariamente ma, mi sono sentita una stalker. È stato il capodanno più bello della mia vita, coronato da un concerto al freddo ma pigiati si stava una meraviglia, foto con l'architetto, risate a crepapelle per l'imbarazzo e birra icnusa. Grazie di tutto!!!

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Per me voi Elii siete sempre stati un gruppo italiano come un altro,senza niente di particolare. Ah, l'incoscienza giovanile... La svolta arriva il 22 marzo 2018 quando, facendo zapping, trovo sul canale TV di RTL 102.5 un pomeriggio tutto dedicato a voi,per promuovere il tour d'addio. Un brano dopo l'altro,la mia curiosità ed il fascino verso di voi cresce sempre di più. Il giorno dopo sarei partita per un Erasmus nell'isola di Cipro,ed avrò sempre nella mente le immagini della campagna cipriota che scorre sotto i miei occhi dal sedile di un pullman,mentre dai miei auricolari esplode tutto l'album Italyan, Rum Casusu Çikti. Da lì in poi le mie giornate furono scandite al ritmo della vostra musica,fino al mio primo (e oramai unico) vostro concerto, la data di Napoli dell'Arrivedorci Tour di maggio. Avevo conquistato la transenna,e ancora non avevo imparato tutte le canzoni. Accidenti a me... Rimpiango di non aver vissuto la vostra carriera come si deve,avendo solo 19 anni, ma sto recuperando la vostra storia pian piano. Grazie di tutto Elii, siete il mio gruppo preferito,non mi stancherò mai di ascoltarvi. Sempre nel Cristo.

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Premesso che ne ho visti 4 di concerti tra Bari e Pordenone e S. Daniele del Friuli, ognuno di questi ha degli episodi particolari e ricordo per esempio quando al Politecnico di Bari fu chiesto alle ragazze di lanciare i reggiseni ed un ragazzo lanciò la maglietta e dal palco partirono dei cori contro il malcapitato, oppure al Teatro Verdi di Pordenone dove ero in vigilanza (sono un VVF) all'inizio del concerto tutte le persone anziane che avevano l'abbonamento stagionale scapparono via al solo sentire Burattino senza Fichi, lì poi ho avuto l'onore di conoscervi tutti di parlare con voi nella saletta dopo il concerto e di farmi autografare tutti i cd da tutto il "Complessino" fino a finire a S. Daniele dove il leit motiv era contro la Brexit ovvero: Inglesi magiate il vostro Pudding di merda che noi mangiamo il prosciutto crudo Italiano, poi tanti aneddoti che ci vorrebbe un libro. Bravi bravi bravi ogni concerto una storia a sé con dei grandi professionisti, vi adoro musicalmente parlando alla Signora Paola Folli tutta la mia ammirazione.

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La mia amica Lucy é arrivata nella mia classe in seconda elementare. La sua calligrafia non piaceva alle maestre, scriveva (e scrive tutt’ora) come se al posto della mani avesse delle zampe di gallina. Ma non era una gallina, anzi! Non mi ricordo bene il perchè, ma ci capitava spesso di passare i pomeriggi insieme a casa di sua nonna. La nonna pugliese della Lucy raccontava delle barzellette divertentissime, che ovviamente io non capivo. Mi ricordo che lei (la nonna), si sbellicava dalle risate e allora anche io e la mia amica Lucy ci sbellicavamo dalle risate. Uno di quei pomeriggi, tra merenda e compiti, lo abbiamo passato nella ex-cameretta dello zio della mia amica Lucy. Eravamo in terza elementare. Nel rovistaggio generale abbiamo rinvenuto una musicassetta, con una figura buffa in copertina. Era la copertina di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu (all’epoca non conoscevamo il singalese, per fortuna...). Perció mettete insieme due bambine stupidine di 8 anni e una canzoncina buffa che parla di secrezioni corporee. Abbiamo passato tutto il pomeriggio a mimare il testo di Silos e a ridere a crepapelle (fortunatamente abbiamo sorvolato su altre canzoni...) Da quel giorno, gli ELii non ci hanno mai abbandonato, conosciamo a memoria le vostre canzoni e parliamo tra di noi citando parti di canzoni. E continuiamo a sbellicarci, ogni volta. Concerti, prove imbucate di concerti, registrazioni di spettacoli TV e programmi alla tele, io e la mia amica Lucy c’eravamo. ...rileggendo quello che ho scritto sembra che la mia amica Lucy sia un’amica immaginaria. Invece vi assicuro che la mia amica Lucy esiste davvero, così come la nonna. E anche la nostra amicizia è vera e voi senza saperlo ne avete fatto e ne fate parte, amici Elii. Grazie, amici Elii per tutto quello che involontariamente avete fatto. Forza Panino.

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Ricordo distintamente il regalo che mio padre mi fece per il mio secondo compleanno. Una videocassetta si cui era registrata la vostra esibizione al festival dell’anno prima. Inutile dire che la guardavo almeno 439 volte al giorno e avevo solo due anni. Vi ho amato da quando praticamente ho memoria e non ci ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto innamorare della musica a 360 gradi. (e della batteria, grazie Christian, sei un amico!)

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Elio e le storie tese creatori di intimità: concerto finito tra sconosciuti in mutande... non è porno! #forzapanino

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Pontremoli, 5 agosto 2001... Invitai una ragazza al concerto, non poteva che essere speciale se cantava con me Cara ti amo...quella notte il primo bacio...e quest'anno festeggiamo dieci anni di matrimonio...

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Ragazzi, sono onesto, sono un classe 98' e fino al 2013 vi conoscevo, ma non avevo visto una vostra esibizione. Guardavo X-Factor dove Elio era giudice, e mi stava completamente sui coglioni, lui e i travestimenti. Ricordo di aver letto su una rivista il vostro nome per il festival ed ero pessimista, cosa potrà mai fare un cantante che odio con la sua band? E invece...sia la Canzone mononota (geniale) che Dannati forever sono tra le poche canzoni di quell'edizione che ho canticchiato in quella settimana (e continuo ancora oggi, anche nei karaoke nei villaggi), rappresentando di fatto l'inizio della nostra storia d'amore, cari Elii. Oggi infatti in macchina non mancano i vostri CD, e i cofanetti, e fin quando è pulita d'estate giro sempre con la T-shirt punk di colore bordeaux acquistata nella data di Napoli del Tour d'addio.

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caldo estenuante Villa Gordiani Roma, estate 1998 - posto insolito per concerti ma "riuscito" decisamente Beh...il concerto non iniziava mai...parte un motivetto elettronico di sottofondo 4/4 e la folla lo stigmatizza subito: "ciavete rotto er c..." entra Elio e spiega subito: "eh ragazzi ma per diecimila lire, ma che cazzo volete?" atmosfera giusta e risate a non finire...ma anche cabaret continuo, musica di altissima qualità, fine concerto finti almeno tre o quattro volte, Mangoni scatenato, quiz per la folla di Rocco Tanica (Herbie Hancock) e il mitico Feiez ancora fra noi...indimenticabile

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Era il 1987, scambio tra cugini, io a Varese per 2 mesi, mia cugina a Foggia. Avevo 11 anni e per 2 mesi con mio cugggino 14-enne iniziai a sentire questa cassettina simpatica... Vi incontrai all'univpm nel 2003 per la prima volta e strinsi la mano a Stefano in aula Magna ad Ancona. Mitici!!!!

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CD mp3 con sopra tutta la vostra discografia, rimasto incastrato nello stereo della mia Panda per ben due anni. Ogni spostamento, è stato fatto con il vostro sottofondo musicale: ogni giorno, tutti i giorni. Non c'era modo di farlo uscire. Mi piace pensare che quello stesso CD, stia continuando a girare per colui che, con perizia, mi ha scassinato l'auto e rubato lo stereo. Sing, my angel of music!

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Partimmo da Palermo io e il mio ragazzo e incontrammo mio fratello e altri quattro amici a Civitavecchia. Prendemmo la nave per la Sardegna, destinazione Stintino. Mio fratello, che viveva in Brianza da qualche anno, portò una musicassetta con la registrazione di un concerto e per tutta la vacanza cantammo Cateto, Silos e le altre canzoni di Elio e le storie tese!!!!

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Siete riusciti a purgare una brutta data con il mitico concerto al Carroponte. Una serata indimenticabile, in compagnia del mio amico Mauro (sì, quello che giocava nell'Ares e suonava il basso). Un grande amico...All'inizio pensavo di aver sbagliato gruppo, c'era David alla chitarra, ma poi il cantante Elio attaccò e....sciaooooo.....

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Sanremo 2016. Quinto Ripensamento. Io che cado dal divano dalle risate. Mia figlia, allora dodicenne, che non capisce (anche se già sapeva cosa pensassi di voi, già le facevo una capoccia tanta a forza di farvi sentire le vostre acrobazie). Bene. La sera stessa le ho mandato tre messaggi in sequenza su Whatsapp, da Youtube. Una versione della Quinta Sinfonia di Beethoven della Berliner Philarmonic Orchestra. A Fifth of Beethoven, da Saturday Night Fever O.S.T. Il video della vostra esibizione. Meglio di una verticale di Brunello. Poi, qualche mese dopo, al concerto, è rimasta perplessa a Essere Donna Oggi: "Ma questi matti, una canzone sulle mestruazioni???". Però fa la figa con le amiche sui gusti musicali che le ha instillato il padre... P.s. Successivamente ho aggiunto un pezzo intermedio, più o meno cancellato dalla storia: When I Get You Alone, Robin Thicke.

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Alle medie, fra il ‘96 e il ‘99 cantavamo sempre le vostre canzoni fra noi compagni di classe, davvero divertente, vi ascolto ancora con la solita passione. Gli anni delle medie sono stati stupendi, e voi siete legati a doppio filo a quei ricordi, grazie davvero per la vostra musica, per le vostre canzoni.

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Ho portato la mia ragazza di allora al concerto di San Valentino tenutosi alla discoteca Quasar di Perugia. Bhe! Non ci crederete, la discoteca non c’è più al suo posto un mega centro commerciale in compenso ho sposato quella ragazza!!! GRAZIE GRAZIE! Ricordo la parodia di Fiorello/FiorElio. Ciao!

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Nel 1988 avevo 15 anni, è stata la prima estate dove potevo “girare” tra i paeselli vicini a dove abitavo. Ho sentito per la prima volta Elione da una ragazza, Giulia, amica di compagno di pallacanestro. Era estate, il mio compleanno, e quei due mesi, giugno e luglio, sono il ricordo più bello che conservo, la libertà era una cosa nuova e all'epoca era ancora un mondo “semplice”, c’erano ancora i comunisti e Regan!

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Il cammino di Santiago è una gran fatica, ma ascoltando il vostro meglio, è stato più divertente. Abbiamo incontrato un sacco di gente che ci chiedeva: “ma state ascoltando Elio?”. Perché poi, di base, vi amano TUTTI! Grandi cantate strada facendo. Grazie a voi per la compagnia ❤️

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Così mi disse un amico una sera all'allenamento di Basket (1989) di una nota società milanese con sede dietro casa di Cesareo. Arrivai a casa, misi le cuffiette, schiaccia Play e "Carro" partì....(registrata con i 2 lati invertiti) il resto è leggeda... La prima visione fu con Cesareo in piazza Istria in una banca nel 1996 circa.. gli chiesi il mio primo autografo che aimè feci intestare (eravamo in una banca) alla mia ex..... Poi mi feci autografare Eat the Phikis alla Virgin a Milano da tutti, e poi il numero degli autografi di Cesareo arrivò a 4. Lo becco ogni tanto ad una nota fiera militare a Milano... FORZA PANINO

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Intorno a quegli anni mi capito' fra le mani un cd-rom con su un pezzettone di Rocco e le Storie Tese... ed fu subito cecita'.

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Tour con Bisio, Co(e)si se vi pare, estate 2005, Lecce. Il concerto finisce alle 11. Molte ore dopo, passata la cena e vari giri di amari, saranno state le 3 di notte, incontro Elio, con una donna, in una Piazza Duomo deserta. Gli faccio "Stefano, sei il mio idolo da sempre". E lui "Bravo, continua cosi'". E se ne va.

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ciao, sono Valentina delle fave pugliesi, e voi eelst siete nel mio cuore da molti anni. Mi avete fatto ridere e mi avete consolato nei momenti più bui:purtroppo ce ne sono stati, ma per fortuna c'eravate voi. I testi pieni di giochi di parole che a me piacciono, la musica mai banale e ricca di citazioni:da una band non chiedo di meglio, ma ugualmente questo meglio mi è stato dato, perché oltre ad essere grandi musicisti siete delle persone meravigliose.

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Vista la simpatia in famiglia per il complessino, il regalo di compleanno al figlio adolescente e' l'iscrizione al FAVE CLUB complice la Bolbo che, nonostante lo scarso anticipo,mi ha aiutato a rispettare i tempi. Il 12 settembre si sfoggia la t-shirt gialla al concerto di Oleggio con Feiez che nel sound ceck canta per intero il tango delle capinere...

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Avevo 12 anni ed i miei genitorigenito fuori. Con i miei fratelli più grandi mi accingevo ad esplorare quello che, in una famiglia sufficientemente bigotta, era il massimo del proibito: guardare la tv dopo le 9 di sera, ma sopratutto avere qualche probabilita' di vedere le donne nude. Sembrava che la trasmissione Lupo Solidarnosh avesse tutti i numeri per pestare duro sull'acceleratore del proibito. Ed il programma era una selva di personaggi avanti 20 anni tra il circo di Croda e il linguaggio pornogastrico di Patrizio Roversi che faceva ridere anche me a cui da poco erano scesi i testicoli. Mio fratello si accingeva a gustare un succulentissimo panino imbottito quando presentano un gruppo di milano il cui ritornello della canzone è una lista completa e senza filtri di tutte le sostanze secrete dal corpo. Un'apoteosi: il mio giovane animo impazzisce di fronte a quel crudo umorismo e mio fratello abbandona schifato la consumazione del panino. Da allora e' stato amore completo. Grazie Elii a uno a uno.

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1999. A 7 anni, ogni volta che entravo in macchina, avevo un'unica richiesta: "papà, metti la canzone della Bulgaria?". Era la traccia numero 12 di un disco contenente singoli italiani, credo. Per dieci anni siete stati dunque "quelli del Pippero", nulla di più. Ma a 17 anni, la svolta: lascio il mio ragazzo, entro in crisi e un mio caro amico, esaurito dal mio insopportabile melodramma adolescenziale, mi fa ascoltare "Cara ti amo". Colpo di fulmine. Da quel giorno fate parte della mia quotidianità e non ho mai smesso di amarvi. Non posso che esservi grata: ho riso come una pazza, ho cantato a squarciagola ai vostri concerti e mi avete pure fatto versare delle lacrime quando avete preso la decisione di lasciarvi. Siete Poesia. Grazie!

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Fatto un centinaio di km x assistere ad un vostro concerto a Cortemaggiore (PC) e trovarsi Feiez al bar del locale. Non sapevo cosa dire/fare. “Un idiota” avrà pensato lui, perché mi uscì solamente un “bravissimo”. Ed in effetti mi sono sentito tale. “Grazie” avrei almeno dovuto aggiungere!

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Di ricordi ne ho tanti, da quel giorno che il tormentone "Italia sì Italia no" è entrato prepotentemente nei miei 14 anni e io e un mio amico facevamo a gara a chi riusciva a trovare più canzoni nuove (anche se spesso erano più vecchie), cosa che in una piccola città del centro e prima dell'avvento di internet non era così facile. Il ricordo più significativo però riguarda la gita del 4° superiore. Stavo in una classe di stronzi, non avevo praticamente nessun legame con nessuno, ho girato la Toscana per 3 giorni con il mio walkman alla cintura, una manciata di pile AA e le cassette pirata di Italyan, Rum Casusu Çikti, elio samaga hukapan kariyana turu, peerla e esco dal mio corpo e ho molta paura (non ho portato via nessun sasso dalla Toscana solo perché all'epoca crozza non mi aveva ancora detto di farlo...), mi ricordo ancora le risatine di quelle facce da culo dei miei ex compagni di classe quando alla loro domanda "cosa stai ascoltando?" io rispondevo "elio e le storie tese"...in quei momenti mi sentivo proprio come l'amico catoblepa, tanto che oggi è diventato il mio nick su Instagram. La vera magia però è che da poco ho conosciuto una ragazza più giovane di me ma innamorata di voi quanto me, anche a lei avete stravolto la vita. Non so se diventerò mai il suo uomo col borsello o se sarò soltanto il suo servo della gleba, di sicuro però io le V.U.M.D.B.

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Anno 1990, avevo 7 anni, il fidanzato di mia sorella venne a casa nostra e portò un CD da fargli sentire, per la prima volta ascoltai le canzoni silos e cassonetto e subito pensai: "che canzoni buffe, e che nome strano ha questo gruppo, mi piace! Chissà come sono". Sei anni dopo, mentre stavo sfogliando TV sorrisi e canzoni vidi la vostra foto e pensai:" sono loro!" é stato come un colpo di fulmine e da allora non vi ho più lasciato, mi siete sempre stati vicini.

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Il secondo album di EEST uscì nell'anno più felice della mia vita , un estate irripetibile , magica .

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La storia inizia a Marzo 2015, durante le mie giornate da quindicenne sbarbatello a sentire musica GGGiovane. Arriva mia madre dalla stanza accanto e mi fa "Gianlù, senti sta canzone, son sicura che ti piace". Segue la mia chiusura mentale e il mio astio nel sentire questa fantomatica canzone. Mia madre fa partire "La terra dei cachi". La sento. La prima volta rimango ancora un po' esterrefatto. La seconda volta inizia a a piacermi un po' di più. Il giorno dopo so la canzone a memoria. Spinto dalla curiosità pian piano mi cerco le altre partendo da "Mio cuggino", "Parco sempione" e così via. La mia passione cresce sempre di più fino all'uscita di FIggatta De Blanc nel 2016, primo vostro album che esce da quando sono vostro fan. Spinto dalla curiosità (alimentata ancor di più dalle serate del Festival di quell'anno in cui vi ho visti) lo vado a comprare il giorno di San Valentino sotto la pioggia scrosciante; poi torno a casa fradicio, mi metto comodo sulla sedia ormai sfinito, cuffie all'orecchio e via. Ho amato quell'album con tutto me stesso e tutt'ora, causa quell'esperienza, lo ritengo il mio album preferito. E subito dopo il primo vostro concerto a cui sia mai stato: la data del Piccoli Energumeni Tour, a Roma (che ritengo la vostra esperienza live perfetta). Ho imparato ad adorare in egual modo qualsiasi vostra produzione, vecchia o nuova che fosse. Mi avete dato un minimo di cultura musicale grazie alle vostre citazioni, mi avete fatto ridere, mi avete fatto commuovere con "Arrivedorci" e "Il circo discutibile". Avete illuminato i momenti più bui della mia vita. Siete stati il mio raggio di luce nell'oscurità...e vi ringrazio ancora adesso. Ho avuto anche modo di dirvelo di persona nel backstage di un concerto a Roma, il 28 Luglio del 2017. V.V.U.M.D.B., cari Elii. Sono felice di continuare ad avervi nelle mie cuffie e sono triste allo stesso tempo, sapendo che come voi non ci sarà nessun altro. Saluti. -Un diciottenne (supergiovane) nato troppo tardi per godersi al meglio la vostra storia, ma comunque fortunato ad avervi incrociato per strada.

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Via Novara, il tendone da circo della trasmissione di Chiambretti, il tetto di un distributore, le prove di un gruppo sconosciuto che suonava una strana canzone dedicata ad un attore porno. Ecco come vi ho conosciuto. Ero il tecnico audio del pullman che effettuava le riprese, ricordo i problemi legati al delay sulla trasmissione del playback, ma anche la folgorazione di una musica che mi avrebbe accompagnato a fasi alterne fino ad oggi. Numerosi i concerti in cui vi ho poi rivisto, ma quel primo contatto rimarrà impresso per sempre nella memoria. Grazie!

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Il concerto de L'Aquila del luglio 2017 è stato qualcosa di unico...forse perchè sono partito da solo...in auto...in un pomeriggio estivo assolato...mi sono fatto ben 230 km x vedere il mio Complessino preferito...concerto meraviglioso...città bellissima....magliette di Mangoni acquistate...ritorno a casa alle 03.30 dopo aver percorso ben 460 km di ammmore...ero stanco, sfinito...ma con un sorriso da ebete stampato in faccia...what else?!?...VI LOVVO!!!!

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Nulla ci siamo incontrati più volte ella mia vita... Sin da bimba perché Paolone è/era mio cugino. Amore a prima vista con Cara Ti Amo... Io avevo 8 anni... Precoce? Forse ma con Paolo come CUGGINO come si fa?

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Avevo 15 anni e con 2 amici stavo andando a vedere il mio primo concerto del complessino (seguiti da 4 altri concerti nei 20 anni a seguire). Il giorno prima del concerto uno dei questi amici fa un uncidente con lo scooter che lo costringe a restare in ospedale ricoverato per una settimana e gli fa saltare il concerto. Io e l'altro amico andiamo a goderci lo show e ne rimaniamo estasiati. La sera successiva usciamo e ci rechiamo in sala giochi...quando increduli vediamo entrare Faso e Rocco Tanica, troviamo il coraggio di andare a salutarli, ci chiedono del concerto e gli raccontiamo che purtroppo saremmo dovuti essere in tre e senza esitare un solo secondo esclamano "e allora chiamiamolo!", il mio amico chiama il degente e gli dice che due persone volevano parlare con lui: Faso con tono offeso :" ciao Daniele, niente...vado al dunque subito, siamo venuti fin qui per vederti, abbiam fatto il concerto e tu ci hai tirato pacco! NON SI FA! NON SI FA! Ci siamo rimasti tutti male, Elio è chiuso in camera a piangere da ieri, Rocco Tanica è qui con me...ora te lo passo" Rocco Tanica piangendo: " Daniele sei stato proprio uno stronzo! Noi ci tenevamo un sacco! Almeno dicci che sei impegnato, vediamoci per bere qualcosa, andiamo in spiaggia assieme, ma non presentarti senza manco passare a dirci Ciao è stato cattivissimo!" La telefonata è proseguita per altri 10 minuti in cui poi han coccolato il mio amico per le ferite, inutile dire che quando se ne sono andati salutandoci, il degente al telefono non riusciva a crederci e ci chiedeva se era tutto vero.

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Il passaggio degli Elii a Sanremo 96 è uno spartiacque: il complessino che gira sulle cassettine di papà ha (ribadiamolo) stravinto il festival, e per noi 15enni con pochi peli è una rivelazione. Con 4 amici una settimana dopo - sabato 2 marzo 1996 - mettiamo su una band. La prima. Con uno solo che sa suonare. Con un paio che pure coi cori faticano. Fa lo stesso. La scintilla è scoccata anche nel nostro lembo di terra dei cachi. Si va. Senza rete. Cover demenziali, crossover inauditi (La donzelletta vien dalla campagna cantata su Voglio andare a vivere in campagna di Cutugno), tripli carpiati per mascherare una manifesta ineguatezza. Ma siamo carichi a mille, e le portatrici sane di triangolino che ci esalta mostrano un minimo di interesse. (Ok, spesso si rivela essere misera pietà). Cresceremo. Calando. Mutando.Da 5 resteremo in tre. Poi due. Ma ne arriveranno altri, assieme a nuovi strumenti, corsi di musica e letture e ascolti che ci aprono i pori. E i portafogli. E poi cambi di nome. E ottimi incontri. Uno dei più importanti, quello con Alex Trecarichi - già collaboratore del simpatico complessino -, dal quale è scaturito un singolo di discreto successo. Dopo 22 anni, la fiamma accesa in quella folle settimana di Festival è ancora accesa come le pelate argentee dei Rockets. Grazie Elii, di tutto ciò che è stato e che ancora sarà.

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Come si racconta cos'ha voluto dire quella prima volta che ho sentito l'infinito assolo di Cesareo (Out Into the Daylight) alla fine di quella cassetta intitolata "Live at Sorpasso" copiata da mio fratello che l'aveva copiata da un suo compagno dell'I.T.S.O.S. che l'aveva copiata da chissà quale cassetta copiata? Come si spiega la rivelazione che conteneva? Ti aspettavi parolacce ed hai trovato l'arte. E prima mica lo sapevi cosa fosse l'arte, credevi solo di saperlo, ma tra te e lei c'era un muro di conformismo, di standard, di aspettative da cui non uscire. Poi ascolti Tapparella e ti rendi conto che ancora hai tanto da imparare, che può esistere musica ancora più bella, compri Craccracriccrecr sapendo che niente sarà come prima, poi arrivi a Complesso del Primo Maggio ed inizi a pensare d'averci capito qualcosa perché qualcuno sembra averti tirato fuori le parole dalla testa e ridi, ridi come un pirla. Come si racconta di averlo avuto sempre vicino senza mai toccarlo il Complessino? Quando hai scoperto che quel "Italyan" era il fratellone della tua amica Ade, che lei ogni tanto andava alle prove ma "ti prego, ti prego, dai!" a te non t'ha mai portato e ti pigliava pure per il culo dicendoti che Elio era a casa di Massimo ma era appena uscito. Quando Elio l'hai incrociato fuori dalla tua università (quella dove hai un compagno di corso che va a lezione da Faso) ma alla tua faccia stupefatta lui ha solo dato un colpo di sopracciglia ed ha tirato dritto. Quando trovi un lavoretto alla Jinglebell prima di partire per la naja e hai voglia che Carlo e Giorgio gli telefonano, Sergio è troppo impegnato per passare a salutare. Quando la tua compagna torna a casa e ti dice: "ma lo sai che la mia nuova collega è la moglie di Cesareo?" Come lo racconti cos'ha voluto dire vedere proiettata la foto di Feiez quel giorno che sarebbe stato il suo compleanno e poi risentire quegli auguri in Made in Japan; stare in piedi all'Arcimboldi a urlare "Forza Panino!" ad oltranza, con Tanica che agita le chiavi dell'auto con lo zaino in spalla e poi si gira con gli altri a guardare Cesareo che s'è rimesso la chitarra a tracolla ed in risposta allarga le braccia, non si può andare via senza suonare Tapparella; e quella botta di culo, i due posti centrali in prima fila all'ultimo vero concerto, l'ultimo di Tanica, poter stringere la mano a tutti, farsi da parte perché possano farlo anche gli altri e stare lì a contemplare le lacrime, la fine di un'epoca che ti ha cambiato la vita davvero.

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Scrivo agli EELST in occasione di un bel ricordo, ma brutto, ma bello. Proprio il 27/12/2018 si è tenuto a Trieste un bellissimo concerto Rock in ricordo di un ragazzo, Jacopo Starini, scomparso per cause naturali nel Settembre 2018 a soli 26 anni. Egli era un musicista, dedito alla batteria e dal gusto musicale raffinato, molto raffinato. La nostra intensa amicizia durava da tre anni, sufficienti per creare un'intesa molto particolare. Le notti passavano a suon di Tapparella e Fossi Figo, a condividere le nostre disavventure sentimentali, fra abbracci e comprensione reciproca, ricordandoci che siamo tutti Servi della Gleba... Il meraviglioso concerto si è chiuso con una versione magica di "Tapparella", brano iconico anche per gli Elii...con un finale infinito, tanto da far vibrare anche le porte del paradiso....dove Jacopo e Feiez, probabilmente, ci guardavano attoniti. Mi ricordo di un ricordo, ma non so bene quale....forse quando su una audiocassetta a soli dodici anni sentivo "John Holmes". Maturando musicalmente grazie al complesso italiano da me più amato, in grado, attraverso ll Suo genio, a creare una delle amicizie più importanti della mia vita. Grazie Elii....Grazie Jacopo!

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Un gruppo nato per una festa del liceo, che per tre anni è andato avanti con la sola ambizione di fare ridere il pubblico. È stato un piacere conoscervi ragazzi!

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Ciao Elii, vi racconto questo ricordo che non dimenticherò mai. Ho 25 anni e sono un vostro superfan (anche se non vi ho mai visti dal vivo), ero in quarta o quinta elementare ed un mio benestante amico comprò Cicciput poco dopo l'uscita per shparare appalla Shpalman con tutto il nostro gruppetto di 4 amici. I nostri genitori poco entusiasti facevano di tutto per tenerci alla larga dalle parolacce contenute nell'album, tanto che ci venne proibito. Fortunatamente da bravi pirati avevamo già provveduto a masterizzare ognuno la propria copia e ovviamente dovevamo ascoltarlo di nascosto. Il vero trionfo di questo ricordo arriva ora; alla festa di classe di fine anno le maestre ci dissero di portare dei cd con la musica, senza alcun dubbio in testa noi portammo Cicciput in modo da shparare la settima traccia a tutto volume nell'aula, erano presenti tutte le classi di quarta/quinta e il corpo insegnanti che festeggiava l'imminente fine della scuola! Il momento in cui noi cantavamo a squarciagola Shpalman e la faccia delle maestre fu memorabile...esattamente come la cazziata che ricevemmo dopo da queste ultime e dai nostri genitori. Vi saluto con affetto e stima, grazie per la buona musica e le risate che ci avete regalato.

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Ti porto la cassetta di Elio e le storie tese... Sentirai... Mamma mia, che vergogna, che ridere.... Cose che non si sentivano tanto facilmente in giro in quegli anni... Canzoni che dovevi sentire solo con il walkman e le cuffie perché, se le sentivano i tuoi la cassetta sarebbe stata sicuramente sequestrata!!!! Bei tempi. Grazie Elii!!!

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Ebbene si, una data storica, il concerto del palatrussardi a Milano,10000 persone, ricordo girando per strada a Milano, col mio amico Marcello che mi ospitava, si sentiva spesso parlare del concerto, c'era elettricità nell'aria, e si capiva che sarebbe stato un evento.. il concerto fu bellissimo inutile dirlo, ma il mio ricordo meraviglioso comincia ora.. Dopo il concerto esibendo le nostre tessere del fave club e raccontando di essere i fieri possessori del famoso libro verde, un raccoglitore di numerosi articoli di giornale riguardanti il complessino riusciamo a imbucarci nei camerini.. Ad un certo punto si leva una voce "tutti allo Zelig!" Noi un po' intimoriti chiediamo a Faso, "possiamo venire anche noi?" Ma certo! La sua risposta..Partimmo ed entrammo nel pub (aperto solo per loro, era più o meno l'1di notte) e ci sedemmo in un tavolino vicino al loro.. Che cazzo fate disse Faso sedetevi con noi! Non vi dico che brividi.. C'era tutto il gruppo, più fidanzate, un paio di amici e il proprietario dello Zelig Giancarlo Bozzo, a cui fu intimato di mostrarci il polpaccio!!!!!!!! Fu una serata incredibile resa tale da un gruppo di grandi musicisti e persone speciali.. Chiudo ricordando una barzelletta che raccontò Faso parlando con la lingua fuori facendo uno strano accento.. Ciao mamma sono tornato a casa..amore,ma perché parli così? Eh zio Giotto ha disegnato una fi*a sulla stufa! Civas quasi alle lacrime.. Vi voglio bene ragazzi!

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Uno dei tanti meravigliosi ricordi dei bei tempi che furono!!

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Il primo ricordo che degli elii è legato alle audio cassette e al gioco di calcio più bello mai realizzato ovvero Kick off del mitico Dino Dini su Amiga 500. Quando non eravamo fuori a fare marachelle ci riunivamo attorno all'Amiga ascoltando Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu a ripetizione, sempre pronti a staccare la musica al ritorno della mamma del mio amico che ci ospitava. La prima volta dal vivo è stato a Villa Borghese nel 92 di cui ho il ricordo di un Barbarossa che arrivando con la sua motocarrozzetta ci chiese dov'era l'entrata. Un concerto magnifico che ricorderò sempre per quelle 6-7000 persone che ballavano il Sirtaki a tempo con voi. Ci sarebbe tanto da raccontare perché tanti sono stati gli anni che siamo stati insieme, mi piace pensare che siamo stati fra i primi a capire quello che ormai da qualche anno hanno capito tutti.

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Mi trovavo nella foresta di sherwood con i miei amici Giorgio e Piero...ah no questa è un’altra...in realtà stavo andando a cento all’ora...no neanche quello dopo...tornavo credo dalla spiaggia e alla radio all’improvviso lei “Pippero” e fu subito genialità...e poi la conferma definitiva, un amico mi regalò la cassetta di Italyan, Rum Casusu Çikti e da lì il mito è iniziato..fino al grande concerto di Barolo! Grazie Elii

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Anno 1988, tradizionale gita di tre giorni con la classe del liceo. Si parte alla volta di Pescasseroli, parco degli Abruzzi. In pullman è il solito florilegio di Sony Walkman e simili, pieni delle consuete ottantaggini. Una musica che non ci soddisfa più, evidentemente. Ad un certo punto Robi, il mio compagno di banco, tira fuori una cassetta, anzi LA MUSICASSETTA, come l’avremmo sempre chiamata. É una cassetta BASF con le tre righe sopra la copertina per scriverci cosa ci é stato registrato. “Senti questi”, mi dice Robi, senza aggiungere altro. Io metto le cuffie e ascolto. C’è uno che sembra simpatico, è roba dal vivo, lui si rivolge al pubblico e chiede “Si sente?”, poi aggiunge: “uomo del mixer, dammi la voce”. Per me che comincio a girare feste e localini con la band sembra roba familiare. Poi parte “Vivi Rocco”. Di lì un crescendo: Urna, John Holmes, Silos, Cara ti amo. Avrei scoperto anni dopo che era il mitico bootleg di Borgomanero. Quando nell’estate del 90 inizió a spopolare “Hukapan”, io gli Elii li conoscevo già a memoria. Da allora, una vita con la mia: Rum Casusu, il trionfo di Sanremo, il tour americano, le lacrime per Paolone, ogni disco atteso e comperato un secondo dopo l’uscita, quella dedica di Elio sul libro che non scorderò mai, i sedici concerti, fino all’ultimo del 7 dicembre 2017 al Vidia di Cesena, a cui ho portato mia figlia che ora fa il CPM a Milano e sogna di conoscere Rocco Tanica. Mi avete tenuto compagnia per trent’anni con il vostro talento, la vostra ironia, il vostro genio assoluto. Lasciate un vuoto incolmabile, e nessun ricordo è adeguato. Grazie.

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Ho sentito le vostre canzoni per la prima volta su Radio Popolare nel 1985/86 quando la Gialappa conduceva Bar Sport il lunedì in tarda serata, un cazzeggio di due ore sulla domenica calcistica. La primissima canzone era una che diceva “è perché sei scemo e più scemo di te non c’é nessuno dai retta a me. È perché sei scemo diciamo la verità, in meno siete meglio si sta...” Poi passavano Alfieri, Cara ti amo, John Holmes.... È stato un flash! Avevo 15 anni e sentire la Gialappa combinata a voi era una piccola rivoluzione nel modo di sentire musica e radio. Nell’89 il primo live che si doveva tenere a San Giuliano milanese o dintorni in una palestra/palazzetto: ci siamo presentati in 100/200. Nel tardo pomeriggio non c’era ancora nessuno. Chiedemmo al custode e non ne sapeva assolutamente nulla. Uscí la voce che qualcuno su un giornale locale aveva letto dello spostamento per motivi tecnici del concerto al palazzetto di Cinisello Balsamo. Ci infilammo in macchina e arrivammo a manetta a Cinisello a concerto iniziato da un bel po’. Ultima tappa del tour: reggiseni raccolti nelle date precedenti appesi su tutto il palco, voi vestiti da omini play mobil. Elio che a metà concerto saluta “quei poveretti che ci stanno ancora aspettando a San Giuliano m.se”. La gioia di vedervi a Sanremo (ma anche la gelosia perché ormai eravate di tutti e non di pochi!) col giusto successo con la “terra dei cachi”, sapendo la strada che avevate fatto.

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Pomeriggio d’estate a spasso con mamma e papà (avevo 8 anni), nella vetrina di un negozio di dischi ne vedo uno con una mucca con piedi da uomo. Li prendo per sfinimento e me lo faccio regalare, da lì è iniziato tutto!!.

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Ciao Elii! 1 - oltre agli innumerevoli concerti (credo 12 ma non escludo possano essere di più), tra le Marche e Milano 2 - oltre al fatto che vi ascolto da quando avevo 8 anni quando vi ho visti in tivvù eseguendo "Balla coi barlafus" (1998) 3 - oltre a tutte le persone intorno a me che, a causa mia o grazie a me, ora rispettivamente vi odiano o vi amano (vi odiano perché li ho riempiti di vostri aneddoti e citazioni, quindi perché non capiscono un cazzo; vi amano perché non solo capiscono un cazzo, ma capiscono di musica e di dannato umorismo) è soprattutto grazie a voi che, dal marzo 2014, sono follemente innamorato di Chiara, la mia attuale compagna di vita. Colei che mi ha accompagnato in questi ultimi 5 anni, passando per quando ho scoperto di essere malato di sclerosi multipla e dove, grazie al significato che la vostra arte (musicale su tutti ma anche umoristica, oratoria, dei valori quelli veri) ha dato alla mia vita, sono riuscito a riderci sopra, sghignazzando e pensando a quanto la vita sia bella anche grazie a voi. Sì, perché l'istante preciso nel quale mi sono innamorato, è quando Chiara ha accettato di buona lena di venire ad assistere alla puntata de Il Musichione del 20 marzo 2014, dove avete eseguito "la canzone delle amarene che scivolano sulla panna" ("caramellati, innamorati, per sempre uniti dopo un incontro casuale"), che è tuttora la nostra canzone simbolo. E' per questo che il nostro sogno sarebbe quello di sposarci nei prossimi anni (io sono sbattezzato, quindi assolutamente non in chiesa). Ma cosa avete capito? Non tanto per sposarci, perché vorremmo partecipaste alla giornata insieme a noi. Cantando o anche solamente e convivialmente mangiando insieme. Avete segnato la mia vita, seriamente. E spero in positivo!

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Il proprietario del bar sotto casa, Marco, quando avevo circa 14 anni decise che era ora di finirla con Cristina D’Avena e mi prestò il 33 giri di Elio Samaga. La mia intelligenza e la mia ironia ancora ringraziano. Marco morì un paio d’anni più tardi, ma io lo ricordo con riconoscenza.

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spettacoloso

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...e con gli amici si andava a ballare, discoteche all'aperto, mare, donne, gin e lemon e cd rigorosamente originale di "esco dal mio corpo e ho molta paura", sia all'andata che al ritorno, che figata! Sentendo ancora quelle sonorità ricordo gli odori e i sapori di quei sabati estivi...

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Bellaria-Igea Marina, 2014. Estate fantastica, vado con gli amici a sentire il concerto che voleva "unire Bellaria e Igea Marina" riempiendo di cemento il canale. Dopo il concerto favoloso (c'è stata anche la follia della donna, uno dei miei brani preferiti) ci avviciniamo alle transenne e facciamo le foto con i nostri idoli. Ma Elio rimane stoico: in ogni foto,con ogni persona, le sue labbra non vogliono proprio distendersi. Arrivo io e gli chiedo: "per favore, mi faresti almeno un sorriso?" "sai com'è, quando pensi solo a dormire...". Ma, alla fine, un abbozzo di sorriso si scavó sul volto del leader. Anche lui servo della gleba? Chissà, ma almeno a me il sorriso è riuscito a farlo suscitando l'invidia (o l'indivia?) degli amici! Grazie!!!!

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Il mio primo ricordo legato agli EELST è associato a un evento non proprio "felice" per voi... il Festival di Sanremo del 1996. All'epoca avevo 3 anni, da poco compiuti, e con voi è stato amore a prima vista, mai scemato fino ad oggi. I miei genitori mi dicono che "La terra dei cachi" è stata la prima canzone che io abbia mai imparato a memoria, e se qualcuno me lo chiedeva (nonni, zii, parenti, amici), mi producevo in una fedele esibizione, con tanto di penna tenuta a mo' di microfono, e cappellino infilato alla rovescia. Mi dispiace solo che i miei non abbiano avuto la lungimiranza di riprendermi con la telecamera mentre cantavo la vostra canzone, altrimenti avrei inviato anche una testimonianza video!

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A scuola girava una vostra cassetta che finalmente arrivò anche a me. C’erano i primi pezzi, e mi pare con la drum machine, roba tipo La Donna Nuda... Poi vi ho visti dal vivo 18 volte. Ho visto tre volte il Trio Bobo. Ho visto il gruppo di hard rock dove suona Cesareo. Ho avuto la fortuna di conoscere Feiez una sera grazie ad un’amica comune. Ho tanti ricordi legati ai vostri concerti come quando ad uno avete suonato per la prima volta l’ancora inedito Parco Sempione e alla fine io e un mio amico ci siamo abbracciati commossi, manco fossimo stati a woodstock, e io dicevo: l’hanno fatto!! Il pezzo che mancava!! La data che ho indicato è imprecisa ma si riferisce al periodo della prima volta che vi ho visti. Concerto pazzesco! Come tutti quelli in seguito. Gente con striscioni! Un entusiasmo incredibile. Ad un certo punto Elio disse più o meno:- Questo pezzo è dedicato a quelli che vanno a fare pipì nei bagni pubblici, in quelli un po’ così, sporchini, ma che provano a migliorare il mondo cercando di cancellare i segni col getto... mi avevate definitivamente conquistato

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Non posso riassumere tutte le volte che una canzone di Elio è partita nella testa, alla radio, in tivvù e mi ha svoltato la giornata. Dal capodanno a Bergamo dove i sono comprato il cd brulè, ai pomeriggi lunghissimi in adolescenza esentendo Craccraccriccrecr, Da due giorni ho questo mal di denti, che non vuole saperne di passar! Ma in fondo, se la mia vita è stata una serie di bellissimi momenti, in cui ho riso e sono stato a tratti felice, è in larga parte grazie ai larghi factotum degli EELST. Vi amo. E chi non è vostro amico è mio nemico.

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La storia comincia in un momento imprecisato del 1988 quando, durante una festa in prima liceo, vengo per la prima volta in contatto con la sacra reliquia: la cassetta di live in Borgomanero. All’ “amici buona sera siamo ancora qui” é già amore. Nel 1992 ascolto per la prima volta il Vitello dai piedi di balsa dividendo le cuffie del mio walkman con una ragazza appena conosciuta. La ragazza è incredibilmente diventata mia moglie. Nel 2005, mia figlia assiste al suo primo concerto di Elio (a villa Arconati - Bollate)... dalla pancia di mia moglie in cinta di circa 5 mesi. Se non sbaglio ospite d’eccezione della serata: Riz Samaritano. Dal pubblico in un momento di silenzio grido: Elio sei vecchio! Elio risponde: Non é vero!

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No davvero, si parla di una presenza costante da quasi 30 anni. Patendo da una gita in bus in seconda superiore nel 1990 mi pare a oggi, passando per tutti i dischi ascoltati allo sfinimento, varie chicche live (arriva Clistere, una su tutte) quindi Cicciput a squarciagola con mia moglie visitando il lago d'Orta, arrivando ai miei figli che adorano la canzone mononota e la piccola di 6 anni "ma posso dire la parolaccia" su Shpalmen. Sempre presenti, in ogni situazione c'è una canzone da citare, un momento di tristezza Questa sera sun propri trist... Fai a fette i peperoni, PAM! Metti su la lavatrice, aloni siii aloni nooo... Non c'è soluzione di continuità. Sempre presenti. Sempre da riascoltare per scoprire un dettaglio in più. E attenzione che questo messaggio è in quattro quarti. Grazie!

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Novara teatro Faraggiana: arriva un gruppo che non ha ancora pubblicato un disco ma il concerto è sold out In galleria è appeso uno striscione “ELIO FACCI GODERE” e il concerto inizia in stile soul con tutti che declinano a tempo lo spelling di Elio I EL AI O .... I EL AI O!!!! E finalmente appare lui sul palco con una maglietta con su scritto IELAIO Sarà il judo condiviso ma quella sera è nato un silos di amore che perdura tutt’oggi indefesso forza panino!

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Dopo la scuola tutti in Taramelli, chi in bici, chi col vespino, Faso se non ricordo male aveva già un motore col quale faceva rizze improponibili, si andava in taverna da Ale a sentire musica e limonare con le fidanzatine. Io a dire al verità mettevo solo i dischi, facevo il simpatico e il servo ma non portavo mai a casa niente. Mi sono sempre chiesto se incontrando Nicola mi avrebbe riconosciuto, forse mi sorriderebbe dicendomi "si mi ricordo, tu abitavi di fronte ad Ale e mettevi sempre i dischi in taverna" o forse no.

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Faso presentava un programma insieme a Giorgia Surina e per il suo compleanno chiese il video di Servi della gleba...spettacolare

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Ciao, andammo ad Arezzo Wave con la nostra band dell'epoca (UNIT) per partecipare all'edizione di quell'anno quando ad un certo punto suonaste voi. La nostra vita non fu più la stessa, conservo ancora la maglietta "SATURDAY NIGHT STRAGE" "IL FOSSO SE LO CONOSCI LO EVITI" appesa in sala prove come ispirazione per il gruppo. Con mia moglie, ex campionessa di softball, abbiamo seguito tutte le partite di baseball commentate da Faso (e stamo ancora a ride...). Grazie per quello che fate e per come lo fate, fate parte della nostra vita pur non essendoci mai conosciuti personalmente.

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La prima cassettina degli EELST..ascoltata con gli amici in vacanza..in Presolana E poi..mi piace il cazzo...

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La prima volta che vi vidi. E fu amore eterno e adorazione per la vostra genialità e capacità musicale. E poi come scordare il concerto di Collegno credo del 1996 dove scoppiò un temporale ma voi aspettaste la fine della pioggia, asciugaste gli strumenti e suonaste per due ore. Noi tutti fradici ma felici! Vi ho visto una quindicina di volte e ogni volta è stato stupendo. Per sempre nel cuore e nei miei ricordi. Giancarlo, Fava numero 77....

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Firenze, teatro tenda. Primo concerto degli Elii dopo una serie di bootleg spacciati da un’amica molto lungimirante. Io, in preda all’eccitazione, grido: “Rocco, voglio un figlio da te!” E in men che non si dica mi ritrovo sul palco accanto a lui: estasi totale! Tutto il concerto a tu per tu con Rocco che mi passa la qualunque da bere e Feyez che mi fa finire le sue sigarette prima di iniziare a suonare. Ho ancora le palpitazioni solo a pensarci... Vi amoro (vi amo e vi adoro)!

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Semplicemente una cassetta che ebbi in dono in quinta superiore dove ascoltai la canzone Alfieri... C e' poco altro da dire sono 32 anni che siete la colonna sonora della mia vita...

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Mentre percorrevo gli spalti del Forum guardando in platea nella vana speranza di trovare due amiche (se ci fossero stati i cellulari) non mi accorgevo dei divisori dei settori in plexiglass, girandomi solo all'ultimo momento e prendendo una fragorosa facciata tra l'ilarità generale. Da allora, avevo 17 anni, ho il naso scheggiato, a ricordo di quell'evento storico.

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Ho cinquantun'anni e sono cresciuto a Milano tra i 70's e gli 80's, quando ho iniziato a lavorare in alcune radio private milanesi e a (cercare di) frequentare quella Milano by night alla quale tutti ambivano. Io ed il mio amico/collega Miky Boselli (Radio Number One) eravamo perfettamente rappresentati dal testo di "tapparella" che quindi è diventata il nostro "inno" . Nel 2000 ebbi un grave incidente in macchina e restai in coma per tre giorni; al mio risveglio, avevo accanto, oltre che i medici e la mia ex moglie, anche il mio amico Miky, che mi mise le cuffiette e fece partire proprio Tapparella, per cercare di avere una reazione da parte mia. Mi chiesero quindi: "Massimo, chi sono questi?" Io risposi: "Elio" con un filo di voce. Elio, fu quindi la mia prima parola pronunciata al mio risveglio.

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La prima volta che vidi gli Elio e le storie tese fu con "La terra dei cachi", come tanti italiani. Ma non come la maggioranza, attraverso il palco di Sanremo. Fu grazie a un videoclip, girato con l'Orchestra Casadei. All'epoca avevo sei o sette anni, non ero particolarmente interessato alla musica. Sono figlio di un musicista liscio, e il novanta per cento della musica a cui ero esposto apparteneva a quel genere. Oltre a questo sapevo che esisteva la musica classica, ma era un mondo lontano, l'avrei scoperto in seguito. Il liscio e il pop italiano da radio erano tutto il mio mondo musicale. L'Orchestra Casadei era una specie di monumento musicale, mio padre conosceva personalmente alcuni dei musicisti di quella formazione, anch'io avevo avuto occasione di incontrarli. Quel loro videoclip con quel brano geniale lo consumai. Il primo disco con cui entrai in contatto fu "Cicciput". Facevo terza elementare quando il mio vicino di banco mi allungò quel disco. Già allora Pagano fu una folgorazione, anche se non avevo gli strumenti per capire fino in fondo. Crescendo arrivò la passione per il progressive, per i cantautori, musicisti che si scoprivano tramite i compagni, tramite i libri. Elio e le storie tese sono stati fedeli compagni, da Cicciput in poi. Da quel cd ho continuato a seguirli sempre di più, esplorando il vecchio materiale, senza perdermi ogni nuova uscita e soprattutto ogni concerto, quando capitavano in zona. Intanto, improvvisavo al pianoforte del salotto provando a rifare i brani che mi piacevano, e imparavo giorno dopo giorno a suonare. Poi all'università l'incontro con altri quattro ragazzi, appassionati di buona musica: l'occasione fu una festa di fine anno per cui si improvvisò un gruppo. Ci trovammo bene e decidemmo di continuare a suonare insieme. Ma a quale repertorio dedicarci? Il nome di Eelst aleggiava fin da subito e fu un concerto a Moncalieri del 2012 a deciderci definitivamente. Da allora la passione è diventata sempre più forte, studiando quella musica, imparando con libri, conoscenze comuni, chiacchierate, la storia del gruppo. Ricordo la lettura di Vite Bruciacchiate come un'esperienza estremamente divertente e toccante. I nostri concerti, pochi visto lo scarso tempo che riuscivamo a sottrarre allo studio, ma estremamente divertenti, sono ricordi che brillano intensamente, incastonati come gemme nella più bella stagione della mia vita. Attraverso queste esperienze, sotto i palchi, abbiamo avuto la fortuna di conoscere Marok, Schopenauer, Piombino e tante altre fave, a loro modo testimoni di questa lunga storia. Accade, quando dedichi tanto tempo e tanta passione nell'approfondire la conoscenza di un artista, di arrivare a considerarlo come un amico, come uno di famiglia. Questo porta alcuni fans a comportamenti a volte eccessivi e sgradevoli, non bisogna mai dimenticare che, se noi conosciamo così bene i nostri beniamini non è certo vero il contrario. Certamente è un qualcosa di irrazionale e illogico, ma è un comportamento umano. Posso dire dunque, senza timore di esagerare, che Elio e le storie tese sono stati per me degli incredibili maestri di musica (molto di quanto ho imparato sui pentagrammi lo devo allo studio dei loro brani), di umorismo, di creatività. E, perché no, a modo loro degli amici, fratelloni grandi che ci hanno tenuto compagnia per tanti anni. Non so se davvero questa epopea si sia esaurita il 29 giugno 2018, con il concerto a Barolo. Spero naturalmente che non sia così. Però quando penso a Elio e le storie tese, alla loro meravigliosa storia di musica, amicizia, umorismo e arte di alto livello, mi torna in mente quello che ha detto Fabio Caressa, commentando l'ultimo giro di campo di Alex Del Piero, il giorno del suo addio al calcio: "Qualunque sia il tifo dei vostri bambini, quando gli farete vedere, gli racconterete la storia di Del Piero sicuramente gli farete un regalo" Io penso lo stesso, da sempre, di Eelst. Grazie di tutto e a presto

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In un non definito giorno del 1990, poco dopo l'uscita dell'album "Elio samaga hukapan kariyana turu", un mio compagno di scuola soprannominato "Mandarino" (per la forma della sua testa somigliante al frutto arancione) mi invitò a casa sua per fare i compiti insieme. Ovviamente facemmo tutto tranne che i compiti, ma la cosa più bella in assoluto che potesse fare fu farmi ascoltare, dal vinile comprato da poco, l'opera d'arte "Cara ti amo". Rimasi estasiato da cotanta fantasia e fu subito amore a prima vista. Non potendo permettermi l'acquisto del vinile, mi feci duplicare l'album in cassetta. Durai per qualche anno ad ascoltare il meraviglioso album e, il ricordo più vivido è che ogni sera mi addormentavo stringendo a me lo stereo portatile ascoltando (a volume bassissimo altrimenti svegliavo mio fratello!) gli Elii. Un ricordo indelebile e bellissimo. Grazie per tutto ciò che avete fatto durante tutta la carriera. Ovviamente, confido in un vostro ricongiungimento e soprattutto in un album che spacca i culi come quelli che avete sempre fatto. Siete i miei miti assoluti. Un abbraccio. Fabrizio (allego foto cim-elio e link you-tube del mio gruppo "Sovrappeso Rock Komik Band)

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Giugno 1992. Festa fine scuola. Tutti ascoltavano One degli U2. Io avevo appena trovato una cassettina abbandonata. Aveva una mucca con i piedi da uomo. L’ho messa nel walkman ed è iniziato tutto... per non finire mai. I miei amici associano voi a me. E questa, per me, è una cosa meravigliosa! Grazie Elii.

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Ciao a tutti. Il mio piccolo ricordo si riferisce a quando ebbi la mia prima (e unica) occasione di incontrarvi di persona. Grazie a non so quale soffiata arrivata alle orecchie di mio cugino (mio cuggino) Sandro, il sottoscritto insieme alla mia (allora) fidanzata e ad un altro paio di amici ci “imbucammo” in quel di Ostia presso il mitico lido Tibidabo, alla presentazione stampa di “Italyan Rum Casusu Cikti”. La conferenza era appena finita, e voi vi vedeste arrivare davanti questi 4 che erano chiaramente degli intrusi. E malgrado cio’ foste cordialissimi! Ricordo come fosse ieri la vostra sorpresa nel venire a conoscenza che eravamo già in possesso (e già mandato a memoria) del disco, acquistato il giorno prima, ricordo Feiez farmi i complimenti per aver colto la citazione dei Pink Floyd nel “ Vitello” , e Elio invitarci a tavola a gustare le prelibatezze della cucina Bulgara (consistente in un brodo di non so cosa e altro che non ricordo) organizzata come omaggio al Pippero. Beh, fu un pomeriggio fantastico il cui ricordo conservo gelosamente assieme al primo concerto nell’Igloo dell’Eur, e a quello splendido del Palladium (Stefania Sandrelli e Pino Quartullo che cantano il Cassonetto, ve li ricordate?) . E qui mi fermo perché i concerti sono tanti e gli anni pure. A presto, statemi bene. Massimo una volta detto “il Cappone”.

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Ci stavamo preparando al concerto dei Pitura Freska all'acquapark di Caorle (la data é un su per giú) preparando una mega canna gigante fatta di carta, legno e un lenzuolo, che volevamo usare come "striscione" e, ad un certo punto, uno sbarbato fa "ho io la musica giusta da ascoltare" e caccia fuori la cassettina di Italyan Rum Casusu... E... Basta... Nacque un amore....

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Dato che il fratello di un mio compagno di liceo era in classe con Stefano/Elio, andavamo a tutti i concerti a patto che fossero gratuiti e raggiungibili senza macchina, noi fanciulle in prima fila a fare i coretti, sapevamo tutte le canzoni a memoria. Mi ricordo un live al Tangram in cui ero riuscita a farmi dare una cassetta registrata direttamente dal mixer, che ascoltavo a nastro (appunto!) mentre preparavo gli esami, ad un certo punto mia nonna mi dice: - Ma questa canzone inglese che ascolti sembra proprio che dica vaffanculo (cucucuculo)! - Povera nonna, quando qualche anno dopo ha scoperto che quelli lì che cantavano vaffanculo in inglese avevano preso più voti di tutti al Festival di Sanremo, che non ci potevo credere neppure io, sembrava un sogno di quelli balenghi e invece era vero...all'ultimo concerto ci sono venuta con mio figlio 18enne che sa quasi tutte le canzoni a memoria pure lui. Che dire? Fate parte del mio percorso di formazione, forse vi dovrei mettere nel cv!

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Grandissimo concerto del gruppo, il mio primo concerto rock, avevo 12 anni. Feyez in stato di grazia sul palco.

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Serata indimenticabile, Panino diede il meglio di sè...

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Correva l'anno 1991, avevo 15 anni e come si faceva all'epoca, registravo spesso dalla radio le cassette da ascoltare con il walkman. Radio Italia Network, girava i dischi Aldo Fontana "... e su questo megamix ragazzi ci sarà molta ENERGIAAA!!!" e una voce partiva a spiegare che "per la castagnata in val Pilzetta le iscrizioni si portano a don Igidio giù in parrocchia". Che cazz è sta roba? E fu Born To Be Abramo ... un vero fulmine a ciel sereno! Finalmente qualcosa di diverso perché, diciamolo, in quel periodo la musica che passava in radio faceva un po' cagare. Però chi erano sti matti? Perché mica li dicevano i nomi degli artisti nei megamix... Restai col dubbio fino a che non mi facero ascoltare "Elio Samaga Hukapan Karijana Turu", quella cassettina che a scuola dai salesiani girava sottobanco perché c'erano le parolacce (altro che canzoncine da cantare all'oratorio). E il fulmine si trasformò in amore vero che, nonostante voi banda di bastardi abbiate deciso che non vi farete mai più vedere in concerto, perdurerà forever and ever. Forza Panino.

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"Panino" era il coniglio nano che ha vissuto con me e la mia ex per 5 anni. Aveva circa 2 mesi quando (febbraio '99) è stato portato a casa dalla mia ex la quale, pur non avendovi mai amato, amava me fino al punto di battezzarlo con il protagonista del brano "Tapparella". Facendo un po' di calcoli, ho realizzato che Panino (il coniglio) era nato nei giorni in cui è morto Panino (Feiez). Ha vissuto con noi in appartamento come un gatto (ma non ve lo consiglierei) ed è stato proprio un membro della famiglia. Avrei molti altri ricordi sugli e degli Elii, ma questo è quello più particolate, almeno. Forza Panino !!!!

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Grazie alle vostre canzoni, per la precisione grazie a Servi della Gleba e a Gimmi I. è nata una delle migliori amicizie che abbia mai avuto, che mi ha portato a mettere su una band e a levarmi delle belle soddisfazioni

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Ricordo di essere stato ad un concerto degli Eelst a Pordenone, album Cicciput, ed ero davanti al palco, davanti a me c'era Faso. Per scherzare con gli amici gli ho gridato che aveva la cerniera aperta, facendogli un gesto e lui ha mollato il basso preoccupato per controllare. Poi ha riso mandandomi a quel paese. Che cazzate, però ci siamo divertiti. Mitici!

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Almeno 20 anni della mia vita sono costellati di ricordi legati a eelst. Dalle musicassette spacciate alle medie fino all'ultimo concerto ad Assago. Uno di questi momenti è stato particolarmente unico e gratificante, fino a essere definito dagli amici "il punto più alto della mia vita". Parte della storia la conoscete già. Lussemburgo, 8 marzo 2017. Unico detentore del biglietto "VIP" al concerto in Lussemburgo del Yes We Can't Tour, vengo accolto come un dio da voi e dal vostro entourage. Non solo ammesso al backstage, ma addirittura sul palco durante lo show. Ricordo ancora in ogni dettaglio le emozioni prima entrare in scena, quasi come avessi dovuto suonare io. Quello che forse non sapete è la popolarità che mi avete regalato tra la comunità italiana in Lussemburgo. Immediatamente diventato un eroe tra i colleghi connazionali, sono stato addirittura fermato in aeroporto da alcuni sconosciuti businessman che chiedevano se fossi io "l'ingegner Cazzaniga amico di Elio". Mesi dopo, in seguito ad un annuncio di affitto camera su un noto social network, alcuni ragazzi volevano visitare l'immobile solo perchè: "ah ma è lui, è proprio quello che era sul palco con gli elii". Il culmine della fama è stato raggiunto in patria. Il Cittadino di Monza e Brianza non solo "ci" ha dedicato un articolo, ma l'ha inserito come titolo nelle locandine delle edicole brianzole addirittura PRIMA dal Papa in visita in quei giorni (foto in allegato come prova). Una figata pazzesca! Con questo ricordo voglio finalmente ringraziarvi, non solo per quella fantastica serata, ma per tutto quello che avete creato nella vostra immensa carriera e che ha profondamente segnato la mia maturità ed educazione musicale. Un abbraccio, Nicholas

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Mia madre è una delle cantanti de i Pandemonium (Gianna Carlotta). Ed è la "folle" del gruppo. Non a caso fu grazie a lei che conobbi voi Eliiiiii (plurales mai estatos come dicono gli spagnoli). Arrivò a casa con la musicassetta del primo album (rigorosamente doppiata) dicendomi "questi ti piaceranno". Mi trovai molto d'accordo al punto che mi portò al vostro concerto a Roma al Teatro Tendastrisce. Avevo dieci anni e l'esperienza fu unica. Se non ricordo male la data (ero abbastanza piccolo da far confusione, ma dovrebbe essere quella giusta), ricordo sicuramente come entraste; parrucche lunghe, intro super metallone e scapocciate a tempo. Rimasi folgorato. Tutto il resto del concerto è stato un continuo ridere ma anche un continuo non capire cose (il grosso erano termini finto educati legati al sesso - non ero ancora troppo pratico della faccenda, anche se qualche porno l'avevo già visto grazie ai miei amici più grandi). Rimasi a dir poco colpito; non tanto per la vostra palese bravura, perché ancora ci capivo poco (nonostante ascoltassi solo roba super fantastica, sempre grazie a mia madre), ma soprattutto perché pensai "come fanno un gruppo di imbecilli a suonare bene ed a riempire un posto come questo?". Da li capii che non solo la "musica seria" era un motivo per fare successo, ma che si poteva portare l'essere cazzoni al mainstream. Gli unici che conoscevo che ci erano quasi riusciti erano proprio i Pandemonium. Da li in poi non mi son distaccato MAI da voi. Anche se per assurdo non son più venuto a vedervi live (ma la colpa è di tutti i soldi che ho sperperato in Queen, Maiden, Michael Jackson, Goblin e qualche altro mostro sacro). Per farmi perdonare vi ho però dedicato un brano chiamato (scontatamente) "Elio & le Storie Tese Tornate Insieme" (allegato di proposito). Ditemi se vi fa cagare o se vi fa troppo cagare. PS: da quel giorno ho capito che sareste dovuti restare con me (noi) per sempre. Poi vi siete sciolti ma so che tornerete. Perché come nelle storie di fantasia, le cose finiscono quasi sempre bene. E voi non siete reali. Siete il parto di noi malati di mente che amiamo sognare, tra un delirio e l'altro. Vi voglio seriamente bene (cioè con la mente seria). PS: se tornate insieme, addirittura, verrò personalmente a vedervi. Più che una promessa è una minaccia.

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Mio figlio Fausto di 5 anni seguendo Sanremo vi vede tutti argentati e si innamora di voi e delle vostre canzoni Gli regaliamo il cd che gli piaceva anche per la foto sulla copertina Impara tutte le canzoni e si appassiona particolarmente a El pube, che canterà entusiasticamente anche a scuola La maestra mi chiama perplessa e un po' preoccupata per le parole ''strane'' che Fausto ripete a scuola cantando le canzoncine che ama Glisso Da quel momento Fausto seguirà ogni vostro passo e avrà ogni vostro cd, fino a vedervi finalmente dal vivo a Napoli dopo molti anni E ha trasmesso questo amore anche ai suoi fratelli Francesco e Laura Una famiglia intera vi ama ❤️ ma Fausto di più!!!!

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Febbraio 2000. Avevo (ho) uno stereo Pioneer anni 80 che all'accensione dell'amplificatore faceva automaticamente avviare il CD player. Quella sera tornando a casa da lavoro trovai mia figlia Giorgia (6 anni) che fremeva e mi aspettava sull'uscio e mi disse "papà papà corri oggi Ludovica (la mia secondogenita aveva 2 anni al tempo) ha premuto il pulsante dello stereo che si è acceso e ci stavamo quelli delle parolacce: All'interno il CD "Esco dal mio corpo..."ed era partita "unanimi""...siamo Elio e le storie tese, pronunciamo tante parolacce..." Mia figlia, una bambina di 6 anni... come quelli adulti ridicoli ai quali oggi dico: sono un fan degli EelST e mi rispondono "ma fermati va...dicono solo stupidaggini,cazzate e parolacce"... BINGO... ABBIAMO VINTO NOI...ora e sempre FORZA PANINO

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Luglio 2001, il "segreto". Avevo appena compiuto i 14 anni, e conoscevo un animatore che indossava una maglietta degli EELST, quella in versione "meccanici" mi sembra, tutta chiavi inglesi ed elmetti... Mi era rimasta la curiosità di capire chi foste ed ero al mare (Bibione, VE); in un negozio trovai la musicassetta di "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu". La comprai di nascosto! La tenevo nascosta sotto il cuscino, sia mai che pensassero male... ma dopo poche settimane ero già lanciato a far incazzare mia madre, cantando a squarciagola in casa "Donne atletiche donne che si allenano gettando il feto nel cassonetto dell'amor!". Da lì scoprii a ritroso tutto quello che era successo fino a quel momento, e casualmente nel 2002 iniziai a scrivere musica anch'io, inutile dire quanto mi dicono della vostra inevitabile influenza; nel 2003, con mia sorpresa arrivò Cicciput e in pratica quello che considero il vostro "secondo tempo", iniziai a frequentare i concerti. Che sono tra i più indimenticabili! Grazie per tutto quel che significate! Gilberto

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Ho conosciuto mio marito nelle filippine durante un viaggio di subacquei in cui io non lo ero e soprattutto lui era trentino. Mi ha conquistato durante una sera, si cenava in compagnia, e la prima cosa che parlando abbiamo trovato in comune eravate voi. Siamo assieme dal 2007, sposati nel 2010 e abbiamo due magnifiche bimbe. La piccola , Isabella, quando va in bagno e la produce solida, canta sempre che ha fatto il dirigibile marrone... Vi adoriamo !!!!

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Caro simpatico complessino... Tutta la mia esistenza, dai 18 anni ad oggi (che ne ho 47) è stata scandita dalla vostra presenza. All'epoca dell'uscita di Elio samaga hukapan kariyana turu ero un bassista in erba, e per me tentare di suonare sul 33 giri John Holmes, Cateto e Cassonetto era una goduria. Ad ogni modo il ricordo che ricordo (mi stimolate ai giri di parole estrosi) risale all'estate 1992 (la data precisa non la ricordo), ovvero al mio primo live degli EELST... ho fatto 2 chiacchiere con Feiez che si stava bevendo una birra in mezzo alla gente, e con il baffista Faso (che amavo alla follia, allora come oggi): gli dissi che suonavo il basso a ben 5 corde, e dimostrò (finta) ammirazione... lo stesso Faso mi disse che quella sera Christian stava suonando con la febbre a 39! Eroe!!! Cari EELST, la vostra "musica per sognare" è stata la colonna sonora di tanti momenti, belli e meno belli... Grazie. Grazie e grazie. <3

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Ho scoperto gli Elio e le storie tese in una puntata di Be Bop a Lula del 1989 prima dell'uscita del primo album degli Elii. Avevo 13 anni e amavo la musica e fui colpito subito dai testi demenziali che vedevo negli spezzoni del programma. Mi colpirono anche le canzoni "tanti auguri" e "Con tutte le ragazze sono tremendo" cantate al contrario. Appena uscì l'album "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu" (ho copiato e incollato il testo) chiesi ai miei di comprarmi la cassetta (per ascoltarla in macchina) e subito, quando iniziò il primo brano, io e mia mamma cominciammo a ridere fino alla fine della cassetta. Ricordo la prima volta che li vidi in concerto a Omegna (VB). Mi colpì Feiez perché suonava di tutto (anche il basso di Faso standogli dietro la schiena perché lui mimava la cornetta in servi della gleba). Mi spiace dirlo ma Feiez manca molto sul palco perché come poli strumentista era eccezionale.

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La data precisa non la ricordo, ma ero al Paladozza di Bologna a vedere Taratata'. Suonaste davanti a Santana "lo stato a lo stato b" e insieme a lui Oye como va se non ricordo male. Lui disse che gli ricordavate Frank Zappa. Cesareo, intervistato da Silvestrin, disse testualmente "lui è un mito, io sono una scoreggetta". Brividi. Dal vivo davate sempre il meglio. Vi ho conosciuto l'anno della maturità (1997), mi avete aiutato a sdrammatizzare: nell'amore, nello studio, nella vita in genere, grazie ai vostri testi . Vi lovvo, Giovanni

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OST

In realtà il mio non è UN ricordo, gli Elii sono stati la soundtrack della mia vita, cantati tra amici, viaggi, spesso completo frasi con le vostre canzoni, siete stati il mio primo concerto live, ed ho assistito anche all'ultimo fatto a Padova. FORZA PANINO!!!!!

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Sono nato nel 1964, quindi praticamente coetaneo degli Elii. Strimpello il basso e la chitarra, mi piacciono molto i Beatles ed il rock anni '60, la musica della West Coast, i complessi italiani anni '60 e '70, il pop anni '80 e la soul music alla Earth Wind and Fire. Ah, amo molto il "Trio delle Meraviglie (chiedere a Cesareo...). Da giovane ho militato in gruppi di ogni genere, dal rock (uno dei primi gruppi a suonare le cover di Vasco, nel 1982!) al folk (la banda "La Garibaldina", composta da flauti di Pan), al Liscio (...ebbene sì, sono un "avanzo di balera"), alla musica tradizionale bergamasca (conoscete Luciano Ravasio?) fino alla musica liturgica (Christian Pop ????, d'altronde anche voi, con "Born to be Abramo"...). Mi illudo pertanto di poter vantare qualche affinità con EelST, almeno quanto a versatilità e "camaleontismo". Il 6, 7 e 8 settembre del 1989, durante una brevissima vacanza a Gatteo a Mare, ho conosciuto colei che è poi diventata la compagna della mia vita, moglie, e madre dei miei figli. Da allora, non ci siamo mai separati. Qualche tempo dopo, ho scoperto un fantastico complessino, il mio complessino preferiterrimo, del quale adoro ogni singola nota ed ogni singolo verso. Dopo diversi anni, leggendo con attenzione le paroline scritte in piccolo sul primo cd (certo che il vinile, almeno quanto a gratificazione visiva, era tutta un'altra cosa!) ho scoperto che la registrazione di quel protocapolavoro avvenne proprio in quei precisi giorni, evidentemente predestinati dal Buon Dio (o da chi per lui) ad essere forieri di gioia e letizia per il mondo - o almeno, per me. Sinceramente, quando ho appreso del vostro scioglimento mi sono un po' preoccupato, temendo ripercussioni per il mio matrimonio... ma "in fondo" ho pensato "gli EelST esisteranno per sempre, come i Beatles, come i Doors, come Mozart... hanno (forse) solo smesso di fare nuove cose, ma si possono sempre godere quelle già fatte: un po' come una coppia "matura", che si ama tantissimo ma non fa più sesso, apprezzando comunque tantissimo il ricordo dei distinti tempi passati... Un abbraccio forte, vi allego una foto di quel 6 settembre 1989; guardandola, immaginate magari di ascoltare "September" degli EW&F. Forza Panino!

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era la mattina del 23 dicembre; andavo a lavorare in negozio con l'atmosfera natalizia nell'aria. Giornale radio: " è morto Paolo Panigada, in arte Feiez".... ho accostato e ho pianto li avevo appena visti a Bologna a taratatà; il falsetto di "bastaaaaa, questa festa è insoddisfacenteeee" non ci potevo credere. Forza Panino

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VHS di Rocco e le storie tese. quanti ricordi, quante emozioni, quante...

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Si, ricordo, dal primo album, vi ho sempre ascoltati e vi ho sempre visti un po', come quelli la.

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15 anni...bicicletta...primavera...cassettina nel Walk man registrata dal vinile prestato da un mio cugino...libertà.

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La spensieratezza dell adolescenza con le pustole e i brutti voti. La figa vista col binocolo e raccontata da elio I fonzie, l aranciata in formato doppio, i videogames al bar che andavano a 500 lire... Il motorino e rischiare la vita in discesa a motore spento per capire cosa doveva essere il motociclismo Non studiare neanche l ultimo giorno prima degli esami e prepararti, andando dal tuo migliore amico brandendo il vhs del "petomane" di Tognazzi... (promossi entrambi con un vergognoso 38) E Veder poi la vita passare.... e scoprir d esser vecchi... Tutto ad un tratto. Dannazione. V. V. B.

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Il mio primo impatto con EELST fu vedendoli partecipare a Sanremo nel 1996 ed i miei occhietti di sbarbato 13enne presero luce, tanto da costringere (ma neanche troppo) i miei genitori a portarmi al concerto nel novembre del 1996, di quel concerto ricordo di aver incontrato Claudio Bisio nel bar adiacente il teatro ed il balletto finale sulle note dei take that, sulla performance musicale inutile soffermarsi, sarebbe superfluo. L' anno dopo li costrinsi nuovamente a portarmi alla festa dell'unità a Villa Gordiani sempre a Roma, di quel concerto ricordo estasiato un dialogo sul meteo tra il mio papà e Feiez, chissà che non lo abbiano rifatto poi in qualche altra dimensione. Il mio ultimo è stato a Parigi nel tour Europeo partito da Cracovia appositamente con la mia compagna polacca, rimasta estasiata. Ce ne sarebbero altre decine ma il ricordo di un ricordo doveva essere uno e ne ho messi già troppi. Vi voglio bene, se volete ve lo dico ballicchiando, ciao.

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Quindici anni: età problematica, ormoni in fermento e barba ancora troppo morbida. Età di depressione, con "Drive" degli R.E.M. e la morte di Freddie Mercury che non aiutavano affatto. Ma c'era anche "Il Vitello dai Piedi di Balsa", e questa band milanese che ancora non capivo abbastanza ma che già si era scavata un posto tutto speciale in mezzo alla mia discografia; un posto che, ancora oggi, resiste al tempo e, dopo restauri e ampliamenti vari, è diventato più un museo che un santuario. Ma torniamo al 1992, e al "Vitello dai piedi di balsa": la radio locale lo trasmetteva censurato, riempiendo di beep la parte finale dell'orsetto, al punto tale che ho scoperto che era ricchione solo molti anni dopo. Ma io, imperterrito, alzavo al massimo il volume di quel vecchio impianto stereo grigio argento, uno di quei sistemi integrati con giradischi, sintonizzatore e lettore a cassette tipico degli anni '70. Quell'impianto era, per me, la porta d'accesso alla musica, e non so quante ore ho speso in simbiosi con quell'apparecchio, registrando su cassetta le canzoni dalla radio o dai dischi che mi prestavano. Poi, un giorno, si ruppe: era il 1994, il 2 maggio per la precisione. Quel giorno moriva Ayrton Senna, e morì anche il mio stereo; ma lo fece con un sorriso, perché stava suonando "Pippero" degli elii.

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Terza media con un amico fraterno ed un mangiacassete al parco, 2 birre e 2 patatine al supermercato per 2000 lire e si disquisiva sul senso della vita pensando alle bestie dello zio Cesco ed a quando i nostri peni sarebbero cresciuti dei centimetri mancanti ai fatidici 30....

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Ascolto gli Eelst più o meno da 15 anni, allora ero solo un ragazzino che ascoltava e suonava punk rock. Però l’ironia degli Elii mi ha sempre fatto molto ridere e spesso anche riflettere, oltre al fatto di essere ottimi musicisti. Nell’estate del 2007 rincorrevo il sogno di diventare un tecnico del suono e di imparare quel mestiere (avevo appena 17-18 anni). In quegli anni, i Punkreas si servivano dello stesso service audio degli Elii e così tramite varie conoscenze comuni, riuscii a ottenere un piccolo lavoretto estivo nel suddetto service così che potessi imparare il mestiere del fonico come desideravo, lavorando per grandi artisti. Io che mi aspettavo di maneggiare grandi mixer, microfoni, strumentazioni all’avanguardia però mi sbagliavo: il mio lavoro si limitò a mettere in ordine il magazzino, preparare il materiale e caricare i camion dei vari tour in partenza. Tra i vari tour, quello degli Eelst era il più divertente perché oltre a impianto, strumenti, custodie più o meno pesanti, c’erano sempre da caricare i vari costumi di Mangoni e oggettistica in genere (scope, pali per la lap dance, polli di gomma..). Insomma, in quel periodo ho imparato a saldare i cavi, com’è fatto un mixer, com’è composto un impianto per un tour e soprattutto ho imparato che fare il tecnico nel mondo dello spettacolo è un mestiere davvero duro e sottovalutato. Uno dei tecnici di Eelst una volta mi disse “prima di usare un mixer, devi sapere quanto pesa”. E aveva un sacco ragione. Poi ho preso altre strade, ho preferito il mondo della registrazione più che del live, realizzando un piccolo home studio dal quale mi è nata la passione per i prodotti Apple che è poi diventata il mio lavoro. Devo molto a Eelst, la cosa più divertente è che in tutti questi anni non ho mai avuto modo di incontrarli pur avendo partecipato a decine di concerti e pur avendo, in qualche modo, lavorato per loro. La vita è pazzesca :)

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Primi giorni del primo liceo scientifico e prime amicizie con due malati di mente che diventeranno anche miei testimoni di nozze. Si parla di tutto, di musica, figa, calcio, uno dei due ripete sempre “cateto” tanto da volergli spaccare un’ipotenusa sul collo. Alla richiesta di un perché questo mi tira fuori la cassetta di Elio samaga. Da li si arriva alla mancanza di voce dopo il concerto de l’Aquila del 2017. Uollano!

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Dicembre 1989, Ferrara. 5 liceo scientifico. Un amico mi passa una cassetta e mi dice: oh...ascolta sta roba, io ieri sono morto!”. Vado a casa pranzo in fretta e via in camera con il radiolone. La prima cosa che sento è l’attacco di batteria di john holmes. Geniale. Dopo un’ora avevo le lacrime. Amore a prima vista. Dura ancora. Sono l’unità di misura della nostra vita. Non esiste momento, che non possa essere declinato in qualche strofa loro....

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Dopo un grosso acquazzone estivo si stava sulle transenne d'ingreeeo in attesa di entrare. Mi si avvicina Feiez con una piccolissima custodia contenente un piccolissimo sax, e sbarrato dalle transenne mi guarda e mi dice: - Come si fa ad entrare? Io col sorriso gli risposi: - Eh devi pagare il biglietto ???? Sei della band? Gli chiesi No! Mi rispose, Sono un fotografo, scavalcó le transenne e sparì. Alla fine il concerto saltó perchè era tutto allagato, non fui mai rimborsato del biglietto, bastardi. Con immenso amore Giorgio

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Visti la prima volta a Lupo Solitario , suonavate al "Prego" (in seguito Rainbow) io allora ventunenne rizla addicted, riluttante servo della gleba, con prospettiva di un futuro incerto sono venuto al Prego per vedervi live l'unica sera che non suonavate. Per il resto sono invecchiato e maturato insieme a voi in un barrique d'amore e se vi sciogliete mi sciolgo anch'io.

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Ciao Questa ve la avevo già scritta, ma mio fratello insiste nello spedirla di nuovo. Sono Simone, un italiano migrato a Los Angeles, tra poco in smigranza verso la ridente cittadina di Gallarate. Non so se questo messaggio arrivera' ai membri del simpatico gruppettino, ma ho da poco scoperto dello scioglimento dovuto ai problemi di salute di Rocco. Fidati se ti dico che non ci ho dormito la notte, Elio sono stati una costante nella mia vita degli ultimi trent'anni, sebbene non sia fava. Me li ricordo ancora i pomeriggi dell'88, a dieci anni, con le cassettine pirata in cui gli Elio dicevano "cazzo", che non si poteva dire: la mamma poi si arrabbia. Combinata ad altre brutte cose successe nel 2018, tra cui il mio divorzio, e' stata una notizia che mi ha colpito nel profondo. Poi i fetenti se ne escono con "Circo Discutibile" e mi fanno frignare in ufficio. Non si fa, non si fa. Ho letto alcune interviste in cui Stefano dava le motivazioni di questo cambiamento, attribuendolo alla scena musicale italiana ed al sentirsi inadeguato rispetto ad un pubblico che ascolta Sfera Ebbasta. E ci sta anche, i membri degli Elio sono tutti oltre i cinquanta, hanno tutte le ragioni del mondo per sentirsi alieni rispetto al contesto sociale in cui vive il belpaese, in netto contrasto con il rispetto per l'Arte che, "cazzo" piu' "cazzo" meno, gli Elio hanno sempre dimostrato. Vorrei solo far arrivare un messaggio, se possibile. Il contributo che gli Elio hanno dato al Paese in quarant'anni non e' solo estetico. Presentando un tipo di bellezza legata si' al rispetto della tradizione, ma anche "ribelle", "sbagliata" ed, in generale, "diversa", Elio hanno insegnato alla mia generazione come approcciarsi alle diversita' e al non conforme. Il contributo degli Elio e' politico, ancor prima di estetico. Se oggi io sono una persona che apprezza il diverso come valore, lo devo anche agli Elio, ai solo di gargarismi ed al vocoder che dice "sborro" in Pork & Cyndi, alla gabber di "Ballate Bastardi" ed all'arrangiamento stile Earth Wind & Fire di TVUMDB. Mi hanno insegnato ad essere un ascoltatore migliore. Proprio io che nel '93, a quindici anni, ascoltavo la dance di Radio Deejay: gli Antico, i Cappella, Digital Boy, Prezioso e mi sembrava la roba piu' fica del mondo. Se ieri ho acquistato un CD di Thundercat ed uno di Herbie Hancock, il merito e' di chi mi ha dato modo di seguire un percorso di crescita che mi permetta di apprezzarli. Quindi anche degli Elio. (E spero proprio Faso ascolti Thundercat, e' un bassista con le palle) Leggendo degli avvenimenti di cronaca italiani, non ho dubbi: il popolo italiano ha piu' che mai bisogno di un messaggio che presenti la diversita' come importante apporto alla crescita individuale. Qualsiasi strada i membri del gruppettino decidano di intraprendere, vorrei esortarli a continuare nel loro apporto alla vita nella polis. Siamo gia' un popolo di stronzi, senza di loro, saremmo anche un popolo piu' povero. Con affetto ed immensa stima Simone

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Meravigliose serate al Magia con registratore e tanta voglia di divertirsi ❤️ Indimenticabile anche la non stop all'Elfo ...Siete stati la colonna sonora della lunga storia fra me e mio marito, sposati da 32 anni! Vi amiamo ❤️

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Maggio 1984, gita scolastica a Mantova, ma non ne sono sicuro, l'amico Max tira fuori una cassetta, pirata ovviamente, con il concerto di un "Simpatico Complessino" finisce nella radio del pullman, e di lì un idillio tutto in discesa che parte da un concerto a Montestella nel luglio di quell'anno, di pomeriggio dove andai di nascosto da mia mamma, l'anno successivo al circolo fratellanza e pace di Legnano, al Bull Bull di Castrocaro Terme nel 1990, dove comprai una maglietta mitica dove purtroppo non entro più, all'arco della Pace a Milano nel 1998, fino all'ultimo concerto nel 2017, l'immancabile raccolta degli. Album incluse le rarità, e un grazie particolare per aver inquinato lamia gioventù, ma anche l'età adulta. Un abbraccio a tutti voi ed un pensiero a Feiez...

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Questa è una cosa che non ho mai detto a nessuno: andare ai concerti mi ha sempre rotto i coglioni. La ressa, il casino, il tempo ad aspettare, la disperata lotta per conquistare una posizione decente per potersi godere lo spettacolo. Gli unici concerti in cui non ho mai patito erano quelli di Elio e le storie tese. Ci sono quasi sempre andato da solo, e siccome fortunatamente ogni anno venivate a Torino, io ogni anno vi andavo a vedere. Dodici anni, più di dodici concerti visti, perché nelle annate buone venivate a fare il concerto e poi magari ci scappava pure il concertone del primo maggio, oppure quella volta che avete fatto il mini concerto alla FNAC in via Roma per la festa della musica. Io c'ero alla reggia di Venaria per vedere "Coesi se vi pare", io c'ero nel 2004 per l'addio alla cara Silvia Bolbo, io c'ero ed ero uno dei primi che a fine concerto scalpitava per comprarsi il cd brulé al teatro Colosseo mi pare, o forse era a Collegno? C'ero anche lo scorso maggio per il vostro concerto di addio. Per non parlare del fatto che stavo alzato fino alle 2 del mattino per guardare Vite Bruciacchiate su rai due. Ho sempre seguito anche Cordialmente, per questo voi non eravate (e non siete) solo un gruppo che ascoltavo una volta l'anno in concerto e ogni tanto quando usciva il cd nuovo. Grazie a Cordialmente avevamo il nostro incontro settimanale in cui ci riunivamo virtualmente tutti insieme come un gruppo di amici per sparare cazzate. Grazie a Cordialmente vi ho conosciuti in maniera più profonda, il semplice fatto di conoscere i vostri veri nomi, oppure gli aneddoti delle vostre vite personali, erano tutte piccole cose che mi rendevano orgoglioso, cose che tanti altri fan degli Eelst non sapevano. Quindi questo è il mio ricordo, un ricordo lungo una vita intera, fatta di concerti, di Cordialmente, di Musichione, di Vite Bruciacchiate, di Lugano Tapes, di Bootleg spediti via posta tra i membri del Fave fan club, di "chi ha incastrato Elio e le storie tese" e tutto quanto il resto. L'unico mio rimpianto? Non essermi mai fatto un giro sull'ampli del Faso, ma forse perché non sono mai stato scalmanato abbastanza!

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Facevamo il liceo, avevamo 16 anni, ci piaceva la musica, e soprattutto gli Elio. In gruppo andavamo col treno fino a Torino per il Salone della Musica, per sbavare sui dischi e sugli strumenti che avremmo voluto avere. Stavamo mangiando un panino (!) fuori dal Lingotto, e vediamo Feiez che fa per entrare. Appena avvistato, molliamo tutto e ci lanciamo su di lui. Letteralmente. Mi ricordo che lo abbracciammo tutti insieme urlando a lungo "Feiez! Feiez!" con la stupidera tipica di quell'età. Ne parliamo ancora adesso, quando facciamo le rimpatriate. Eravamo giovani, eravamo sinceri ed eravamo spontanei. E amavamo la musica, Feiez e gli Elio e le storie tese.

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Quando ero piccola, i miei genitori portavano spesso in giro me e mia sorella, facevamo gite e trasferte rigorosamente in macchina, e puntualmente mio padre metteva su le vostre cassette. Ricordo distintamente i cazziatoni che gli faceva mia madre perché faceva sentire a due bambine di 5 e 11 anni le "canzoni con le parolacce", ma siamo venute su una meraviglia! Credo di essere l'unica persona al mondo che si commuove ascoltando il pippero perché le ricorda la sua infanzia. E vi sono talmente affezionata che il mio fidanzato mi ha portata al vostro ultimo concerto a Barolo per chiedermi di sposarlo. Insomma, siete una parte di me!

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La data è indicativa... avevo suppergiù 12 anni, ero alle medie e, nel pieno della mia esplosione ormonale, soffrivo un po' le mie imperfezioni fisiche... Ero basso, magrolino e le uniche cose sovradimensionate risultavano essere le mie sopracciglia. Ero straziato dal pensiero che tali inestetismi potessero fare in modo da polverizzare ogni minima chance di fare colpo su Stefania, la ragazzina bionda più bella della classe prima, sezione F. Un giorno, per consolarmi (non è vero, fu per prendermi per il culo ed infierire ulteriormente sul mio debole stato d'animo) mio fratello, di 9 anni più grande, mi disse "Con quelle sopracciglia sembri Elio". Io risposi "Elio chi?". Rispose sghignazzando come quando era solito fare dopo avermi insegnato una nuova parolaccia "Vieni con me". Lo seguii nella sua camera, accese lo stereo, inserì una cassetta (rigorosamente duplicata, non avevamo i soldi per gli album originali allora) e premette play. Si trattava di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu. Ero lievemente disorientato, non capivo... poi ricordo che pensai "Uè... questi dicono le parolacce nelle canzoni, forte!". Andò così. Negli anni capii che quei folli che dicevano le parolacce nelle canzoni erano probabilmente una delle band più virtuose nel panorama musicale italiano, sicuramente le migliore tra quelle della mia generazione. Mio fratello ora è pelato come il culo di un babbuino, io ho ancora i capelli ed, essendo un po' ingrassato, le mie sopracciglia sono ora proporzionate con tutto il resto. Gli sono comunque grato per il modo nel quale mi ha preso per il culo 23 anni fa. E niente, no... alla fine Stefania non me la sono mai limonata, neppure alla festa delle medie.

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Cari Elii, ho cominciato a sentirvi grazie ad una musicassetta di mio zio quando avevo 8 anni. Da quel momento siete diventati il mio gruppo preferito. Ricordo mia madre che diceva "adesso li chiamo Elio anche io e gli dico che mi hanno rovinato un figlio" (ricordando L'eterna lotta tra il bene e il male). E anche adesso tutto rimane attuale con Cara ti amo e Servi della Gleba che rappresentano l'evolversi delle relazioni con le donne. Grazie delle emozioni che ci regalate

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Avendo 21 anni vi ho conosciuto solo a sanreno 2013 con la canzone mononota e dannati forever, da quel momento non ho smesso piu di ascoltarvi! Le mie canzoni preferite sono Fossi Figo e Pork e Cindy, ma sono belle tutte! Spero che un giorno uscirà ancora qualche nuova canzone perchè siete avanti su tutti!!

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12/09/2003: mio primo concerto di EELST a Gorgonzola, accompagnato da mio padre. Scopriro' anni dopo che erano presenti anche quelli che sarebbero diventati 4 tra i miei migliori amici (anche loro sbarbati accompagnati dai rispettivi padri) Alcuni ricordi sparsi (che si citano ancora a wualche pranzo di famiglia): 1) Mangoni candidato al nobel per la riscoperta delle tradizioni dei nostri padri ("Mangoni spiegaci da dove nasce questa candidatura"... "Ho scoperto un ingrediente segreto per produrre i formaggi come i nostri nonni, basta aggiungere un po' di sborra all'impasto") 2) Mangoni brandisce una baguette che a un certo punto viene lanciata e si incastra al soffitto della tensostruttura che ospitava il concerto 3) Elio dice "noi siamo tecnologici, fanculo agli accendini: chi ama la figa agiti il telefonino con lo schermo acceso". Mi giro e c'e' mio padre che si sbraccia con il cellulare in mano. A domanda: "papa' ma che fai?" si ricompone un po' imbarazzato Ho scoperto di recente che uno sconosciuto (a cui sono immensamente grato) ha postato foto del concerto sulla sua pagina web: http://www.marok.org/Elio/Foto/03gorgo/index.html Che ricordi!

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Sulle note di "John Holmes" abbiamo sfondato il solaio di un appartamento nel mio paese. Il piu bel capodanno della mia vita! ????

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Seguo il simpatico complessino dai tempi del liceo, quando uscì Samaga Hukapan, di ricordi ne ho talmente tanti...ma il più bello è forse quello successivo a un vostro live a Trieste in Piazza Unità prima della Barcolana, ci andai con la morosa dell'epoca, (segni particolari: sgnaccamaroni). Il giorno dopo il live avevo il ritornello di Shpalman talmente piantato in testa che lo canticchiavo di continuo. Andammo a vedere l'arrivo delle barche e io continuavo a fischiettare il simpatico motivetto, quando la sgnacca si incacchiò di brutto:"Ma la vuoi smettere con 'sto cazzo di canzoncina, che mi ha rotto le balle?? Riprovaci a cantarla e giuro ti mollo immediatamente!". Passano si e no due minuti che senza accorgermene, giuro, mi partono due note a bocca chiusa. L'apocalisse. In mezzo al Molo Audace mi urlò di tutto e mi piantò il muso fino a sera inoltrata. Ogni volta che la riascolto ripenso con perverso piacere a quanto me la avete fatta incazzare con quel ritornello irresistibile: un Grammy di trenta centimetri per la dimensione artistica vi dovrebbero dare!

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Avevo "solo" 12 anni, mia zia aveva acquistato da poco il primo LP degli EELST, e ho iniziato ad ascoltarlo...e da allora sono traumatizzatA...???? G.R.A.N.Dio.Si!!!!

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Avevo 13-14 anni, mio padre mi portò all' home festival a Treviso per ascoltare un concerto di un gruppo a suo dire geniale, inizia il concerto spaccato alle 21:01 con un intro mai sentita...erano i pink floyd con shine on your crazy diamond (ai tempi i pink floyd non li conoscevo) con Cesareo che intonava le note di David Gilmour andando poi al ritornello dove invece di urlare "shine" gli elii urlavano "shaooo" e il pezzo finì li...morale della favola, primo concerto degli elii stupendo, in tapparella la gente urlava "FORZA PANINO" con una forza mai sentita! (uno dei tanti concerti che poi si sono susseguiti) e poi...grazie a loro ho scoperto un gruppo che ora è il mio preferito da anni assieme agli elii..i Pink floyd, che dire....grazie! E grazie anche a Christian Meyer che al concerto di Maniago in provincia di Udine a fine concerto mi ha regalato le sue bacchette <3

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Il mio reggiseno appeso sul palco, il primo raduno, il matrimonio di Mangoni. Il basso di mio fratello portato a benedire da Faso. Quella sera a Radio Deejay. Una vita di devozione. Ma più di tutto mi ricordo l'amore adolescenziale che ci misi a registrare su un VHS di 3 ore trasmissioni televisive trash napoletane da donarvi.

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Era il lontano 2000 e dalla saggezza dei miei 10 anni ero in vacanza coi miei vecchi durante gli europei olandesi. E venni a conoscenza che, 3 voci che teoricamente erano solamente in televisione ad eseguire quello splendore di Mai dire gol, uscivano dalla radio sulle frequenze di Radio2 che narravano quello che accadeva nei campi. E nel dettaglio quando una delle 2 squadre segnava, un complesso misteriosi canticchiava una canzoncina allegra e un architetto esultava senza pietà. Da lì e stato amore a primo ascolto. Cercai ovunque quella canzone e finalmente la trovai. Da 18 anni mi fa compagnia questa canzone, e me la fara sempre.

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Il mio coinquilino di appartamento, ai tempi dell'Università, mi fece sentire prima "Servi della Gleba" eppoi di seguito "John Holmes". Fu un uno-due micidiale, soprattutto il 13/8 di John Holmes, attesa qualche mia velleità chitarristica. Da allora ogni qualvolta "il simpatico complessino" si presentava nel raggio di almeno 50 km dalla mia Pesaro (accidenti non siete venuti mai a Pesaro- Pesaro!!!), andavo a sentirlo. Per un totale di una dozzina di concerti o forse più. Ritengo tuttora Elio e Le Storie Tese la miglior band italiana (assieme a PFM, Banco e Area)!!! Un caro saluto.

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Marzo 2017. Sono senza lavoro, nessuno pare minimamente interessato al mio cv e passo tutto il tempo a preoccuparmene. Il mio fidanzato propone una minivacanza in liguria nel tentativo di distrarmi ma nulla,continuo ad essere di cattivo umore. La domenica torniamo a casa, ma in autostrada troviamo un super ingorgo a causa di un incidente che ha bloccato tutta la circolazione. Rimaniamo fermi in coda per ore e mi aspetto che il mio fidanzato inizi a brontolare - come fa sempre nel traffico - invece mette il cd con il Meglio dei Medi dei nostri Megli di EELST e parte "Oratorium". Lui ride e canta, io lo guardo, e in quel momento tutte le difficoltà appaiono superabili, e mi riempio di serenità solo per il fatto di essere lì con lui. Penso che se riesce ad essere di buonumore in quella situazione del cavolo, potrò fidarmi ad averlo al mio fianco per il resto della vita. Dopo pochi giorni mi hanno chiamata per un lavoro, io e lui ad oggi stiamo ancora assieme e mi ritengo estremamente fortunata. Non crediamo particolarmente nel matrimonio, ma se mai ci sposeremo, sarà proprio quella la nostra canzone. Baciottoli a tutti!

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Era il 1996. Mia età 12 anni. Guardavo distrattamente il festival di Sanremo. Sin da piccolo mi sono cibato di originalità. Ho sempre odiato le cose monotone. Già quando l' eterno Pippo chiamò quel nome ,"Elio e le storie tese" ,esibirsi sul palco , fui colpito da un sobbalzo. Quella noia infernale creata dai soliti ritornelli, fu così di botto, spezzata. Ricordo bene questo tizio con delle sopracciglia enormi che cantava leggiadro e afferrava il microfono con una terza mano. Da quel giorno non aspettai altro. Volevo rivederli, riascoltare quella canzone. Non c' era feisbuk o yutub. Erano solo attese. Immaginazioni. Nella seconda serata ero pronto come un centrometista che attende lo Start, col dito indice pronto su "REC" del videoregistratore. Ad un certo punto nella mia città... un clamoroso BLACKOUT. Taranto è senza luce. Ed io mi dimeno come un topo in gabbia. L' energia elettrica torna. Sì ma sono passate 2 ore. Elio e le storie tese si travestono da "Rockets" incenando un perfetto controcorrente per il palco dei perbenisti dell 'Ariston. Ma io(come i miei concittadini) sono all' oscuro di ciò. Niente feisbuk niente yutubb insomma. Da quel momento si scatenò uno dei lati del mio carattere ovvero l' ossessività. Acquistavo qualsiasi cosa potesse parlare di musica. E ritagliavo le figure degli elii dal "Tv sorrisi e canzoni" e dal "Tutto". Iscrizione al fave club. Ricerca spasmodica di audiocassette. Sì le musicassette quelle che erano negli espositori al centro dei distributori di carburante. Ricercavo quelle scarpe con la gomma bianca che aveva Elio. Mio padre pazientemente mi portava in giro. (Niente Amazzon niente zzalando). Poi sono cresciuto. Fra musicassette Vhs e ritagli di giornale. Sì esattamente come facevano le mie coetanee con le foto dei Take That ritagliate dal "Cioè". Mia cuggina ogni tanto mi ricorda "Ti ricordi da piccolo che ti facevi le sopracciglia col rasoio per fartele ricrescere folte?". Non mi ricordo francamente, ma mi fido. Da quell'anno la mia pubertà è stata indelebilmente segnata. Custodisco tutto gelosamente. Musicassette, Cd(sì ad un certo punto sono arrivati i tempi di Amazzon). Decine di concerti partendo da un indimenticabile live nel campo di terra di Policoro ... in un concerto lanciai un porcellino sul palco che loro portatono in tournee insieme al più anziano gallo. Capodanno a Bari una decina di anni fa (mi impossessai del pletrro di Cesareo sgomitando fra la folla). E poi il coso della batteria (sì non so come si chiama ed ora non mi va di ricercare su google) di Christian mayer regalatomi dal mio amico Andrea che fu lesto ad appropiarsene. Stefano ho avuto il piacere di conoscerlo e farci due chiacchiere. È un bel disilluso come piace a me. Geniale mai banale. Annoiato. Quel quaderno da teenager è tutto autografato e per me è un cimelio. Rocco Tanica mi disse "dai ce lo darai quando faremo il museo degli Elii". Qualche mese fa a Bari ho partecipato al "concerto d' addio". Ecco mi sono commosso. Ma questo addio tarda ad arrivare. Dovrò commuovermi molte volte ancora. E come una magia il 31 dicembre sarò ancora con loro. Dopo tutto questo giro a capodanno suonano sotto casa mia. Potrei continuare a nostalgizzare ma forse sono finiti i caratteri. Che storia.

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Grazie a voi e alla vostra musica ho avuto la fortuna di conoscere persone meravigliose. In questa data ho conosciuto il mio ragazzo e non potrei essere più felice, perché stare con lui porterà sempre anche un pezzo di voi. Ci sarebbero mille altri ricordi, mille altre cose, vi voglio bene

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Ricordo Davide negli anni 70 alla spiaggia del Grigolo. Lo ricordo in particolare che costruiva per me e i miei cugini delle barchette con i sugherelli delle lenze essendo lui un po' più grande di noi. Vado ancora all'Elba e passo tutte le volte dal Grigolo. La spiaggia praticamente non c'è più, restano i ricordi. Tra l'altro un po' la chitarra la suono anche io!

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Chi subendo una delusione da un membro del sesso femminile non ha mai pensato ai Servi della Gleba oppure non è stato invitato a Feste in età adolescenziale non ha mai pensato a 'forza panino!"........

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Avevo vent'anni appena compiuti, eravamo al nostro secondo anno di relazione, io innamoratissimo lei evidentemente no. Mi ha lasciato per un altro e quell'altro era venuto in vacanza con noi. Ho fatto il superiore, davanti ai suoi occhi ho finto di non aver sofferto, ho preso le mie cose e mi sono messo in macchina per un lungo e solitario ritorno. Durante il viaggio avevo bisogno di musica, non conoscevo bene gli ELST, ma un mio amico aveva per caso dimenticato nella mia macchina un cd pirata (oh, apprezzate la sincerità): "Il meglio del nostro meglio vol. 1". Mentre ascoltavo quelle canzoni il mio cuore era in frantumi, gli occhi pieni di lacrime ma un inspiegabile sorriso stampato in faccia, ho adorato quell'album, ho imparato a memoria tutti i brani, ogni arrangiamento e citazione. Mesi dopo continuai ad ascoltare gli ELST, comprai tutti i loro dischi (sì tranquilli originali, se volete vi mando gli scontrini) e li seguii nei live, da tastierista ancora conservo la foto col mio mito Sergio Conforti, che tengo ancora in bella vista a casa mia come un monile di inestimabile valore. Devo tanto agli ELST, grazie a loro sono riuscito a riprendermi dalla più grande delusione della mia vita e avere il coraggio di fondare una band di scalmanati con i quali abbiamo già prodotto il primo album di inediti comici. L'ho consegnato orgoglioso a Elio in persona alla fine di un concerto e in cuor mio spero tanto che riesca a livellare perfettamente il tavolo preferito di casa sua. Grazie di tutto ragazzi, sarete per sempre i miei preferiti.

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Ero insieme ad alcuni miei amici, all'improvviso uno di loro inizia a canticchiare questa canzone ed io, divertita come non mai, gli ho chiesto di chi fosse. Il giorno dopo avevo la vostra musicassetta e da lì in poi vi ho amato. Vi ascoltavo di nascosto dai miei col walkman e le cuffiette e non sono più riuscita a fare meno di voi. Il mio amico si chiama Alo ed io lo continuo a ringraziare per aver canticchiare di questi teneri, morbidi, fradici, tappi per la fiiiiiiiiga... pelosa. ❤️

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Cassonetto differenziato è stata la prima canzone che mio zio mi ha fatto ascoltare(ero in prima o seconda superiore credo)...poi da lì è stato subito amore...Supergiovane,Servi della Gleba...ora di anni ne ho 42,mio marito non mi capisce ma con mio figlio più piccolo(16 anni)ci spariamo Natale allo zenzero e Christmas with the yours...!

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Era il pomeriggio di un inverno veramnte strano, ero completamente assorbito dal fenomeno PUBERTÀ, quindi estremamente impegnato nella masturbazione folle. In un attimo di lucidita , passando davanti un negozio di dischi comprai Cicciput, forse il più bel acquisto fatto in quegli anni. Ancora ricordo a memoria tutti i brani, ma Pagàno è un totem che ancora ascolto con tanta emozione e canto a squarciagola, ridendo di cuore. Grazie ragazzotti !

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21 luglio 1992; avevo 16 anni, pochi lire in tasca, un mangiacassette mono e una copia illegale di Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu in "pesante rotazione" sul mangiacassette di cui sopra. Gli EelST suonano a 4km da casa mia, prendo l'olandese di mia sorella e pedalo fino a Fanzolo, Treviso. Il concerto è già iniziato, il biglietto costa troppo. Resto davanti al cancello in compagnia dei vigili e ascolto tutto, fino alla fine. Negli anni a venire, con qualche soldo in più in tasca, non mi perdo un concerto, se gli Eli sono in zona, io ci sono! 20anni dopo, nel 2012, scoprii che l'intero concerto di Fanzolo era stato caricato sul www del computer; lacrime!!!!

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I miei potrebbero ancora avere un filmino in cui, a un anno e mezzo, ballavo ascoltando La Terra dei Cachi a Sanremo. Da allora fu amore. La vostra musica mi ha insegnato a non prendermi sul serio, a cercare di sdrammatizzare ogni situazione con un sorriso. Siete gli eredi di Frank Zappa, se fosse vivo sareste le uniche persone a non ricevere da lui un insulto. E Faso ha avuto un gran ruolo nel farmi imbracciare un basso elettrico. Vi amo, infinitamente, da sempre. Un abbraccio, Daniele.

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La performance del flauto magico e la foto che mi spinse ad iniziare con Elio Samaga hukupan kariyana turu fino ad arrivare al coro per Feiez all’auditorium a Roma.

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Vi ho conosciuti grazie alla passione in comune del baseball, vi ho imparato ad apprezzare scoprendo la canzone mio cuggino, vi ho amati quando ho capito l’importanza di lavorare con grandissima qualità senza perdere la stupidera di fondo.

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E pensàr che se voevà scartàr Pinfloi dal disco.. :-) Co Faso che domandava a Ciuke: ma quante ore al giorno studi lo strumento? E el Ciuke: Studiàr?? Perchè bisogna studiar? :-D

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Craccracriccrecr. Il mio corpo che cambia... ed è cambiato molto da quel lontano 14 maggio 1999. L'estate elle porte e la spensieratezza dei miei 23 anni assieme a all'uscita di questo album fantastico hanno hanno impresso nella mia mente i ricordi di una estate indimenticabile. Quando mi chiedono "cos'è per te la felicità?", bhe la mia mente torna come per magia a quella estate prima degli anni 2000, con la fiat uno di mia madre senza aria condizionata, la cassettina nell'autoradio con il frontalino estraibile, 10 mila lire di benzina super e lo startac in tasca da super figo della riviera romagnola. Dicomusic in loop infinito accompagnava trionfalmente le scorazzate su e giù fra Rimini e Riccione. Le radio passavono tormentoni come Mambo no. 5 o 50 special dei lunapop; canzonette... nulla a che vedere con "la visione" che avevo io del futuro, eh si.. "la visione" che può avere un ragazzo spensierato di 23 anni. Il caro 2000 poi però è arrivato, è arrivato ed è passato. Troppo in fretta. A Barolo durante l'ultimo concerto del complessino ho pensato a quel 1999, a quella estate... "Che felicità"... Come direbbe Sgabanaza, un vecchio cantastorie romagolo, "Ti saluto Elio e le storie tese e grazie della compagnia".

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Io c'ero! E su "Cara ti amo" l'amico che era con me mi dà di gomito e dice: "Ma questa è La Paola!" (mia fresca ex fidanzata!) (poi mi è anche capitato, a un buffo pranzo di un finto matrimonio alle pendici del Mottarone, di conoscere un tizio di nome Christian, amico di amici, che qualche anno dopo, senza saperne nulla, ho visto in un video di EELST!!! :o)

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Eravamo in vacanza in un agriturismo in Toscana e c’era questo tipo simpaticissimo che faceva giocare i bambini e tutti lo adoravano. L’ultimo giorno sul fiume, dissi all’altrettanto adorabile moglie: tuo marito mi ricorda qualcuno. E lei mi disse orgogliosa: MIO MARITO È QUALCUNO! Da allora lo amo: Faso.

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Racconigi, estate '96. 17 anni, mio primo concerto degli elii. Le ragazze che lanciano il reggiseno sul palco. A fine serata, io e le mie amiche che ci facciamo fare gli autografi da tutti, tocchiamo le sopracciglia di elio, strappiamo dei capelli a Faso (consenziente) per attaccarli sul diario (!). Mangoni che ci dice, sareste contente se Faso vi vomitasse addosso?? Traumatizzate. ???? Ma definitivamente innamorate di Faso, al ritorno nei mesi successivi chiamiamo ripetutamente Faso al telefono di casa (numero trovato sull'elenco), giusto per sentire la sua voce nella segreteria (lui non risponde mai). Una volta gli lascio il mio numero di casa. E lui richiama!! Per farmi il culo, perché dal cellulare ascoltava la segreteria pensando ci fossero dei messaggi, e spendendo inutilmente i soldi della chiamata. Io mortificata, lui se ne accorge e sdrammatizza, e da lì attacca a parlarmi di baseball, di altre cose che non ricordo. Una ragazzina felice! Vi amo da più di 20 anni. Con affetto, Linda

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mio padre mi portò al vostro concerto conoscevo a memoria tutte le canzoni che addirittura fui così fortunato da ricevere in regalo un cd autografato dal mitico elio. Il miglior concerto della mia vita

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Perdonate lo sbaglio. 1997, non 98...ahimè la furia del ricordo. Fosse stato il 98 rideremmo ancora con Feiez

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Seguivo il complessino da tempo, mai visti dal vivo......mi capitò di partecipare ad un programma Rai (Taratata') che si registrava a Bologna e dove il complessino si sarebbe esibito con Carlos Santana...i miei 2 miti in un colpo solo...fu FANTASTICO..."Tapparelle" Oje Como va" forse anche "El pube".....serata memorabile, legata ad uno splendido periodo della mia vita personale. ARRIVEDORCI !

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Mi ricordo di un ricordo di quando sentivo "shpalman" in tv, e più mi sembrava strano e più mi piaceva così ho iniziato ad ascoltare qualche pezzo in più. Ricordo poi di quanto divertiva a me e un compagno di classe ripeterci "pestare il ricordino del signor tal dei tali dell'arte della rovere" ma la cosa più bella era dirci in continuazione la parola "escrrrementi".

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Da bambina, quando mio fratello maggiore vi ascoltava, non sapendo cosa fosse "il mestruo", capivo "il mestolo, la pipí e la pupú" e mi chiedevo cosa questo mestolo vi avesse fatto di male, tanto da averlo messo in lista con quelle altre cose schifose!

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Nell'estate del 1989, a 16 anni, il mio primo "viaggio" con la mia mitica Yamaha TDR 125 fu per un concerto di ELST a Voghera... una serata indimenticabile per la libertà acquisita, per il primo passo da "uomo" e per lo stupendo concerto! Sono tornato con il mal di pancia dal ridere...

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Ricordi del 31 12 1998. Con gli amici più affiatati e musicadipendenti decidiamo di passare il capodanno in centro, a Modena. Partiamo il pomeriggio per goderci anche le prove del concerto. Arrivati in piazza ci troviamo tra un po' di gente sparsa a capannelle e voi che provate sul palco (emozione... eravate a due passi... voi, il nostro mito). Finite le prove iniziamo a cazzeggiare tra di noi fin quando un amico esclama Feiez! E lui tra di noi, un omone tra la gente come uno di noi, per poiperderai a giocare con un cane poco lontano da noi. ????

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Ascoltavo gli EELST insieme alla mia prima conquista che era davvero niente male. Avevamo entrambi 16 anni. Una tipina moooolto svegliotta. E nel mentre egiachiulavo a nastro, decisi che avrei suonato il basso. Grazie elii, grazie Faso.

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Fin da piccolo, dagli albori dei miei ricordi, il festival canoro della musica Italiana mi ha sempre fatto schifo. Essendo piccino, 7 anni, ovviamente non potevo prendere controllo della TV e seguivo svogliatamente il festival, finché arrivarono sullo schermo loro. Tutti argentati, in tutine luccicanti. E lì incominciarono le domande :"mamma chi sono? Ma perchè sono vestiti cosi? Cosa cantano? La terra dei cachi? Cos'è? La pinza nella panza...ma farà male!?!?" E si susseguirono per mesi mal fischiati e cantati ritornelli de "la terra dei cachi", fino a portare all'esasperazione dell'intera famiglia.

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Non so come, nella seconda metà degli anni 80,mi arrivò una cassetta di un Live a Borgomanero, fu amore a primo ascolto. Da lì in poi spacciati la cassettina a tutti e via, una vita a seguire quei fenomeni!

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La data è fittizia perchè quel periodo è molto nebuloso, Bologna fine anni 90, Livello 57, palco di pallet altezza uomo, finita a sputi con amore e rispetto. Forse poi quella sera ho anche limonato. Sempre uno dei più bei ricordi della mia gioventù.

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Erano i primi anni 90 (91 o 92 non ricordo di preciso) quando andai al concerto degli ELIO E LE STORIE TESE in quel di SANREMO (esattamente all'ARISTON). Mi "beccarono" per cantare una canzone dei Pooh ed io steccai come non mai ????. Che bel ricordo!

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Ho visto e sentito per la prima volta gli elii al teatro smeraldo..facevano un concerto per il mio liceo ..hanno cantato "cara ti amo" e io ricordo solo che ridevo, ridevo tantissimo, e ho pensato che erano fantastici! E da allora li sento e rido sempre...oggi mia figlia va alla stessa scuola dove Christian Meyer fa il papà e ho una foto di loro due che suonano insieme la batteria..e la musica degli elii accompagna i nostri viaggi in macchina!

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In un cinema di Padova ho visto gli Elii per la prima volta ad un concerto a pagamento. Ho voulto portare la mia ragazza del tempo e ricordo che era durante il periodo natalizio. Avevo due posti in prima fila pagatissimi... I posti costavano cari, ma un motivo c’era.. l’onore e il privilegio di esser sputacchiato dal mio mito, che avea preso di mira le prima file ???????????? Quella sera sono tornato a casa da solo.. ????.. ma ne è valsa la pena ..e forza panino.. ????????????

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Salve,partecipavo ad una cerimonia d’Ayahuasca (Taita Cherubin,ora centenario) che però non andò per la meglio...Fatto è che mi son messo il lettore Mp3 con la vostra musica per tutta la notte e ho pure visto la visione di Rocco Tanica...,con cui m’ero connesso mi pare....Dovrei rileggere i ricordi....Altrimenti vi seguo dall’’86 mi pare....

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Galeotta fu la musicassetta di Elio Live in Borgomanero che mi giunse ai tempi delle medie. Da quel giorno, entraste nel mio cuore con la vostra intelligente gogliardia. Colpo di grazia con la cassetta di Eat the Phikis (i cd manco sapevo cosa fossero). Vi amo, e sempre vi amerò. Anche dopo il centomila!

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Altare in provincia di Savona Batfest io 13 anni appena arrivata per servire alla festa mi dicono non c'è nessuno che abbia coraggio a servire il gruppo io con la mia faccia da glutei mi offro ed è stato bellissimo passare quelle po che ore insieme prima del vostro concerto siete delle persone fantastiche eliiii vi adoro

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Il mio primo eelst è la cassetta "guida all'ascolto di" esco dal mio corpo e ho molta paura distribuita da Comix nel 93(?) In ogni caso comprai il giornale andando a scuola, e rigirai tra le mani la cassetta fino al ritorno a casa. All'interno del giornale c'era il testo di "Addolorato", blues che ho iniziato immediatamente a cantare e che ancora, talvolto, intono. :)

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Avevo 19 anni, c'era un concerto di questo complessino all'ex cinema Alcione di piazza Vetra. La mia ragazza non voleva che io andassi al concerto perché le canzoni erano troppo volgari. E io non ci andai. E lei in cambio non me la diede.

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È stato un fulmine a ciel sereno come una scopata infinita ragazzi ci mancate

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Un mio caro amico a settembre del 1986 mi dice, tornando da Milano dove aveva la prima fidanzatina, senti qua, è un gruppo di musicisti/cabarettisti milanesi (super)giovani è un live piratato che gira per i liceii della città della Madonnina. Incuriosito feci una copia della cassetta ed avendo appena iniziato il ginnasio, quindi dovendo fari un mazzo così all'inzio, passai un intero pomeriggio a sentire la cassetta con il mio sony walkam, dato l'utilizzo di terminologie un po' troppo colorite per i miei genitori. Fu amore a prima vista, ho avuto sempre una grande considerazione per chi utilizzava l'umorismo ed il sarcasmo così sapientemente e pensai: "questi sono dei geni!". Morale della favola: quasi un mese piegato dalle risate a sentire a looping gli ELLST,il bootleg era il concerto al Magia del 9/5/1986, conservo come una reliquia il reperto (vedi foto), da notare come gli unici titoli scritti allora sono solo quelli che Elio nel live annunciava prima dell'esecuzione, con una versione di "Addolorato" indimenticabile. L'altra è quella del concerto del Tour di Addio a Roma alla Cavea dell'Auditorium il 14/6/18, una grande gioia nel rivederli ed una grande tristezza nel sapere che suonavano già da sciolti, da matusa quale ora sono ho cantato tutte le canzoni a squarciagola e mi sono commosso quando avendo fatto due cartelloni old style (che poi a fine concerto ho lasciato sul palco) Elio mi ha mandato un bacio di ringraziamento, unici momenti di amarezza non aver preso il plettro lanciato in platea da Cesareo e non averli mai consociuti di persona!

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E se parliamo d'amore so quanto è importante limonare!

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Servi della gleba è la colonna sonora della mia vita, solo che io faccio la parte della "stronza" ahimè. Ogni volta che dovevo inventare delle scuse, c'eravate voi in sottofondo e nessuno si è mai preso la briga di ~ ascoltare tra le righe ~. Ho cantato questa canzone dopo ogni pianto, ad ogni concerto con amiche fantastiche e in macchina, mentre mi trovavo sul litorale con il mare che mi seguiva. Mi ricordo di aver fatto l'amore con She wants, mi ricordo di aver riso davanti a tutti mentre ascoltavo Cara ti Amo, mi ricordo la terza parola di mia cugina - ELIO - mentre ascoltava ripetutamente Born to be Abramo, mi ricordo mio nipote Adriano che, per farlo mangiare, gli cantavo Il Vitello Dai Piedi Di Balsa e poi c'è il ricordo più bello, quello che non dimenticherò mai : gli infiniti abbracci di Civas, di cui sono innamorata da circa vent'anni. Per me voi non sarete mai un semplice complesso . VOI SIETE LA FORZA CHE MI ACCOMPAGNA IN OGNI SIGOLO ISTANTE DELLA MIA VITA.

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Mi ricordo ancora quando li ho visti per la prima volta live alla discoteca Cavalluccio di Lido di Camaiore, l'anno non lo ricordo ma ero sempre al liceo quindi si parla credo del 1994 o giù di lì, li ascoltavo e, nonostante non fossi un grande fan della discoteca, presi il biglietto con due mie amiche pure discrete(vedi mai ci scappasse qualcosa...). L'arrivo fu molto tardi tipo dopo le 2 di notte, l'attesa fu snervante ma poi ci fu il concerto, non era pienissimo ma ci siam divertiti da matti e alla fine si andò sotto il palco a salutare tutta la band. Grande performance del mitico Mangoni. Ovviamente non ci scappò nulla ma è stato uno dei Capodanni dove mi son divertito di più e che ricordo con maggior piacere. La canzone che attendevo maggiormente se non ricordo male era "Amico uligano"
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